A Bolzano il Grifo “sceglie” la terza via

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A Bolzano il Grifo

A Bolzano il Grifo “sceglie” la terza via. C’è rammarico per come è maturato il pari in casa della capolista Sudtirol. E ora due match casalinghi, ma guai a sottovalutare Imolese e Virtus Verona

Era il crocevia del campionato del Perugia, con una vittoria i grifoni avrebbero raggiunto gli avversari del Sudtirol al secondo posto, ad una sola lunghezza dal Padova capolista.

In caso di sconfitta, invece, il Perugia avrebbe compromesso molte delle sue speranze di primato perchè sarebbe finito a ben sei punti dagli altoatesini, con in più lo svantaggio del primo scontro diretto perso e a quattro dal Padova, secondo.

La squadra di Caserta ha invece imboccato la terza via, quella del pareggio, quella un po’ più tortuosa per arrivare primi, ma che li fa rimanere in corsa.

Alla vigilia avremmo sottoscritto in pieno il risultato di parità, perchè ottenuto contro la capolista sul suo campo, e perchè quando si pareggia uno scontro diretto, se è vero che prendi un solo punto, è altrettanto vero che ne togli due agli avversari.

Ed invece, alla luce di quanto accaduto nella gara del “Druso”, in particolare nei primi 45 minuti, siamo costretti a parlare ancora una volta di altri due punti gettati, diciamo al vento per non essere volgari.

E se il distacco dalla capolista Sudtirol è rimasto di tre lunghezze, il roboante successo casalingo (5-3) del Padova sulla Vis Pesaro, che consente alla squadra di mister Mandorlini di appaiare in testa gli altoatesini, riporta a tre lunghezze il distacco del Perugia anche dai biancoscudati, con il Feralpisalò che, grazie al punto arpionato nel finale della gara di Gubbio, continua a precedere di una lunghezza al terzo posto il Perugia, restato, quindi, al quarto posto, con Triestina e Modena, fortunatamente, bloccate sul pari esterno da Carpi e Cesena, che rimangono ulteriormente staccate, insieme al Mantova, due punti dietro ai grifoni.

Due punti persi, dicevamo, perchè al “Druso” il Perugia, dopo neanche tre minuti, aveva subito messo la gara dalla sua parte con il gol segnato da Melchiorri.

Sbloccato il risultato i grifoni avevano modo di agire di rimessa, come preferiscono, ed infatti per tutto il primo tempo, nonostante la supremazia territoriale di un buon Sudtirol, gestita benissimo dall’impeccabile difesa perugina, i grifoni creavano ben quattro nitidissime palle gol, per chiudere la partita, tutte, però, sciaguratamente fallite, da Melchiorri, due, Elia e Falzerano, con il portiere altoatesino ad ergersi a grande protagonista.

E quando fallisci tanto il calcio ti punisce e puntualmente, quasi alla fine del primo tempo, un rigore dubbio (ma due minuti dopo l’arbitro non ne concedeva un altro ben più netto) riportava la gara in equilibrio.

La ripresa vedeva un equilibrio orfano di emozioni e la gara finiva con un equo pareggio sul piano del gioco ma assolutamente bugiardo e inadeguato per il Perugia su quello delle occasioni create.

Il rammarico, come sempre, tira in ballo la mancanza di uno stoccatore, carenza che sta veramente condizionando la classifica dei grifoni che, nelle ultime sei gare, pur rimanendo imbattuti, hanno vinto solo due volte, pareggiandone quattro.

Il Padova, al contrario, nelle stesse sei gare, pur perdendo per ben due volte, una, tra l’altro, proprio nello scontro diretto del “Curi”, vincendo le altre quattro gare senza pareggiare mai ha totalizzato dodici punti contro i dieci del Perugia, con lo stesso Sudtirol che, con tre vittorie una sconfitta e solo due pareggi, di punti ne ha fatti, undici, uno in più, del Grifo, a dimostrazione che con i tre punti a vittoria i pareggi servono a poco.

E in Serie C per vincere è più importante avere un attacco prolifico che una difesa impenetrabile, il contrario di quelle che sono, al momento, le potenzialità della rosa incompleta che la società a messo a disposizione di mister Caserta in estate.

A questo punto, per dare più valore ai tanti pareggi conquistati, occorrerà assolutamente fare bottino pieno nelle prossime due gare, entrambe casalinghe contro l’Imolese e la Virtus Vecomp Verona.

Partite che sembrerebbero facili sula carta ma che, ad una più attenta analisi, rivelano delle insidie per una squadra, come quella perugina, che trova difficoltà contro formazioni che si chiudono bene.

L’Imolese, infatti, a dispetto del suo sestultimo posto a quota dodici, gli stessi punti del Gubbio, fuori casa di partite ne ha perse solo due, entrambe di misura, a Trieste e a Salò mentre è l’unica squadra che è riuscita ad espugnare l’“Euganeo” di Padova, anche se alla prima giornata.

Quanto alla Virtus Vecomp Verona è la squadra più pareggiona, con ben sette pari conquistati e, dopo il Sudtirol che ha perso solo una volta è insieme al Perugia la squadra che ha perso meno gare, solo due. Ma dei veronesi, ottavi in classifica, ce ne occuperemo più approfonditamente lunedì prossimo.

Tornando all’Imolese, sarà fondamentale che i grifoni riescano a sbloccare presto la gara.

A quel punto controllare il terzultimo attacco del campionato con soli otto gol segnati non dovrebbe risultare un’impresa e se poi arrivasse, finalmente, anche il raddoppio e, perchè no, il triplo vantaggio, la prima delle due fondamentali vittorie da ottenere in otto giorni sarebbe in cassaforte.

Danilo Tedeschini