Classe indisciplinata, eccelle solo Di Carmine

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Di Carmine:

Classe indisciplinata, eccelle solo Di Carmine. Il pagellone di metà stagione: quasi tutti sotto le aspettative, Rosati e Zanon i peggori al pari della società

 

Il pagellone di metà stagione. A cura di Nicolò Brillo

Giunti ormai alla conclusione del girone d’andata, è tempo di bilanci e valutazioni per tutti gli uomini in biancorosso, compresi ‘tecnici’ e società. Tanti i bocciati, in una ‘classe’ generalmente indisciplinata in cui a salvarsi sono in pochi. Samuel Di Carmine si ‘laurea’ primo della classe. Ecco giocatore per giocatore le valutazioni parziali della stagione sportiva 2017/2018:

ROSATI 4,5: Difficoltà su difficoltà che, sommandosi, hanno compromesso anche l’aspetto psicologico del giocatore. Quando al termine del mercato estivo era stato confermato come prima scelta, tutti erano pronti a sostenerlo ove avesse messo in luce delle carenze, specie sulle uscite. A queste difficoltà ritenute ‘fisiologiche’ visto il trascorso di Rosati al Grifo, si sono aggiunti altri numerosi svarioni che sono costati punti pesanti. Potremmo citare Cittadella, Foggia, Spezia fino ad arrivare al culmine toccato nel match interno contro il Bari. Bocciato.

NOCCHI 5,5: Chiamato a sostituire Rosati nei momenti di maggiore difficoltà. Prova a fare quel che può, senza infamia e senza lode. Non ha colpe, per carità, ma nemmeno meriti. Per lui 6 presenze e 12 reti incassate. Rimane comunque un discreto gregario ed un buon professionista.

SANTOPADRE JR s.v.

VOLTA 5: Per il momento la peggiore stagione dell’ex Samp da quando è al Perugia. Naufraga nelle difficoltà generali di una difesa colabrodo capace di incassare ben 36 marcature (lo scorso anno il Grifo ne subì complessivamente 40). Chiude l’annata con 17 presenze ed una quasi insignificante rete nel nefasto 4-2 di La Spezia.

MONACO 5: Tanta fisicità e grinta. Ma anche molta imprecisione negli alleggerimenti e nei passaggi e soprattutto troppe distrazioni nelle marcature e nelle coperture preventive. Sicuramente, insieme ai compagni di reparto, è poco aiutato da uno scarso filtro del centrocampo. Ma lui ha le sue colpe.

BELMONTE 5: Prima utilizzato come terzino sinistro nell’attesa dell’ “apprendistato” di Pajac, poi smistato tra il centro della difesa e la corsia destra. In tutti questi cambiamenti vanno aggiunti numerosi acciacchi fisici che hanno contribuito alla flessione del suo rendimento rispetto alle passate stagioni.

DOSSENA 5,5: Breda gli concede subito un’opportunità importante a Cremona al suo esordio in panchina. Gol e prestazione convincente che sembra lanciarlo come titolare. Poi anche per lui arrivano le difficoltà, parzialmente giustificabili vista l’età e la poca esperienza. Ci si sarebbe aspettato qualcosa in più, inutile negarlo, ma la difesa perugina non può certo prescindere da un classe ’98. Avrà modo di rifarsi.

CASALE S.V.

DEL PRETE 5: Discontinuo ed altalenante. Ai soliti problemi di natura fisica che si ripresentano costantemente ogni 2/3 partite, quest’anno va aggiunto un mese di assenza per delle cure non meglio specificate nella città di Barcellona (come dichiarato dal presidente Santopadre).

ZANON 4,5: Partenza da giocatore di spessore e di grande esperienza in grado di mettere una pezza alle ‘croniche’ assenze di Lorenzo Del Prete. Dal match di Brescia in poi, come gran parte della squadra, si trasforma in ‘brutto anatroccolo’ e si rende protagonista di un’involuzione drammatica sia sul piano difensivo che offensivo. Poco propenso ad offendere sulla fascia di competenza.

PAJAC 5,5: La scommessa estiva di Roberto Goretti: utilizzarlo come terzino sinistro quando in realtà è un esterno alto. Risultato? Scommessa persa. Il croato denota ottime qualità di spinta e di offesa, coadiuvate da una buona capacità nei cross, ma difensivamente soffre oltremodo specie quando si trova a fronteggiare avversari di qualità. Giocatore discreto, ma non è un terzino.

COCCOLO S.V.

DAN BERCI S.V.

COLOMBATTO 5,5: Sin dalle prime partite dimostra di avere un piedino vellutato ed una discreta qualità in impostazione. Ha la pecca di non essere un gran interdittore e spesso non compre bene la difesa. Più di una volta dà l’idea di correre molto e male. Le qualità e le potenzialità ci sono, ma vanno affinate e migliorate.

BRIGHI 5: Più volte relegato alla panchina, soffre molto avversari veloci e dinamici. Dà l’idea di essere un po’ arrivato al capolinea della sua straordinaria carriera. Come rincalzo potrebbe sempre tornare molto utile, anche grazie al suo enorme bagaglio d’esperienza.

BANDINELLI 6: Mezz’ala molto duttile e di gran qualità. Potrebbe fare di meglio per quanto riguarda le conclusioni e le ultime scelte, ma è di certo il più positivo della batteria di mediani biancorossi. Dimostra di essere anche un gran lottatore e di saper credere fino in fondo su tutti i palloni. Inspiegabilmente messo un po’ ai margini nelle ultime partite.

BIANCO 5: Una delle più grandi delusioni della rosa del Grifo. Arrivato in estate con grandi aspettative dopo un importante investimento da parte della società (l’unico della sessione di mercato). Essendo una delle colonne portanti del ‘Carpi dei miracoli’, ci si aspettava ben altro. Dopo un avvio illusorio cala insieme a tutti i suoi compagni di reparto. Nemmeno i cambi di modulo giovano molto circa il suo rendimento ed il suo apporto per l’equilibrio della squadra.

EMMANUELLO S.V.

BUONAIUTO 6,5: Vera sorpresa della rosa messa inizialmente a disposizione di mister Giunti. Dopo la scorsa deludentissima mezza stagione al Curi per poi andare in prestito a Latina, si dimostra giocatore cambiato e maturato. Il suo exploit avviene contro il Parma quando mette a segno una fantastica doppietta.

TERRANI 5,5: Parte subito a mille con giocate illuminanti alle spalle delle due punte. Il suo infortunio lo relega alla panchina a favore di Buonaiuto. Viene riutilizzato parzialmente da Breda ma solo come esterno di centrocampo del 4-4-2. Discontinuo, deve ancora maturare ulteriormente.

FALCO 5: La vera delusione del mercato estivo. Arrivato negli ultimi giorni di agosto come “ciliegina” a completare la batteria di trequartisti, causa infortuni ed una preparazione in parte saltata non riesce mai a trovare una condizione fisica accettabile. Tuttavia rimane prezioso il suo unico gol in maglia biancorossa a sbloccare nel recupero il match casalingo contro l’Ascoli. Per il resto solo tante ombre nelle sporadiche apparizioni.

CERRI 6,5: Arrivato come ariete d’area di rigore si rende più utile come spalla di Di Carmine ed assist-man in un’ideale posizione di seconda punta. Quattro reti in campionato più altrettante in Coppa Italia condite da otto assist complessivi. Comunque niente male.

DI CARMINE 8: L’unico a meritare un voto davvero eccellente. 12 gol parlano da soli, mai così bene in B. Attualmente terzo marcatore della cadetteria.  Il bomber del Grifo non si limita solamente a timbrare il cartellino, ma dà una concreta mano a tutta la squadra nella difesa dei palloni e nelle marcature durante la fase di non possesso.

HAN 6: Esordio in campionato a razzo con una fantastica tripletta da urlo in quel di Chiavari. Sembra il preludio per la nascita di una stella, cosa parzialmente confermata con le reti contro Pescara e Parma. Poi piano piano si spegne, complici anche gli avversari che sistematicamente lo raddoppiano. Breda gli dà il colpo di grazia, escludendolo gradualmente dai propri schemi.

MUSTACCHIO 5: Rimane a Perugia dopo un mercato estivo in cui è stato investito da continue voci di possibile partenza anche vista una sua probabile incompatibilità con il 4-3-1-2 di Giunti. Viene chiamato in causa poche volte ed appare prima di tutto fuori condizione con una forma fisica non certo delle migliori. Si mette in luce positivamente solo nel distruttivo 8-3 in Coppa Italia ad Udine.

FRICK S.V.

CHOE S.V.

TRAORE’ S.V.

GIUNTI 5: Onestamente a nostro avviso non ha grandi colpe. L’impostazione iniziale con il 4-3-1-2 non era male, ma le difficoltà che si sono sommate dopo la sconfitta di Brescia lo hanno travolto. La media punti di 1,18 a partita non può di certo essere considerata il ‘massimo’. Paga per tutto il gruppo.

BREDA 5: Non all’altezza della situazione che si è creata nel post-Giunti. Persona squisita e gran professionista, ma forse non è la guida di cui il Perugia avrebbe avuto bisogno. Sarebbe servita una figura in grado di scuotere lo spogliatoio piuttosto che un ‘normalizzatore’. Ora staremo a vedere cosa deciderà la società in merito alla sua posizione dopo la ‘debacle’ con l’Empoli.

SOCIETA’ 4,5: La rosa, al netto di arrivi indubbiamente giudicati come più che positivi, presentava due pecche principali: l’assenza di un vero e proprio terzino sinistro e di un portiere più adatto allo stile di gioco della squadra di Giunti. Rosati ha incontrato enormi difficoltà, alla pari dell’adattato Pajac. Ma sarebbe troppo semplice relegare tutte le colpe di un girone d’andata deludente solamente a queste ‘mancanze’. Sotto il profilo comunicativo, la triade della dirigenza non ha certo brillato, troncando definitivamente l’idillio con i gruppi del tifo organizzato dopo i fatti della contestazione post-La Spezia. Alquanto discutibile la scelta di Breda.