Il violino del ‘Gila’ suona nel Paradiso della B, Cellino “brucia” all’Inferno

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Il Genoa dell'ex attaccante segna un blitz al fotofinish a Benevento, il presidente bresciano continua a combinare guai e la squadra ne risente
Foto: Gabriele Maltinti - Getty Images

Il Genoa dell’ex attaccante segna un blitz al fotofinish a Benevento, il presidente bresciano continua a combinare guai e la squadra ne risente

 

Paradiso

10 – Alberto Gilardino

Se il Presidente del Genoa Zangrillo avesse solo lontanamente immaginato in estate di avere in casa l’uomo adatto a pilotare il Genoa verso la promozione in Serie A, non avrebbe probabilmente perso tempo e denaro confermando il presuntuoso e poco redditizio Blessin. Mister Gilardino, infatti, promosso solo da un mese e mezzo sulla panchina della prima squadra da quella della “Primavera” rossoblù, dopo il tardivo esonero di Blessin, ha riportato subito il Genoa in linea di galleggiamento e, con lo straordinario “score” di cinque vittorie ed un solo pari nelle sei gare nelle quali ha guidato finora il Genoa, ha pilotato il Grifone al secondo posto, a quota trentanove, insieme alla Reggina, confermato con il successo per due a uno di Benevento, grazie alle reti di Coda e Puscas. Predestinato!

9 – Frosinone e Sudtirol

Noblesse oblige! Il Frosinone fa valere tutta la classe della capolista e sbanca in rimonta il terreno del “Rigamonti” battendo tre a uno il Brescia. Di Moro, Insigne e del nuovo arrivo Baez le reti dei leoni, che si confermano al comando raggiungendo quota quarantacinque, sempre con sei punti di vantaggio sulle due seconde.

Il Sudtirol fa sul serio. Vince anche a Venezia, anche se in maniera non del tutto meritata, con una delle rare occasioni create, sfruttata abilmente da capitan Tait, a sublimare l’ottima, consueta prestazione difensiva della squadra di mister Bisoli. Bolzanini quinti da soli a quota trentadue!

8 – Parma e Modena

Due perle di Benedyczac e Vazquez, un eurogol quello del “Mudo”, consentono al Parma di dare un calcio alla crisi e di regolare abbastanza facilmente il Perugia al “Tardini”. La squadra di mister Pecchia rientra così nella zona nobile agganciando il Pisa al sesto posto a quota trenta.

Il Modena fatica più del previsto contro il Cosenza ma il micidiale uno-due firmato doppia G, Gerli e Giovannini, a poco più di cinque minuti dalla fine, regala la vittoria alla squadra di mister Tesser, che sale a quota ventotto, assieme al Palermo, in decima posizione.

7 – Palermo e Reggina

Ancora il difensore Marconi, come nelle due gare precedenti. Un gol in mischia ad otto minuti dalla fine del centrale difensivo rosanero regala tre punti preziosissimi al Palermo che supera uno a zero, sotto il diluvio, il Bari e sale in decima posizione.

La Reggina c’è e riscatta con una grande prestazione l’imprevista battuta d’arresto subita sette giorni fa al “Granillo” contro la Spal. Gli amaranto superano due a uno in rimonta la Ternana, sciorinando un bel calcio e creando, come spesso accade, diverse occasioni da gol. La squadra di mister Inzaghi rimane seconda insieme al Genoa, ma adesso a quota trentanove.

Purgatorio

6 – Ascoli, Pisa, Cittadella

L’Ascoli torna con un meritato punto da Ferrara dopo aver giocato in inferiorità numerica tutta la ripresa a causa dell’espulsione di Giovane nel recupero della prima frazione. La rete dell’uno a uno, che consente ai bianconeri di rimanere al dodicesimo posto a quota ventisei, la sigla Adjapong nel finale del primo tempo.

Un Pisa prima distratto e poi sciupone rischia di perdere e poi di vincere a Como. Finisce due a due grazie alla rete di Tramoni, che riequilibra il risultato a fine primo tempo dopo che Nicolas aveva evitato il due a zero del Como parando un rigore e a quella di Masucci ad  otto minuti dalla fine, che illude la squadra di mister D’Angelo fino al pari lariano nel recupero. Pisa sesto col Parma.

Mezza impresa del Cittadella che, in inferiorità numerica per quasi tutta la ripresa per il doppio giallo rimediato da Salvi, riesce con le unghie e con i denti a contenere il Cagliari al “Tombolato”, strappando un prezioso pareggio a reti bianche che permette ai veneti di rimanere nel terzetto tra il sestultimo e il quartultimo posto a quota ventitré, insieme a Como e Benevento.

5 – Spal, Como, Cagliari

La Spal non riesce ad infrangere il tabu “Mazza” e pareggia uno a uno con l’Ascoli. Non è bastato né il vantaggio di Dickmann nel primo tempo, né l’aver giocato l’intera ripresa in superiorità numerica. La squadra di mister De Rossi, che appare più adatta alle trasferte, sale, comunque, a quota ventiquattro, al quattordicesimo posto, una lunghezza sopra la zona minata.

Il Como riacciuffa nel recupero una partita che sembrava ormai persa, dopo averla dominata nel primo tempo andando in vantaggio con Cutrone e fallendo con Cerri il rigore del due a zero. Il calcio è spietato e il Pisa prima pareggia allo scadere della prima frazione e poi la ribalta ad otto minuti dalla fine. Ma i lariani hanno sette vite e il due a due finale lo sigla Da Riva all’ultimo tuffo. Como, al momento, salvo, grazie agli scontri diretti vinti.

Passo indietro del Cagliari di mister Ranieri che, se è vero che pareggia zero a zero a Cittadella,  non approfitta, però, della superiorità numerica registrata per gran parte della ripresa. La squadra sarda rimane quindi tra ‘ottavo e il nono posto, agganciando la Ternana, con cui condivide quota trenta punti.

Inferno

4 – Ternana

Pur non giocando male la Ternana è costretta alla fine ad ammainare bandiera bianca al “Granillo”, superata in rimonta dalla Reggina con una rete per tempo dopo essere passata in vantaggio nel primo con Pettinari. La sconfitta ci sta tutta e con questa battuta d’arresto le fere scivolano a cavallo tra l’ottavo e il nono posto.

3 – Bari

Il Bari scivola sul fango del “Barbera”, subendo la rete dell’uno a zero decisivo ad una manciata di minuti dal termine per un’ingenuità difensiva, dopo aver sfiorato in più di un’occasione il vantaggio.  Sconfitta pesante in ottica promozione diretta, alla luce della concomitanti vittorie di Reggina e Genoa, con il Bari fermo al quarto posto a quota trentatré, adesso a ben sei punti dalle due seconde.

2 – Perugia e Cosenza

Un Perugia mai in partita torna a mani vuote da Parma, meritatamente battuto due a zero, con un gol per tempo, dalla squadra di mister Pecchia. La sconfitta lascia pericolosamente il Perugia al penultimo posto, a quota venti, in compagnia del Venezia, a tre punti dal playout con lo svantaggio e a quattro dalla salvezza diretta alla luce dell’eventuale classifica avulsa negativa.

Il Cosenza crolla nel finale perdendo due a zero a Modena a causa delle due reti subite in soli due minuti quasi sul filo di lana. La sconfitta lascia la squadra di mister Viali in fondo alla classifica a quota diciotto, a ben cinque lunghezze dal gruppetto che occupa le posizioni tra la sestultima e la quartultima.

1 – Venezia e Benevento

Bruciante, ennesimo grave capitombolo del Venezia che perde uno a zero al “Penzo” contro il Sudtirol. La squadra di mister Vanoli non riesce a sfondare il muro difensivo bolzanino, subendo  il beffardo gol che decide l’incontro ad un quarto d’ora dalla fine. Venezia che rimane sconsolatamente e pericolosamente penultimo col Perugia!

La caduta del Benevento di Mister Cannavaro non si arresta. Anche il Genoa passa al “Vigorito”,  non senza un pizzico di fortuna visto che la rete del due a uno arriva all’ultimo secondo, dopo che a metà ripresa Tello aveva riportato in parità la gara. Quindici punti in altrettante gare, una media da retrocessione diretta per mister Cannavaro che il presidente Vigorito si ostina a confermare sulla panchina sannita nonostante i giallorossi siano precipitati in zona playout e, al momento sarebbero retrocessi a causa della sfavorevole classifica avulsa,

0 – Massimo Cellino

Che confusione a Brescia. Il sequestro dei beni di Cellino ha da tempo messo in crisi la squadra lombarda ma il presidente, che intanto cerca di cedere la società, ci mette del suo esonerando Clotet e sostituendolo con Aglietti. Ma dopo solo due settimane ecco arrivare il dietro front presidenziale con l’esonero di Aglietti, che nelle due partite sulla panchina delle rondinelle aveva conquistato solo un punto e il ritorno in panchina di mister Clotet. E il caos non poteva che generare un’altra sconfitta interna, anche perché di fronte c’era il Frosinone capolista, che ribalta il vantaggio iniziale del nuovo acquisto Rodríguez, passando abbastanza facilmente a Mompiano per tre a uno. Cinque sconfitte e due soli pareggi nelle ultime sette gare fanno precipitare in  due mesi le rondinelle dalla “comfort zone” dei playoff al tredicesimo posto a quota venticinque, due soli punti sopra la zona minata. Allarme concreto!

Dan.Te.