A Cittadella lo specchio del campionato del Grifo

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A Cittadella lo specchio del campionato del Grifo. Al

A Cittadella lo specchio del campionato del Grifo. Al “Tombolato” si sono visti miglioramenti di gioco grazie alla mano del tecnico ma anche le solite lacune offensive e carenze di rosa

Si ferma a tre la miniserie positiva del Perugia che, a Cittadella, pur non offrendo una brutta prestazione, paga a caro prezzo degli errori difensivi e offensivi e una topica dell’arbitro Illuzzi sul primo rigore, assolutamente inesistente perchè il fallo di Rosi su Diaw è iniziato abbondantemente fuori dall’area e si è concluso qualche centimetro prima della linea dell’area di rigore, anche se poi il furbo attaccante del Cittadella è caduto in area.

Illuzzi, a norma di regolamento, avrebbe dovuto sanzionare una punizione dal limite e decretare l’espulsione di Rosi per aver fermato irregolarmente da ultimo uomo una chiara occasione da gol ed invece ha fatto l’esatto contraro, con il rigore e il solo giallo per il difensore biancorosso.

Ma addossare la colpa della sconfitta all’arbitro sarebbe riduttivo perchè sull’azione del rigore c’è un clamoroso errore di piazzamento della difesa biancorossa, orfana da pochi minuti di Angella, penalizzato dal “consueto” infortunio muscolare che lo ha costretto ad uscire dal campo, sostituito da Rajkovic.

E la difesa del Perugia senza Angella perde sicurezza, ce ne siamo resi conto durante tutto il campionato quando le presenze del forte difensore centrale sono state assolutamente sporadiche a causa dei ripetuti infortuni.

Non che il Cittadella abbia fatto sfraceli: il secondo gol è arrivato con un altro rigore, stavolta sacrosanto, per un evidente fallo di mano, ma la sensazione di compattezza dimostrata contro Ascoli e Crotone non c’è stata.

Sullo zero a zero, poi, è arrivato il clamoroso errore di Iemmello che, tutto solo a pochi passi da Paleari, si è fatto ribattere la conclusione piazzata dal portiere.

Un errore pesante, bissato nella ripresa per due volte da Buonaiuto, che dimostra ancora una volta i limiti offensivi di questa squadra, non a caso il penultimo attacco del torneo con appena trenta reti segnate in trentuno partite, solo il derelitto Livorno ha fatto peggio.

E il fatto che Iemmello, sparito dal campo e sostituito nella ripresa, dopo il gol mangiato, sia il capocannoniere del campionato, oltre che del Perugia, è un dato assolutamente fuorviante in quanto il centravanti calabrese ha segnato più della metà dei diciassette gol, nove, su calcio di rigore, limitandosi a solo otto segnature su azione, nessuna nel girone di ritorno, precipitando dal primo all’ottavo posto, a pari otto gol con altri sette attaccanti.

Per non parlare dei compagni di reparto: Falcinelli, la delusione del campionato, assente ieri sera, Melchiorri, bravo nei movimenti ma anche lui con solo due gol attivo come Buonaiuto, troppo sciupone negli ultimi sedici metri, e l’acerbo Capone.

Pur facendo registrare progressi con la cura Cosmi nelle ultime quattro partite, i sette punti conquistati in sono venuti da solo due reti all’attivo, segnate tra l’altro da un difensore, Mazzocchi e da un centrocampista, Nicolussi Caviglia.

E allora bisogna avere il coraggio di dire che la sconfitta di Cittadella è lo specchio del campionato del Perugia, migliorato sì sul piano del gioco grazie alla mano di Cosmi ma con il tecnico ponteggiano che nulla può contro le grosse lacune dell’organico a disposizione.

Per cui la sconfitta è figlia degli errori di mercato, estivo ed invernale, di Santopadre e Goretti.

Quando si prendono giocatori forti, ma che se fossero sani giocherebbero in Serie A (Angella) che su trentuno gare è riuscito a disputarne solo nove, perchè, come gli è accaduto nei tre anni precedenti, è soggetto a lunghi e ripetuti stop per infortuni muscolari, non va bene.

Se hai bisogno come il pane di un centrale di centrocampo discreto per alternare a Carraro e prendi invece in prestito il flop Balic in estate e il parametro zero Greco, giocatore di trentatré anni abbondanti, in netta parabola discendente e che, per di più, nel momento del bisogno come ieri sera, vista l’assenza di Carraro, va in rotta con la società non prolungando il contratto (ma lo stesso scadeva oggi 30 Giugno, per cui ieri avrebbe potuto e dovuto giocare) mettendo in grande difficoltà Cosmi, non va bene.

Quando al primo allenatore, Oddo, che aveva basato tutta la preparazione su un modulo ad una punta, gli prendi a sorpresa, in chiusura di mercato un giocatore, Falcinelli, che non segna da tre anni e anche a Perugia continua a non segnare ma che essendo di Perugia è benvoluto dall’ambiente, fatto che crea inevitabilmente pressione mettendo in difficoltà Oddo, non va bene.

Quando poi a tutti questi errori si prende anche un centravanti che in doppia cifra senza rigori non c’è mai andato e anche coi rigori c’è riuscito solo una volta in C a Foggia, è normale che i risultati non arrivino, come non sono arrivati in questi ultimi cinque anni di B successivi al primo, quando terminò l’unico progetto, triennale e, soprattutto vincente, anche se con un’interruzione estiva, quello con Camplone.

Il Presidente Santopadre afferma che deve giustamente far quadrare i bilanci e non fare mosse azzardate ma contemporaneamente, ogni stagione, continua a parlare di Serie A ma, senza un progetto serio, la promozione resterà sempre una chimera.

Proprio il Cittadella dimostra che si possono fare campionati d’avanguardia, senza accontentarsi di disputare il solito preliminare pro forma come accaduto sempre, eccezion fatta per l’anno di Bucchi, l’unico in cui fu centrato il playoff e l’anno di Bisoli, il peggiore finora, quando i grifoni arrivarono solo decimi.

E allora, visto che Santopadre deve usare il bilancino del farmacista e difficilmente potrà riuscire, in questa situazione, nel grande salto perchè le risorse sono quelle che sono, ci chiediamo come mai avrebbe rifiutato una quindicina di giorni fa una sostanziosa e più che congrua cifra.

Si parlerebbe di oltre tredici milioni di euro, ma il condizionale è sempre d’obbligo in questi casi, anche se la notizia è stata data in TV da valenti colleghi che stimiamo, per cedere la società?

Tornando al campionato il Grifo rimane al dodicesimo posto, ringrazia l’arbitro Baroni che a Salerno ha inventato all’ultimo minuto il rigore che ha privato la Cremonese, quintultima, di due punti importanti che l’avrebbero proiettata a solo quattro lunghezze dal Perugia.

Le lunghezze di vantaggio, invece, sulla zona bollente, per fortuna rimangono sei e i grifoni possono stare abbastanza tranquilli anche se da qui alla fine altri sette punti bisognerà farli, a cominciare dalla gara di venerdì, al “Curi” contro il Pordenone, quinta forza del torneo.

Per sognare in grande, invece, anche se in fondo l’ottavo posto (che comunque non serve praticamente a niente in chiave promozione) è a quattro punti, anche se con tante squadre in mezzo da scavalcare, servirebbero altri attaccanti, altre rose attrezzate, altri tipi di programmazioni, altri presidenti.

Ma questo lo ripetiamo invano da cinque anni, come un disco rotto.

Danilo Tedeschini