Anche il Novara in grande difficoltà

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Qui Novara: salvezza non ancora acquisita, ma manca poco. I piemontesi sono reduci da un periodo non estremamente felice, serve ancora qualche punto per evitare i play-out

Anche il Novara in grande difficoltà. I piemontesi vengono da una vittoria in 9 partite ed hanno gli stessi punti del Grifo. Occhio all’ex Moscati e al giovane Da Cruz

Il Perugia ha un unico imperativo: chiudere il 2017 (uno degli anni più travagliati della recente storia biancorossa) nel migliore dei modi, conquistando il maggior numero di punti possibile per incominciare, poi, il 2018 con un po’ più di tranquillità.

Insomma, mettersi subito alle spalle la brutta sconfitta casalinga contro il Bari, ricompattarsi e cercare di fare risultato nelle ultime due gare stagionali – che, tra l’altro, coincidono con la fine del girone d’andata – e prima dell’apertura del mercato invernale che, probabilmente, porterà svariati cambiamenti. Tuttavia, il Grifo dovrà affrontare una trasferta impegnativa: Novara.

In primis, visto che la gara si disputerà di giovedì sera, i biancorossi hanno 2 sedute di allenamento in meno per prepararla. Inoltre, particolare da non sottovalutare, questa sarà la quarta trasferta più lunga di tutto il campionato (oltre 1000 i chilometri totali tra andata e ritorno), dietro solo Bari, Vercelli e, ovviamente, Palermo.

Ci sarà, poi, da affrontare una squadra combattiva, alla ricerca di punti (attualmente i piemontesi hanno 23 punti come il Perugia) e che sta tentando di uscire da un periodo di assoluta difficoltà: 1 vittoria nelle ultime 9 partite. Ma non solo. I biancocelesti proveranno sicuramente a migliorare il proprio ruolino di marcia casalingo: 2 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte, con la vittoria che manca da oltre 2 mesi (Novara-Frosinone 2-1 dell’8 ottobre).

LA ROSA: POCHI CAMBIAMENTI

Per la stagione 2017/2018, la dirigenza piemontese ha deciso di apportare pochi cambiamenti, sia in entrata che in uscita, eccezion fatta per l’attacco. Tuttavia, elemento differente rispetto alla passata stagione è l’allenatore. Roberto Boscaglia ha deciso di tornare a Brescia così, al suo posto, è stato scelto l’ex centrocampista di Chievo Verona e Palermo, Eugenio Corini.

Passando all’organico, confermati i due giovani portieri Lorenzo Montipò e Elia Benedettini, mentre l’esperto Simone Farelli (acquistato dal Trapani) ha preso il posto dello svizzero David Da Costa.

In difesa, due arrivi e due partenze. Il terzino destro ex Roma, Petar Golubovic è stato acquistato a titolo definitivo, mentre il centrale Dario Del Fabro è arrivato a Novara dalla Juventus. Partiti, invece, l’ex Grifone Gennaro Scognamiglio e Edoardo Lancini, trasferitisi rispettivamente a Cesena e a Brescia. Confermatissimi, invece, i due ex biancorossi Marco Chiosa e Andrea Mantovani, oltre a Magnus Troest, Marco Calderoni e Lorenzo Dickmann.

Lo stesso discorso può essere fatto per il centrocampo: a tanti innesti sono corrisposte lo stesso numero di partenze. I nuovi volti sono il regista brasiliano Ronaldo Pompeu da Silva, il mediano ex Spezia Daniele Sciaudone e, soprattutto, l’ex Grifone, senza dubbio tra i più amati dell’ultimo periodo della storia biancorossa, Marco Moscati.

Questi tre mediani hanno preso il posto di Francesco Bolzoni, Antonio Cinelli e Ransford Selasi. Completano il centrocampo piemontese il Capitano Federico Casarini (alla sua terza stagione in biancoceleste e si avvicina al traguardo delle 100 presenze), Andrea Orlandi e Nicolas Schiavi.

ATTACCO RIVOLUZIONATO

Come già detto in precedenza, il reparto offensivo merita una menzione a parte. In questo ruolo, la dirigenza biancoceleste ha deciso di compiere i maggiori investimenti, ma anche di cedere molti centravanti, tra cui anche il pezzo pregiato della squadra.

Dopo 2 stagioni e 73 presenze contornate da 25 reti, infatti, a sorreggere l’attacco del Novara non sarà più il bulgaro Andrej Galabinov, il quale ha deciso di compiere il salto di categoria, trasferendosi in serie A, al Genoa. Insieme a lui, hanno lasciato la provincia piemontese anche Simone Corazza (bandiera del Novara con 3 stagioni e 86 presenze), Antonio Lukanovic, Tomasz Kupisz, Krisztian Adorjan e Gregor Bajde.

Tuttavia, la società ha saputo comunque tutelarsi, garantendosi le prestazioni dell’esperto Riccardo Maniero il cui curriculum parla da solo: 233 presenze in B e 62 gol. L’altro nuovo volto è il giovane olandese Alessio Da Cruz. Il classe 1997 è la vera rivelazione del Novara di Corini: 5 reti in 17 presenze.

Da non sottovalutare anche la conferma di Gianluca Sansone, di Federico Macheda, di Moutir Chajia e del talentuoso “nipote d’arte”, Francesco Di Mariano. L’ala sinistra, classe 1996, è infatti il nipote di Salvatore Totò Schillaci ed è un elemento fondamentale dei piemontesi: unico ad essere sempre sceso in campo.

MODULO TATTICO

Corini predilige il 3-5-2.

PROBABILE FORMAZIONE

Alcuni interrogativi per Corini. Ha, infatti, tutti a sua disposizione, pertanto, rimane da individuare l’11 titolare. Dato per scontato la riconferma del 3-5-2, qualche modifica potrebbe esserci sugli interpreti.

Così, davanti all’estremo difensore Montipò, ci saranno Golubovic, Troest e uno tra Mantovani, Chiosa e Del Fabro.

A centrocampo, Orlandi dovrebbe venir schierato in cabina di regia e prendere così in mano il gioco del Novara, mentre ai suoi lati Moscati, Casarini e Sciaudone si contendono due maglie da titolare.

Ai lati, invece, la fascia destra sarà presidio di Dickmann ma attenzione anche a Chajia, mentre a sinistra è ballottaggio tra Di Mariano e Calderoni, con il primo che, però, appare in netto vantaggio.

In attacco tanti dubbi. Maniero o Macheda ? O, perché non schierarli insieme ? E’ possibile, inoltre, tenere in panchina Da Cruz ?

NOVARA: (3-5-2) Montipò; Golubovic, Troest, Mantovani (Chiosa, Del Fabro); Dickmann, Moscati, Orlandi, Casarini (Sciaudone), Di Mariano; Maniero (Macheda), Da Cruz (Macheda).

Michele Mencaroni