Bazzani: “Falcinelli mi somiglia, Vicario e Nicolussi possono arrivare in A”

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Bazzani: “Falcinelli mi somiglia, Vicario e Nicolussi possono arrivare in A”. L’allenatore in seconda del Perugia: “Con Cosmi c’è fiducia e schiettezza, un errore passare dal 3-5-2 al 4-3-3”

Fatica ad immaginare la ripresa dei campionati il vice di Serse Cosmi. Fabio Bazzani, allenatore in seconda del Perugia, afferma:

“Se il Paese non riparte nei settori basilari non vedo come possa ripartire il calcio, anche se spero di sbagliarmi”.

Sicuramente il calcio ripartirà complessivamente ridimensionato in tutti i suoi aspetti. In ogni caso, per Bazzani il calcio dovrà aspettare il via libera di scienza e medicina.

“Evitiamo il rischio, per salvare una stagione, di  rovinarne due. So bene che per chi è abituato ad avere giornate piene non è un periodo semplice da affrontare, ma se poi pensò ad amici e conoscenti che stanno attraversando il calvario del Coronavirus, accetto le cose così come vanno”.

Serse Cosmi lo ha scelto come collaboratore già nelle esperienze di Ascoli e Venezia.

“Samo due indoli sanguigne e forti. C’è fiducia e schiettezza reciproca”.

Questo implica che, a volte, il confronto dialettico tra i due, nella concitazione delle partire, possa avere toni accesi.

“Ovviamente, il giorno dopo neppure ce ne ricordiamo”.

Bazzani attribuisce ad un difetto di comunicazione tra lui e Cosmi la sconfitta interna con lo Spezia, la prima della serie di cinque. Quella partita, che seguiva le due vittorie consecutive con Livorno e Juve Stabia, fu preparata con Cosmi a casa per un’influenza. Bazzani si rammarica per non aver saputo trasmettere adeguatamente a Serse, in quei giorni, la sua preoccupazione per il fatto che la formazione sarebbe stata troppo rivoluzionata cambiando quattro giocatori su dieci.

“E comunque, aldilà di questo, la partita non l’avremmo persa se non avessimo subito il rigore alla fine di un primo tempo nel quale eravamo stati in partita senza rischiare niente”.

Altro errore condiviso tra i due, precisa, potrebbe essere stato quello di cambiare modulo passando dal 3-5-2 al 4-3-3 dopo le due sconfitte con Spezia e Frosinone.

“Con il cambio di modulo abbiamo perso la nostra identità e capito in fretta che dovevamo tornare a cinque. Infatti con Benevento e Salernitana abbiamo fatto due buone prestazioni e per questa stagione credo proprio che non si cambierà più l’assetto tattico”.

E non è  stato tutto da buttare neppure nella crisi delle cinque partite senza punti:

“Qualcuna di quelle partite avremmo potuto pareggiarla e ora staremmo a commentare un’altra classifica”.

Con la vittoria sulla Salernitana la crisi sembrava superata.

“Il ritiro ci aveva fatto confrontare in modo forte e deciso, perché si stava insieme tutto il giorno e non c’erano diversivi. Sono emerse cose che in tempi normali non vengono fuori. Tranne Benevento e Livorno, troppo staccate dalle altre in alto e in basso, tutte le altre squadre dovranno essere pronte a tutto perché, dopo una sosta così anomala, diventerà un mini torneo del tutto imprevedibile”.

A Perugia, alla corte di Cosmi,  Fabio Bazzani ha  giocato nella stagione 2001-2002 (29 partite, 10 gol). L’ambiente intorno alla squadra  dice di averlo ritrovato sempre appassionato e partecipe delle vicende del Grifo.

“La passione, l’intensità, sono sempre quelle. Normale che l’ambiente poi si adegua all’andamento della squadra. Come è normale che i numeri rispetto a venti anni fa siano diminuiti, perché ora ci sono le tv e la crisi e si va meno allo stadio. Però, dopo il fallimento, Perugia ha dato prova di una buona ripartenza e il calore e la voglia di seguire la  squadra ci sono sempre”.

E l’attaccamento del pubblico, per lui, non è solo e tanto una questione di risultati, quanto di “identificazione”. Concetto che spiega con riferimento alla situazione di questa stagione del Perugia.

“La squadra non ha avuto continuità, ma anche nei momenti più bassi ai ragazzi non si poteva rimproverare nulla sul piano dell’impegno. Semmai mancavano alcune certezze. Però poi con la Salernitana la squadra era propositiva, piacevole a vedersi, aveva una testa e un’anima”.

Ad un mister con un passato da bomber è d’obbligo chiedere quale dei tre attaccanti del Perugia, Iemmello, Falcinelli e Melchiorri, gli somigli di più come caratteristiche.

“É difficile fare confronti, perché il calcio cambia rapidamente. Oggi per esempio si gioca in spazi più stretti e c’è forse minor qualità. Però, se proprio devo fare un raffronto, dico Falcinelli, perché spazia molto e lo facevo anche io, pur essendo una prima punta. Iemmello, invece, è uno che vuole la palla sui piedi, molto tecnico. Melchiorri sa attaccare la profondità”.

E sempre guardando alla rosa, Bazzani indica due giovani a suo parere molto promettenti.

“Nicolussi Caviglia è candidato a giocare nella massima categoria. Deve certamente migliorare, ma ha il culto del lavoro, testa sulle spalle e non sbaglierà. Ha ottime qualità tecniche e fisiche e di visione dei gioco”.

Parole simili anche per quanto riguarda Vicario.

“Anche lui può arrivare in serie A, lo vedo dagli occhi quando arriva agli allenamenti”.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione Tifogrifo.com