Che la promozione non diventi ossessione

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Bianco nella top ten dei

Che la promozione non diventi ossessione. Nesta, la squadra e la società più di così difficilmente possono fare. Ma sul mercato ci si affretti per dei terzini

28 gol subiti in 19 giornate giocate, con una media di quasi un gol e mezzo beccato ogni partita.

6 reti subite nelle ultime due gare di campionato (7 se ci mettiamo anche l’amichevole con l’Empoli).

Un saldo tra gol fatti e subiti di -3.

10mo posto in classifica.

Il Grifo di quest’anno sta tutto in questi numeri – i quali possono apparire anche impietosi – ma che rispecchiano i reali valori di questo “anno zero”.

Perché il Brescia è riuscito a violare il Curi?

Per almeno cinque motivi:

1] le “Rondinelle” sono state attrezzate per provare ad andare in A, con ottimi giocatori e di esperienza e sono, quindi, molto più forti di noi;

2] hanno capito perfettamente come giochiamo (e che non abbiamo alternative), intasando le vie centrali;

3] hanno bloccato efficacemente Verre e Kingsley, asfissiando la fonte del nostro gioco.

4] hanno aspettato gli errori che commettiamo quasi ogni gara e con cinismo da grande squadra li hanno capitalizzati impietosamente;

5] giocano come deve giocare una squadra di serie B per ottenere i tre punti: coperti, poco spettacolari, ma cinici e pronti a sfruttare gli errori avversari.

Poi l’ennesima partita inconsistente di Vido e di tutta la difesa; l’assenza di Melchiorri, e tutti gli altri problemi (sempre i soliti) che possiamo evidenziare sono solo corollari.

Ma non ci sono solo note negative.

In ogni caso, anche in una giornata disgraziata come quella di sabato, i ragazzi c’hanno messo l’anima.

E ciò ci piace sempre.

Hanno provato a superare gli evidenti, stranoti limiti funzionali, con grinta e volontà, fino al fischio finale.

Ed alla fine – volenti o nolenti – ci dobbiamo accontentare di quello che abbiamo.

Così com’è questa è una rosa da metà classifica, che – solo grazie a Nesta ed allo spirito dei Grifoni – sta rendendo più delle sue reali possibilità.

Che – forse se avrà fortuna – riuscirà ad entrare nei playoff, ma solo rendendo al 110%.

Anche il bel gioco espresso dal Grifo (l’unico possibile con questa rosa) in questa prima parte di torneo, appare poco produttivo per la serie cadetta.

La B, infatti, non si vince con il “tiki-taka”, con il gioco manovrato e possesso di palla, a meno che tu non abbia davanti Ronaldo o Messi o Mbappè che garantiscano improvvise accelerazioni e gol a grappoli.

La B si vince con squadre rocciose e “cattive”, forti a centrocampo e ben coperte in difesa, che sfruttano gli errori avversari con fulminee, quanto ciniche ripartenze.

Tant’è che una statistica degli ultimi 10 anni del torneo cadetto ci rivela che ben il 50% dei gol sono in ripartenza con al massimo 4 passaggi; il 40% da palle inattive; e solo il 10% da azioni manovrate.

Ma questa non è affatto una critica per Nesta.

Il “Maggico”, infatti, sta spremendo il massimo possibile dalla rosa che ha a disposizione ed ha capito che il gioco manovrato ed il possesso di palla è l’unico che questo Grifo può fare.

Ciò spiega anche le tante partite dominate sotto il profilo del gioco dal Perugia, eppure perse o pareggiate.

Quello, poi, che non si riesce a comprendere è la strategia societaria di questa prima fase del mercato.

Da settembre sappiamo dell’endemica debolezza di questa rosa sulle fasce, soprattutto a sinistra.

Della mancanza di terzini di ruolo, tant’è che il “povero” Ngawa – difensore centrale destrorso – viene impiegato a sinistra, beccandosi inevitabilmente pagelle impietose.

Eppure ad oggi sono stati acquistati Sadiq (attaccante), Falzerano (centrocampista) e si sta trattando Carraro (centrocampista).

Ma terzini ancora nisba.

Nonostante – come ha sottolineato il “Capiscione” di Contropiede – i terzini sono quelli che costano meno…

Ed oltre agli indispensabili terzini (soprattutto a sinistra), magari anche un forte difensore centrale non ci dispiacerebbe.

Ma – come ha sottolineato a Rai3 il Presidente Santopadre – per l’equilibrio finanziario ora ci si deve concentrare sulle partenze.

Sono partiti Bianchimano, Terrani; Moscati in partenza e probabilmente anche Mustacchio che autorevoli voci da Pian di Massiano danno per sicuro uscente.

Rimangono da piazzare Leali e Monaco.

Ma a noi – in entrata – servono difensori, non centrocampisti.

Per tutti questi motivi la promozione in A non deve diventare un’ossessione di noi tifosi.

E, quindi, ad ogni passo falso criticare aspramente tutto e tutti.

Da Santopadre all’ultimo ignaro magazziniere.

Anche quelli che avevamo incensato fino alla settimana precedente.

Noi tifosi dobbiamo avere più equilibrio.

Dobbiamo anche saperci accontentare della categoria, che – fino ad oggi – in ogni caso ci ha visto sempre protagonisti.

Amare, tifare il Grifo ed andare allo stadio, anche se è decimo e non può avere grandi ambizioni.

Dobbiamo capire che le risorse di questa società provengono solo dalla sua ottima ed equilibrata, quanto oculata gestione.

Che non ci sono finanze da immettere.

Che Goretti e Pizzimenti con le risorse a disposizione, ogni stagione allestiscono una rosa non eccelsa, ma sempre dignitosa.

Che non abbiamo – a tutt’oggi – un soggetto che immetta quei capitali (vedi Brescia) in grado di farci fare il salto di qualità per ambire alla massima serie.

Non dobbiamo pretendere i fasti passati dell’era Gaucci, ma vivere il presente, consapevoli che il calcio attuale – e più in generale, la situazione globale – è ben diversa da quella degli anni ’90.

E che chiudere ogni anno il bilancio senza passività, mantenendo la serie, è già tanto.

Capire che – in definitiva – da questa compagine societaria più di così non si può pretendere.

Sperando che – prima o poi – vi sia qualcuno disposto ad investire nel Grifo, per ambizioni più alte.

D’altra parte, però, se le risorse sono quelle che sono e servono difensori, la Società non “sprechi” denaro per centrocampisti.

Avv. Gian Luca Laurenzi