Breda è in testa al Paradiso, dove torna anche il Grifo

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Breda torna a parlare:

Breda è in testa al Paradiso, dove torna anche il Grifo. Il tecnico ex Perugia sta risollevando il Livorno. La squadra di Nesta vince e convince. ‘9’ a Pazzini

Paradiso, Purgatorio ed Inferno di Dan.Te.

Paradiso

10 Roberto Breda – Il  Livorno espugna alla grande il terreno del Carpi, vince per la prima volta in trasferta, per di più in uno scontro diretto e abbandona finalmente l’ultima posizione, rientrando in piena lotta per la salvezza, anche quella diretta col suo quartultimo posto a quota quattordici. Grande merito va riconosciuto a mister Breda che ha trasformato il Livorno da una squadra in disarmo ad una compagine che può far risultato con tutti! Caronte ispirato!

9 Giampaolo Pazzini – La tripletta del “Pazzo”, rifilata all’ex migliore difesa del campionato, quella del Cittadella, fa volare il Verona che rifila quattro gol alla squadra di Venturato al “Bentegodi” e torna al terzo posto grazie alla migliore differenza reti, a parità di scontri diretti, con i coinquilini a quota ventinove, Pescara e Lecce. Bomber di razza!

8 Spezia, Perugia e Palermo – Roboante vittoria dello Spezia che rifila tre gol allo “Scida” ad un Crotone sempre più allo sbando. Il preziosissimo successo esterno permette ai liguri di rimanere attaccati alla zona nobile, dalla quale, con il loro nono posto a quota venticinque, distano solo una lunghezza. Il Grifo stritola il Foggia al “Curi” e torna in zona playoff con l’ottavo posto a quota ventisei a causa della peggiore differenza reti nei confronti del Cittadella che lo appaia in classifica. Protagonista della serata il giovane Kouan, alla sua prima gara stagionale da titolare, che realizza una doppietta nella prima mezzora. Tre a zero  casalingo anche per la capolista Palermo che, anche grazie ad un clamoroso autogol del portiere bianconero Perucchini che rompe l’equilibrio della gara, surclassa l’Ascoli confermandosi primo con trentaquattro punti.

7 Brescia, Pescara e Benevento – Ancora una vittoria arrivata nel recupero per il Brescia che, battendo di misura la Cremonese al termine di una spettacolare partita, torna prepotentemente al secondo posto con trentuno punti, scavalcando il Lecce che riposava. Vittoria sudata anche quella del Pescara, che solo ad un quarto d’ora dal termine della gara dell’ “Adriatico-Cornacchia” piega la resistenza del Venezia. Abruzzesi quinti con ventinove punti per la peggiore differenza reti rispetto al Verona e al Lecce. Se pur con molta fatica il Benevento passa nel finale sul terreno del fanalino di coda Padova  e si conferma al sesto posto a quota ventotto.

Purgatorio

6 Salernitana – La Salernitana coglie un pareggio a reti bianche al termine dell’equilibrata gara del “Marulla” col Cosenza. Il nuovo tecnico Gregucci sembra aver sistemato la difesa, nessuna rete al passivo con l’ex giocatore della Lazio in panchina ma con lui solo una rete segnata in centottanta minuti. Campani decimi con ventiquattro punti.

5 Cosenza – Il Cosenza ci prova ma non riesce a far sua l’intera posta nel match casalingo contro la Salernitana e deve accontentarsi di un punto che le fa chiudere il girone d’andata, riposerà nell’ultimo turno, a quota ventisei. Vedremo domenica sera se sarà riuscito a mantenere quel sestultimo posto che vale, al momento, la salvezza diretta.

Inferno

4 Venezia e Cremonese – Il Venezia cede nel finale a Pescara. Seconda sconfitta consecutiva per la squadra di Zenga, adesso dodicesima con venti punti. Ennesima sconfitta di misura, la terza consecutiva per la Cremonese, stavolta nel derby lombardo di Brescia, tra l’altro arrivata nei minuti di recupero dopo che i grigiorossi erano stati capaci di pareggiare il doppio svantaggio iniziale. La classifica continua a peggiorare, la Cremonese è tredicesima, solo tre lunghezze sopra la zona playout e per mister Rastelli, solamente sette punti nelle sette partite in cui ha guidato la Cremonese, sarà probabilmente decisiva la gara interna col Perugia di domenica prossima.

3 Padova e Cittadella – Ancora una sconfitta casalinga per il Padova, fanalino di coda del torneo con solo undici punti. Col Benevento il pari sfugge nel finale e la quinta battuta d’arresto consecutiva, nelle sei gare da lui dirette, costa la panchina a mister Foscarini. Al suo posto richiamato Bisoli, esonerato due mesi fa. Serata da dimenticare anche per l’altra squadra padovana, il Cittadella, travolto con quattro gol a Verona.  La pesante sconfitta fa scivolare la squadra di Venturato al settimo posto con ventisei punti, davanti al Perugia grazie alla migliore differenza reti nei confronti degli umbri.    

2 Pasquale Padalino – Che con tre turni in una settimana si debba attuare il turnover è lecito ma che lo si faccia lasciando in panchina contemporaneamente i quattro giocatori più forti e rappresentativi del Foggia, Kragl, Mazzeo, Chiaretti e Iemmello, contro una squadra in palla nelle gare casalinghe come il Perugia, è un autentico suicidio. E il tre a zero finale è una punizione fin troppo morbida per il tecnico del Foggia, precipitato nuovamente al penultimo posto della graduatoria con dodici punti.

1 Crotone e Carpi – Il Crotone è ormai in caduta libera. I rossoblu perdono malamente in casa con lo Spezia e   precipitano in zona retrocessione diretta col loro terzultimo posto a quota tredici. L’ennesimo insucceso provoca le dimissioni del tecnico Massimo Oddo. Come a Padova, anche in riva allo Ionio, torna l’allenatore esonerato in precedenza, Stroppa. Pesante rovescio anche per il Carpi che subisce quattro reti al “Cabassi” dal resuscitato Livorno. Si aggrava la posizione di classifica della squadra di mister Castori, in grado di vincere partite in trasferta giocando di rimessa ma, allo stesso tempo, troppo spesso incapace di costruire gioco nelle gare casalinghe, dato confermato dall’ultimo posto nella speciale classifica delle gare interne. Emiliani quintultimi con sedici punti.

0 Filippo Perucchini – In quasi sessantanni che seguiamo il calcio non ci era mai capitato di vedere una cosa del genere. Il clamoroso e per certi versi comico autogol di Perucchini è da “Guinnnes” dei primati e condanna il suo Ascoli, si era sullo zero a zero, alla sconfitta nella gara del “Barbera” contro la capolista Palermo. Dalla terza categoria si insegna ai portieri di non girarsi mai verso la propria porta, né con le mani, né tanto meno con i piedi ma il portiere di riserva dell’Ascoli, non nuovo a errori clamorosi (a Perugia rinviò addosso a Vido, col pallone che carambolò in rete), lo ha colpevolmente fatto buttando la palla in porta di piede!

Dan.Te.