Caro Grifo: siam delusi, ma orgogliosi

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Caro Grifo: siam delusi, ma orgogliosi. Il risultato di Benevento lascia l'amaro in bocca, ma la prestazione dei ragazzi lascia comunque sorridere. E gli episodi...

Caro Grifo: siam delusi, ma orgogliosi. Il risultato di Benevento lascia l’amaro in bocca, ma la prestazione dei ragazzi fa comunque sorridere. E gli episodi…

Sapevamo che con gli “Stregoni” non sarebbe stato affatto facile.

Sapevamo che il Benevento – nonostante il periodo così, così – è una corazzata, con un organico costruito per la promozione in A.

Basta vedere che 3 tra i migliori ex Grifoni degli ultimi anni (Bandinelli, Di Chiara e Buonaiuto) vestono giallorosso.

Sapevamo che Bucchi – con la panchina in bilico – e gli altri ex avrebbero avuto il dente avvelenato ed avrebbero dato tutto e di più.

Sappiamo di tutti i problemi che abbiamo, soprattutto nel reparto arretrato.

In buona sostanza eravamo tutti consapevoli che saremmo potuti tornare da Benevento con una sconfitta.

E che non sarebbe stato disonorevole.

Ma così no!

E non perché i Sanniti non abbiano meritato la vittoria.

Dopo l’espulsione di Falasco l’hanno cercata a testa bassa con ostinazione.

Negata loro da un Gabriel superlativo.

E probabilmente alla fine hanno meritato i 3 punti, dato che sono riusciti a capitalizzare l’uomo in più.

Ma perdere, dopo aver giocato ingiustamente – ripeto INGIUSTAMENTE – per più di 20 minuti in 10 per un cartellino rosso che in realtà al massimo doveva essere giallo lascia tanto amaro in bocca.

E soprattutto perché in parità numerica il Grifo ha fatto la solita partita intensa.

Non solo giocandosela alla pari con il più forte (sulla carta) Benevento.

Ma mettendo alle corde l’avversario.

E sono sicuro che rimanendo in parità numerica, non solo avremmo riportato a casa un preziosissimo punto, ma avremmo anche potuto fare il colpaccio.

Dopo il pareggio di Verre (colpo di classe cristallina), infatti, i campani erano visibilmente “morti” psicologicamente.

L’ingiusta espulsione di Falasco li ha “rinvisoliti” ed è andata com’è andata.

Eppure anche dall’amara sconfitta in terra sannita provengono segnali quanto mai positivi.

Tutti, infatti, continuiamo a sottolineare le carenze difensive di questo Grifo.

Ma – nonostante la superiorità numerica – se Bandinelli non avesse indovinato quel magnifico ed imparabile tiro da fuori, non penso che sarebbero riusciti a vincere.

La nostra difesa è stata sempre attenta, senza le “solite” amnesie, con un Gabriel in gran spolvero, punito solo da un colpo di classe di Bandinelli.

Sono, quindi, per l’ennesima volta perfettamente d’accordo con Nesta che ha dichiarato di essere molto contento dei suoi ragazzi.

I Grifoni hanno giocato con la grinta e la volontà a cui ci hanno abituati.

Che ci piace molto.

Ecco perché siamo delusi dal risultato, ma orgogliosi da come i nostri hanno interpretato la gara.

La partita, infatti, è stata condizionata dagli episodi.

Il “coniglio dal cilindro” di Bandinelli e le due chiare occasioni sbagliate dal Grifo, che – probabilmente – avrebbero chiuso a nostro favore la gara.

Ma non mi sento di colpevolizzare più di tanto né Kingsley, che ha giocato la sua solita intensa partita, recuperando palloni in quantità.

Né Melchiorri, il quale – non in perfette condizioni fisiche – si è caricato sulle spalle tutto il reparto avanzato, con uno spento Vido, anche lui con problemi fisici.

Vido che – dotato da Madre Natura di classe assoluta – dovrebbe giocare più per la squadra che per sé stesso…

Sicuramente bisogna essere meno magnanimi con l’avversario.

Avere più cinismo e cattiveria nel chiudere le partite, quando si ha l’occasione.

Per non mangiarsi i gomiti, poi.

E sono d’accordo con Bianco (finalmente un capitano del Grifo che parla da…Capitano!) che ha giustamente evidenziato l’acquisto di consapevolezza della squadra ed il fatto che la partita l’ha fatta il Perugia e non i padroni di casa.

É chiaro a tutti noi che i grandi meriti di Nesta sono di riuscire a spremere il meglio dalla rosa che è stata messa a sua disposizione, nonostante gli evidenti limiti.

Come i grandi meriti dei ragazzi sono quelli di seguire le idee del Mister, giocare con impegno per la causa ed essere uniti.

Da una rosa un Gruppo.

E sicuramente hanno ragione i tanti – in testa il Presidente Santopadre – che a questo Grifo servono almeno 3 innesti di qualità.

Ben vengano!

Anche se – tutto sommato – io preferisco mille volte giocatori come quelli che abbiamo – che giocano con il cuore, attaccati alla maglia ed alla città – che tutti i “campioni” senz’anima che avevamo lo scorso anno…

A proposito di questo non ho trovato indebiti i festeggiamenti degli ex Grifoni al gol di Bandinelli.

Sono professionisti che giocano ogni stagione in una squadra diversa e devono rendere conto ai propri tifosi del momento, non a quelli degli anni passati.

Trovo, infatti, alquanto ipocrita l’atteggiamento dell’ex di non esultare.

Tutt’altro discorso va fatto per Bucchi.

Quando incontra per la prima volta da avversario il Grifo che gli ha dato – da giocatore – la possibilità di entrare nel calcio di vertice ed arrivare a giocare in Serie A.

Il Grifo che – da allenatore – gli ha dato la possibilità di mettersi in luce ed arrivare subito ad allenare in serie A, deve avere più continenza, equilibrio ed onestà intellettuale nelle sue dichiarazioni.

Incensare immeritatamente la propria squadra che non ha dominato per niente, ma ha subito il Grifo per gran parte della gara, non penso che possa servire a salvargli la panchina…

Sennò alle dichiarazioni oniriche post partita di Bisoli, aggiungeremo anche quelle di Bucchi.

Avv. Gian Luca Laurenzi