Cittadella “paradisiaco”, Gyomber e un arbitro all’Inferno

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Cittadella

Cittadella “paradisiaco”, Gyomber e un arbitro all’Inferno. I veneti ringraziano il colpo di gennaio Gabriele Moncini nella vittoria col Livorno, il difensore del Grifo assieme a Pillitteri sono rivedibili

Paradiso, Purgatorio ed Inferno di Dan.Te.

Paradiso

10 – Benevento

La squadra sannita espugna meritatamente il “Curi di Perugia al termine di una partita pazza e rocambolesca (due a due dopo soli diciotto minuti), rifilando ben quattro gol alla formazione umbra. La squadra dell’ex mister biancorosso Cristian Bucchi, grazie a questi tre, preziosissimi punti, vola al quarto posto a quota cinquanta, riproponendosi quantomeno per un ruolo da favorita nei playoff.

9 – Luca Strizzolo e Gabriele Moncini

Gli aveva segnato il gol del pareggio a Lecce nella gara di andata quando ancora vestiva la maglia del Cittadella, gli ha segnato una doppietta ieri, stavolta con la maglia della Cremonese che veste da Gennaio. Parliamo di Luca Strizzolo, l’attaccante grigiorosso che ha deciso la sfida dello “Zini” col Lecce, che rilancia la Cremonese a quota trentotto, in compagnia del Cosenza che, però, relega al momento la squadra di mister Rastelli al dodicesimo posto per lo scontro diretto favorevole ai silani. A prendere il posto di Strizzolo a Cittadella nel mercato di Gennaio è stato Gabriele Moncini, autore anche lui di una doppietta nel roboante quattro a zero casalingo con cui il Cittadella schianta il Livorno. Moncini, con questi due gol, raggiunge la ragguardevole cifra di nove gol in sole undici gare disputate mentre il suo Cittadella ritorna in zona playoff col suo settimo posto a quota quarantacinque, superando in un colpo solo Perugia e Spezia.

8 – Brescia e Palermo

Con un gol per tempo il Brescia supera meritatamente il Venezia al “Rigamonti”, tornando ad essere capolista solitaria del campionato con cinquantasette punti. La squadra di mister Corini è sempre più vicina alla realizzazione del grande sogno, la promozione nella massima serie. Preziosissima vittoria casalinga del Palermo sul Verona nel posticipo del “Monday Night” del “Barbera”. Approfittando della concomitante sconfitta del Lecce i rosanero si portano ad una sola lunghezza dai salentini, che devono ancora osservare il turno di riposo, confermandosi al terzo posto con cinquantatre punti.

7 – Ascoli, Cosenza e Carpi

Importante successo casalingo dell’Ascoli sul Pescara. I marchigiani rimontano grazie a due calci di rigore l’iniziale vantaggio dei pescaresi, ottenuto sempre dagli undici metri. L’Ascoli balza al decimo posto con trentanove punti, ad un passo dalla salvezza. Torna al successo il Carpi che al “Cabassi” rimonta lo svantaggio iniziale superando di misura il Padova, scavalcandolo in classifica. Gli emiliani tengono così ancora accesa la flebile fiammella della speranza di poter agganciare in extremis il playout, distante adesso cinque lunghezze dal loro penultimo posto a quota venticinque.

Purgatorio

6 – Foggia

L’inusuale giornata senza pareggi ci costringe ad inserire nel Purgatorio una delle squadre che ha vinto, il Foggia, che, solo nei minuti finali e solo grazie a due clamorosi errori dell’arbitro che lo favoriscono, riesce a superare di misura e con poco merito lo Spezia allo “Zaccheria” I satanelli agganciano il Venezia e il Livorno a quota trenta, precedendo i lagunari ma rimanendo dietro ai labronici, al quartultimo posto, per la classifica avulsa.

5 – Spezia

Di conseguenza finisce nel Purgatorio anche lo Spezia, sconfitto immeritatamente di misura a Foggia, più per le decisioni sfavorevoli dell’arbitro che per i valori espressi dall’avversario. La formazione di mister Marino scivola nuovamente fuori dalla griglia playoff con il suo nono posto a quota quarantatre.

Inferno

4 – Pescara, Verona e Crotone

Nuova sconfitta esterna del Pescara, stavolta ad Ascoli, in una gara decisa da ben tre rigori, due a favore dell’Ascoli e uno a favore degli abruzzesi che erano passati in vantaggio per primi. La sconfitta di misura lascia il Pescara a quarantotto punti insieme al Verona, che precede però gli abruzzesi, sesti, in virtù dello scontro diretto vinto, ma accentua i fastidiosi pruriti nel presidente abruzzese Sebastiani nei confronti del tecnico Pillon che, in caso di sconfitta nell’importantissimo scontro diretto casalingo di venerdì sera contro il Perugia, potrebbe anche rischiare il clamoroso esonero a sole quattro giornate dalla fine (il Pescara deve ancora riposare). Niente da fare per il Verona, battuto di misura a Palermo. La sconfitta allontana, probabilmente in modo definitivo, gli scaligeri dalla zona promozione diretta, distante sempre sei punti, considerando anche che nel prossimo turno la squadra di Grosso, sempre quinta con quarantotto punti, gli stessi del Pescara, osserverà il suo turno di riposo. Il Crotone esce sconfitto per uno a zero dal derby di Cosenza recriminando per il gol del pari allo scadere annullato per un fuorigioco molto dubbio. I pitagorici rimangono al sestultimo posto con trentatre punti, sempre tre lunghezze sopra la zona minata..

3 – Lecce e Venezia

Sconfitte esterne, entrambe per due a zero per salentini e lagunari. Il Lecce, in dieci dalla metà del primo tempo per l’espulsione del portiere Vigorito, subisce due gol nella seconda frazione di gara dalla Cremonese e perde il comando della classifica che divideva col Brescia. La squadra di mister Liverani resta comunque al secondo posto con cinquantaquattro punti anche se vede assottigliarsi ad una sola lunghezza il vantaggio sulla terza, il Palermo, con la spada di Damocle del turno di riposo da osservare alla penultima giornata. Il Venezia lascia, come da pronostico, i tre punti sul terreno della capolista Brescia e vede ancor più aggravarsi la propria classifica. Se il campionato finisse oggi, infatti, la squadra di mister Cosmi, a quota trenta insieme a Livorno e Foggia, sarebbe retrocessa per la classifica avulsa che la relega, al momento, al terzultimo posto.

2 – Norbert Gyomber

Sulla pesante sconfitta interna del Perugia col Benevento pesa come un macigno la pessima prestazione del difensore centrale biancorosso Gyomber, apparso incerto per tutta la gara e protagonista degli inutile falli che provocano la punizione dalla quale scaturisce il secondo gol sannita e il rigore su Bonaiuto, evitabilissimo, visto che il giocatore del Benevento era posizionato lontano e spalle alla porta di Gabriel, oltre che della mancata chiusura su Coda, libero di prendere la mira dal limite dell’area e di segnare indisturbato il terzo gol sannita. Il signor Dionisi gli risparmia anche la giusta espulsione per i soliti applausi ironici dopo il rigore fischiato che, a Salerno, erano invece costati, a lui l’espulsione e due giornate di squalifica e al Perugia la sconfitta. I grifoni, dopo questa sesta battuta d’arresto casalinga, decisamente troppe per una squadra che vuole ambire ai playoff, scivola all’ottavo posto con i suoi quarantaquattro punti.

1 – Livorno e Padova

Sonoro tonfo del Livorno che subisce un eloquente quattro a zero a Cittadella. Quella contro i veneti è la terza sconfitta consecutiva dei labronici che in queste tre ultime gare hanno subito ben dieci reti segnandone solo due, una delle quali su rigore. Livorno quartultimo a quota trenta per la classifica avulsa nei confronti di Foggia e Venezia. Altra sconfitta del Padova, rimediata stavolta sul terreno dell’ex fanalino di coda Carpi, che scavalca in classifica la formazione di mister Centurioni, relegandola all’ultimo posto con ventiquattro punti, con un piede e mezzo in Serie C.

0 – Luigi Pillitteri

Il fischietto palermitano è il protagonista negativo di questa giornata di campionato. La sua sconcertante direzione di Foggia-Spezia ha giustamente scatenato le giuste rimostranze dei liguri che a dieci minuti dal termine si sono visti annullare, per un inesistente fuorigioco, il gol del possibile vantaggio, due minuti prima di subire quello del Foggia che ha deciso la gara dello “Zaccheria”. A tre minuti dal termine, poi, Pillitteri non ha concesso allo Spezia un rigore solare per un’evidentissima deviazione col braccio del difensore dauno Martinelli a pochi metri dalla porta. E’ auspicabile che i vertici dell’Aia prendano provvedimenti seri nei confronti di Pillitteri, perchè a questo punto del torneo gli errori arbitrali non decidono solo l’esito delle partite ma possono andare ad inficiare anche le sorti del campionato.

Dan.Te.