Dal sogno promozione all’incubo retrocessione!

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Dal sogno promozione all’incubo retrocessione! La sconcertante sconfitta di Pisa, la quarta consecutiva, spedisce il Perugia ai margini della zona playout!

Dal sogno promozione all’incubo retrocessione! Lo scenario che nessuno si augurava è implacabilmente comparso al termine della gara dell’”Arena Garibaldi-Anconetani” di ieri allorquando si è materializzata la quarta sconfitta consecutiva di un Perugia, ancora una volta dall’encefalogramma piatto, in una partita importantissima contro un avversario tutt’altro che irresistibile che occupava il quintultimo posto, tre lunghezze dietro i grifoni.

E adesso si fa veramente dura perchè il margine sulla quintultima si è assottigliato ad una sola lunghezza, visto che l’Ascoli, attualmente dietro di due punti al quintultimo posto, ha due gare in meno, la prima, quella del posticipo di Pescara di stasera, la seconda, quella casalinga contro la Cremonese da recuperare, forse, la settimana prossima ed è facilmente intuibile che almeno un punto lo riesca a racimolare.

Il tutto alla vigilia di un ciclo di partite difficilissime nelle quali il Perugia incontrerà, di seguito al “Curi” la capolista Benevento e la Salernitana, sesta. Poi ci sarà il delicatissimo scontro salvezza sull’ostico campo dell’Ascoli, la gara in casa col Crotone, terza forza del torneo, la trasferta di Cittadella contro la quinta in classifica, prima della visita del Pordenone, appena rilanciatosi al settimo posto con la prestigiosa vittoria di Empoli, quell’Empoli che, dopo la parentesi di Perugia, ha ripreso regolarmente a subire gol mentre noi abbiamo continuato a non farne.

Un ciclo di cinque gare dal quale il Perugia attuale rischia seriamente di uscire con le ossa rotte, ovvero di trovarsi dentro la zona playout, se non riuscirà a conquistare almeno sette-otto punti, impresa non certo impossibile ma assai complicata per una squadra che ne ha conquistati solo sei nelle ultime sette gare disputate, quattro in casa e tre fuori e più della metà contro squadre della parte bassa della classifica come il Venezia, il Livorno, la Juve Stabia e il Pisa.

Non è possibile che nelle ultime quattro gare, oltre a non aver segnato lo straccio di un gol, le conclusioni totali nello specchio della porte avversarie si possano agevolmente contare con le dita di una sola mano. Il problema offensivo, comunque, si è solo acuito in questo girone di ritorno ma è un problema che è sempre esistito (e che noi avevamo fatto subito presente nei nostri editoriali e in tv), mascherato dai dieci gol segnati su calcio di rigore e dal fatto che Iemmello sia il capocannoniere della B (ma solo grazie ai nove rigori trasformati, l’altro lo ha segnato Falcinelli).

Nella classifica marcatori, al netto dei rigori, infatti, ci sono ben sei giocatori che hanno segnato più delle otto reti dell’attaccante biancorosso: Pettinari dodici, Galano e Diaw undici, Symi, Marconi e Djuric nove, con un settimo giocatore, l’empolese Mancuso, con le stesse otto reti di Iemmello ma con un minutaggio inferiore. Per trovare altri giocatori del Perugia bisogna scendere al SESSANTOTTESIMO posto dove, insieme ad altri QUARANTA giocatori, ci sono, con sole DUE reti, Melchiorri, Capone e Buonaiuto.

Ma se l’attacco non segna le colpe sono anche di un centrocampo che supporta male gli attaccanti. Un centrocampo male assortito nella sua costruzione in estate, privo com’è di un centrocampista fisico, lo ripeteremo fino allo sfinimento, a parte il solo Kouan che però stenta a ritrovarsi dopo la lunga assenza per l’infortunio. Un centrocampo, inoltre, privato in queste ultime due gare dell’elemento più dinamico, Falzerano, messo in castigo da tecnico e società per motivi disciplinari.

In più la squadra è bloccata dalla paura, compie errori difensivi puerili anche con uomini esperti, come, ieri, Rajkovic e per fortuna che Vicario, non esente, comunque, da qualche responsabilità sul gol di Vido, ci ha sempre messo più di una pezza in ogni partita, altrimenti la classifica del Perugia sarebbe veramente ancor più drammatica.

Dopo la gara la società, interrompendo brevemente e temporaneamente l’incredibile silenzio stampa, per bocca del Direttore dell’ Area tecnica, Goretti, ha rinnovato la fiducia a Cosmi e deciso per l’immediato ritiro a Cascia fino alla vigilia della seconda gara casalinga con la Salernitana di sabato. Provvedimento probabilmente tardivo (se fatto, andava deciso dopo l’inopinato zero a tre casalingo con lo Spezia) e non sappiamo quanto utile in un momento in cui la squadra, molto fragile dal lato del carattere, avrebbe bisogno, a nostro parere, più della carota (ad esempio di un bravo mental coach) che del bastone.

Ma lo scarico di responsabilità sui giocatori per la mancanza di risultati, dopo l’ingaggio non del tutto convinto di Cosmi, anche lui frastornato dagli eventi e non esente da errori, probabilmente confermato per continuare a fare da parafulmine, non puo’ esimere la società dal ruolo di massima responsabile di quanto sta accadendo, soprattutto dopo lo sconcertante mercato di Gennaio, che ha fatto seguito a quello illusorio e per certi versi incompleto di Agosto. Martedì, intanto arriva la capolista Benevento, un autentico schiacciasassi. Che Santa Rita ce la mandi buona anche se dall’altra parte c’è San Pio da Pietrelcina, mica un santarello qualunque.

Danilo Tedeschini