Dalle statistiche arrivano cioccolatini amari per il Grifo

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Dalle statistiche arrivano cioccolatini amari per il Grifo. La sconfitta di Benevento ha confermato un bottino di punti generoso per quanto la squadra di Oddo ha fatto vedere fino ad ora. Davanti servono scelte precise

Dalle statistiche arrivano cioccolatini amari per il Grifo. La sconfitta di Benevento ha confermato un bottino di punti generoso per quanto la squadra di Oddo ha fatto vedere fino ad ora. Davanti servono scelte precise

Nel primo weekend di “Eurochocolate” il Perugia è costretto ad ingoiare un cioccolatino amarissimo a Benevento dove invece la capolista del campionato può brindare con merito al successo e al consolidamento del primato solitario, con il sapore dolce del famoso liquore della città degli stregoni.

I grifoni al “Vigorito” hanno disputato la più brutta partita in trasferta del campionato, ridimensionando, almeno al momento, con la loro impalpabile e deludente prestazione le ambizioni iniziali di promozione diretta.

Due partite vere contro due squadre forti, Empoli e Benevento, loro sì meritevoli dei benevoli pronostici degli addetti ai lavori, due “dentate”.

La squadra di Oddo avrà pure quattordici punti in classifica ma è ormai indubbio, dopo che ci siamo lasciati alle spalle oltre un quinto di campionato, che il bottino sia un po’ troppo generoso rispetto al gioco praticato e ”dopato” da un calendario iniziale favorevole che ha messo di fronte ai grifoni solo due delle altre sette compagini che occupano la virtuale griglia nobile, quella dal primo all’ottavo posto.

E analizzando i numeri ci sono alcuni dati interessanti che devono far riflettere.

Il primo dato è che il Perugia dopo le tre fortunate vittorie iniziali nel mese di Agosto (ma il calcio d’Agosto, si sa, è sempre preso con le molle dagli addetti ai lavori), quella col Brescia in Coppa Italia, e quelle in campionato con il Chievo “work in progress” e col fanalino di coda Livorno, dalla fine del mercato, era il 2 Settembre, a ieri, viaggia con un trend di soli otto punti in sei gare, preoccupante in ottica promozione diretta ma anche in ottica playoff.

Una media punti, quella ottenuta dopo la chiusura del mercato, di 1,33 a partita, seconda, di poco, solo a quella dell’anno di Bisoli, 1,30 la media, la peggiore delle cinque precedenti stagioni in cadetteria e che sabato prossimo diventerebbe la peggiore anche in caso di pareggio all’ “Arechi”.

Il secondo dato che balza all’occhio è quello riguardante il rendimento esterno del Perugia, solo quattro punti conquistati in altrettante gare, tre dei quali conquistati non proprio meritatamente al “Picchi” contro il Livorno, al momento ultimo in classifica, in attesa del posticipo di domani sera a Frosinone. Un rendimento nettamente contrastante con quello interno, visto che al “Curi” i grifoni hanno incamerato ben dieci punti su dodici.

Il terzo dato, quello forse più allarmante, è che il reparto che sulla carta sembrava offrire le maggiori garanzie, quello degli attaccanti, ha segnato su azione solo tre dei cinque gol realizzati in totale, pochini, tutti con Iemmello, che ha anche trasformato quattro rigori, mentre Melchiorri, che ha giocato poco e Falcinelli, al momento la grande delusione, sono ancora clamorosamente a secco.

E la partita di Benevento è lo specchio di quest’ultimo dato. Nonostante la superiorità numerica per oltre mezzora della ripresa il Perugia è riuscito ad impegnare Montipò solo con un tiro da fuori di Rosi che fa il paio con quello di Falzerano alla fine del primo tempo.

Il Perugia nella prima frazione di gara è apparso slegato e troppo lungo, con i due attaccanti, altro esperimento fallito dal tecnico, troppo distanti dal resto della squadra e raramente ripiegati a dare una mano ad un centrocampo in difficoltà.

Nella ripresa ha poi ruminato un calcio lento e prevedibile anche in superiorità numerica, dando la sensazione di non rispondere alle sollecitazioni che l’allenatore cercava invano di trasmettere dalla panchina, sia sgolandosi, sia con le sostituzioni, con Iemmello e Falcinelli, sostituito tardivamente da Melchiorri, mai in grado di impensierire la munita retroguardia sannita.

Come accennato, sabato si va a far visita alla Salernitana, squadra anch’essa poco meritevole dei quattordici punti che ha rispetto al gioco che pratica, squadra non dal tasso tecnico delll’Empoli o dell’esperienza e della scaltrezza del Benevento.

La tipica squadra di Ventura che, anche in casa, preferisce puntare sulle ripartenze, sfruttando la rapidità del marocchino Kijine sulla fascia e del gambiano Jallow, uno che ha spesso punito i grifoni, davanti.

Ma per rimettersi subito in carreggiata, occorrerà tornare dall’“Arechi”con i tre punti, puntellando una classifica che, già dopo le gare del pomeriggio e della serata dell’Ascoli e, soprattutto, del Crotone e dell’Empoli potrebbe vedere il Perugia scalare all’indietro di alcune posizioni.

Per riuscirci occorrerà che Oddo si decida finalmente a fare scelte anche dolorose puntando decisamente sull’unico modulo che finora, con bravura e un po’ di fortuna ha dato certezze e portato punti, l’Albero di Natale, mettendo definitivamente in naftalina l’esperimento poco produttivo del rombo con le due punte davanti.

Danilo Tedeschini