Fulignati si prenota: “Grifo, per il futuro ci sono”

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Fulignati si prenota:

Fulignati si prenota: “Grifo, per il futuro ci sono”. Il secondo portiere del Perugia: “Preparazione a maggio e partite a giugno? Preferirei giocare subito. L’amore dei tifosi già conosciuto ai tempi della serie D”

Il secondo portiere del Perugia è  riuscito a conquistare la fiducia della piazza biancorossa pur non avendo mai giocato una sola gara in campionato. Andrea Fulignati ha infatti disputato solo due partite ufficiali, in Coppa Italia contro Sassuolo e Napoli,  ed è risultato sempre tra i migliori se non il migliore in campo.

“Nel nostro ruolo, se uno come Guglielmo Vicario fa bene, è giusto che continui a giocare. Io cerco sempre di  farmi trovare pronto per ogni evenienza. Sono contento di esserlo stato quando sono stato chiamato in causa, anche in funzione delle decisioni di chi di competenza sulla mia possibile permanenza futura a Perugia”.

Il portiere è forse il ruolo più delicato del calcio e Fulignati questo lo sa.

“Il segreto è pensarci il meno possibile, andare in campo e calarsi nel ruolo solitario che è, con la mente più libera possibile. Non farsi condizionare dagli errori e dall’ambiente e mantenere sempre il proprio equilibrio: così si ha il piacere di giocare e la serenità che ti portano a fare bene”.

Questa tranquillità a Perugia è favorita dal gruppo di lavoro dei portieri, che Fulignati definisce armonico e ideale.

“Col mister Gagliardi, Guglielmo Vicario e  Marco Albertoni lavoriamo bene, e questo non capita sempre. Tra noi c’è fiducia e lavoriamo sereni perché sappiamo di poter contare reciprocamente sulla lealtà e sulle capacita. E i risultati di questo clima idilliaco si vedono in campo”.

E già, perché se Fulignati finora  si è fatto sempre trovare pronto, il rendimento di Guglielmo Vicario è su livelli davvero alti.

“È sotto gli occhi di tutti cosa sta facendo Guglielmo. Ha dentro la tempra di chi è cresciuto scalando le serie inferiori. Ha una ferrea determinazione nel voler crescere e una grande  forza mentale: con quella testa e con le sue doti tecniche in serie A ci arriva di sicuro. Sono contento delle parole che mi ha dedicato nella sua intervista perché, conoscendolo, se le ha dette le pensa davvero”.

E sul terzo portiere Marco Albertoni…

“L’anno scorso ha giocato in serie C e non era facile venire a Perugia sapendo di avere pochi spazi. Eppure è  uno che si impegna con noi e come noi, con rispetto”.

Tra i giovani del Perugia, se dovesse scommettere su di uno, Fulignati sceglie Christian Capone.

“In allenamento gli vediamo fare cose davvero importanti. Deve solo crescere sul piano della forza mentale, ma è un ragazzo intelligente e prima o poi emergerà”.

Sull’attacco e il problema del gol del Perugia,  Fulignati spiega che se segna quasi solo Iemmello è anche perché gli altri si sacrificano maggiormente nel lavoro per la squadra, per cui è fisiologico che segnino di meno.

“Falcinelli è un generoso. Partecipa al gioco, tiene palla, fa giocare i compagni e fa salire la squadra. Se stesse più in area segnerebbe di più. Anche Melchiorri segna di meno perché fa movimento in profondità, fa scatti utili per allungare la squadra e magari è meno lucido se gli capita l’occasione”.

Si passa poi dall’attacco alla difesa.

“Ho visto il vero Rajković, è un grande giocatore. Purtroppo lo stop del campionato è arrivato quando stava recuperando la condizione dopo oltre sei mesi di inattività. Per uno col suo fisico da 190×90 questo è un grande svantaggio. Ma, da professionista qual’è, si farà trovare pronto quando sarà il momento”.

Poi Fulignati parla di sé stesso.

“Come mi dice il mister, devo migliorare nei dettagli, devo limare tante piccole cose. Però sono anche consapevole dei miei punti di forza, come per esempio una buona attitudine a giocare palla con i piedi da dietro. Ora come ora, quelli che più mi piace vedere sono Handanovic e Oblak”.

Sulla discontinuità del Perugia Fulignati afferma:

“Mi faceva molto arrabbiare l’incapacità della squadra, perché se solo fossimo stati più continui saremmo ancora a lottare tra le prime”.

Poi è arrivato Cosmi, che Fulignati ha già avuto come allenatore a Trapani.

“Conoscendolo, confidavo che quell’aspetto della discontinuità lo avremmo superato. Invece sono arrivate le cinque sconfitte consecutive che hanno cambiato il nostro campionato”.

Ora si parla di una possibile ripresa degli allenamenti a maggio e del campionato a giugno. Un periodo ristretto di tempo preceduto da una breve preparazione che però Fulignati preferirebbe non ci fosse:

“Per quanto mi riguarda, ma è solo una mia idea, non una preoccupazione, preferisco scendere in campo subito, perché la preparazione si fa ad inizio stagione, mentre noi la faremmo per finire la stagione. In ogni caso, sarebbe un finale di torneo anomalo e del tutto particolare, pieno di incognite e di difficoltà”.

Un finale incertissimo,  nel quale comunque il Perugia su una certezza potrà contare di sicuro, i propri tifosi.

“Qui la gente è molto esigente, ma ha anche un amore incondizionato per la maglia. Me ne accorsi già quando giocavo come dodicesimo in serie D a Sesto Fiorentino e il Perugia venne in trasferta con al seguito cinquecento tifosi”.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione Tifogrifo.com