Goretti: “Fatto il mercato che si poteva fare”

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Goretti: “Fatto il mercato che si poteva fare”. Il d.t. del Grifo: “Le difficoltà ci sono state, volevamo un difensore prima dell’8 gennaio. Per 5 anni io ho sempre fallito”

Questi i passaggi più importanti della conferenza stampa di Roberto Goretti. Il d.t. del Perugia Calcio ha parlato presso la sala stampa del “Curi” nel pomeriggio di mercoledì 12 febbraio.

“Volevamo un difensore prima dell’8 gennaio. L’unico che avrebbe accettato un trasferimento veloce era Sierralta, ma l’ha preso l’Empoli. A quel punto siamo dovuti ricorrere al mercato degli svincolati. Rajkovic è arrivato una prima volta ma ha voluto prima visitare le strutture e conoscere il presidente Santopadre. E ha preso una prima decisione sulla quale poi è ritornato.

Greco si integrerà velocemente e potrà darci un buon apporto. È stato l’unico centrocampista centrale a muoversi in entrata e in uscita in B. Si pensava ad un esubero nel Parma ma così non è stato.

Abbiamo poi tesserato Benzar e Barone. Il rumeno è adatto al modo di giocare di mister Cosmi. Barone? Gli abbiamo dato una possibilità nel calcio italiano.

Quello che si poteva fare è stato fatto, le difficoltà ci sono state. Sono molto critico con me stesso, poi il campo darà il suo responso. L’unico subito pronto era Benzar che però ha avuto l’influenza e un affaticamento.

Abbiamo avuto richieste per alcuni nostri calciatori, ma non ci accontentavano. Un gruppo così numeroso non è solito per noi e non è un bene. Un direttore sportivo deve mettere il proprio allenatore nelle condizioni migliori di scegliere con un giusto numero di giocatori. Forse siamo vicini a chiudere l’uscita di Balic, poi vedremo per un altro giocatore. Cosmi ha l’esperienza per gestire una situazione del genere, anche se credo ci vorrà un po’ di tempo.

Le mezzali? Abbiamo grossa fiducia in quelle che già abbiamo. Forse abbiamo anche troppe frecce, il tempo per valutarle rischia di dilatarsi. Le mancate uscite non hanno però precluso altri possibili arrivi. Non me la sono sentita di andare a prendere altre soluzioni all’estero.

La partita con lo Spezia? Mi ha lasciato tre giorni di mal di stomaco. C’è da fare i complimenti allo Spezia, con la Cremonese si è confermata. Il loro livello di gioco è secondo solo all’Empoli di Andreazzoli. Ma la verità sta nel mezzo. Il Perugia ha avuto una giornata non positiva. La considero come un passaggio a vuoto. Ci sono stati troppi giocatori che hanno toppato.

Dopo le feste il bilancio è comunque positivo, le partite di Napoli, Chievo e Juve Stabia hanno dimostrato che si può intravedere una strada.

Una volta deciso di cambiare allenatore abbiamo preso qualche giorno di riposo. Abbiamo incontrato due allenatori e Cosmi ci ha conquistato. Il mister per noi deve essere la pietra per costruire un nuovo progetto tecnico. È importante aiutarlo e sostenerlo tutti quanti, dalla società alla stampa fino a tutto l’ambiente.

Col Frosinone rivalità e stima da anni. Con Nesta ci siamo sentiti poco. Da parte mia c’è grande stima prima per l’uomo poi per l’allenatore. Lui persona onesta e sincera. Allena una squadra forte, che ha l’obiettivo di tornare in A e può farlo. Sarà partita complicata per loro e per noi.

Carraro ha avuto una grandissima crescita lo scorso anno, in questa prima metà del secondo anno ha alternato prestazioni buone ad altre meno. Ha chiuso l’anno male. Ha riniziato dopo la pausa invernale un po’ così così. Il mister ha chiesto un giocatore un po’ diverso in quel ruolo ma cosmi crede sempre in lui.

Nzita ha delle potenzialità che però non possono essere espresse tutte e subito. Bisogna saper aspettare i giocatori. Ha avuto occasioni da gol ed è stato propositivo. Lui fa sempre tutto quello che chiede l’allenatore, o almeno ci prova sempre. È un aspetto determinante.

Melchiorri è un giocatore che io ho voluto fortemente. Anno scorso ha fatto un girone di andata incredibile, quello di ritorno insufficiente per tuta una serie di motivi. L’idea di Oddo era quella di partire con un 4-3 e poi avere più soluzioni in attacco. La scelta è poi andata sul 4-3-2-1. Se fosse rimasto Oddo, Melchiorri probabilmente non sarebbe rimasto. Lui ha continuato ad allenarsi da professionista.

Cosa mi aspetto da qui alla fine? Mi aspetto di vedere una squadra. A ottobre dissi che secondo me c’è un gran equilibrio e che chi sarebbe diventata prima una squadra poi sarebbe emersa. La squadra deve avere coraggio con Cosmi, i ragazzi devono uscire un po’ dalla zona comfort e seguire l’allenatore. Il risultato finale? L’ultima volta ho detto una cosa che è stata tagliata.

Ribadisco quello che avevo detto e lo confermo: abbiamo fatto 5 anni di serie B e io ho fallito 5 volte. Il mio personale obiettivo è sempre quello di cercare la A. È il mio modo di lavorare. Ma è il mio obiettivo, chiedo sempre il massimo a me stesso e poi di riflesso a tutti gli altri che lavorano nel Perugia. L’obiettivo non può essere quello di perdere i play-off.

Con Bucchi abbiamo speso pochissimo, ma siamo arrivati a un passo dalla A. Eravamo il 16esimo ingaggio, ma è stato comunque il fallimento più grande. Abbiamo perso una grandissima occasione perché noi abbiamo toppato le ultime due partite.

Bisogna analizzare la realtà attuale. Veniamo da due mesi difficili. Poi perdere 3-0 in casa è una brutta sconfitta. La classifica è stranissima, dobbiamo stare attenti sia davanti che dietro. Pensiamo a noi stessi, concentriamoci su di noi e cerchiamo di perseguire gli obiettivi interni.

Non riusciamo a trovare continuità tecnica. È un handicap che ci ha sempre tolto qualcosa. Nesta volevamo tenerlo ma lui è andato. Abbiamo cercato un allenatore simile alle idee di Nesta. Probabilmente non ho messo Oddo nelle migliori condizioni di esprimere il suo calcio. Specie per le scelte di mercato a centrocampo. Quest’anno sono stato totalmente soddisfatto solo dopo Perugia-Frosinone.  Nel complesso sono abbastanza soddisfatto nonostante il passaggio a vuoto con lo Spezia”.

Nicolò Brillo