Grifo a lezione dal Prof. Venturato

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Grifo a lezione dal Prof. Venturato. In A va gente come Grosso, ma a meritare sono tecnici come quello del Cittadella. Perugia: i numeri dicono che bisogna fare di più, eppure basterebbe poco...

Grifo a lezione dal Prof. Venturato. In A va gente come Grosso, ma a meritare sono tecnici come quello del Cittadella. Perugia: i numeri dicono che bisogna fare di più, eppure basterebbe poco…

9 Novembre 2019, ore 15. Tutti a lezione dal Professor Roberto Venturato.

E’ questa la sintesi della grave sconfitta casalinga subita ieri, da un Perugia quasi disastroso, contro il Cittadella, come al solito messo in campo benissimo dal mister veneto e che ha meritato ampiamente di portare a casa i tre punti.

Venturato, che da anni consideriamo il miglior tecnico della cadetteria e che sognamo sulla panchina biancorossa, meriterebbe palcoscenici da Serie A, dove invece approdano, non si sa per quale meriti, allenatori scarsi come Fabio Grosso.

Anche quest’anno, nonostante la perdita di giocatori del calibro di Schenetti, Moncini, Settembrini, Drudi, Siega e Pasa, tanto per citarne qualcuno, dopo qualche difficoltà di assemblaggio iniziale, ha riportato la sua nuova rosa, composta, come sempre, da giovani o da giocatori non di primo piano (il Cittadella anche quest’anno ha l’ultimo budget della B), nelle posizioni importanti della graduatoria.

E ieri al “Curi” il suo Cittadella ha offerto una grande prestazione, giocando in trenta metri in modo sempre aggressivo, caratteristica da sempre peculiare della formazione di Venturato, difendendosi benissimo ma senza fare barricate, anzi, attaccando molto di più del Perugia, segnando due gol, colpendo due clamorosi legni, costringendo il solito Vicario, ancora una volta sugli scudi e l’unico a salvarsi del Perugia, ad un paio di miracoli, attuando un pressing asfissiante che ha inaridito le fonti del gioco dei grifoni, Carraro e Balic, e arrivando sempre prima sulle seconde palle.

Carraro e Balic, partiamo proprio da loro, dopo aver tessuto le giuste lodi di Venturato e del suo Cittadella, nella disamina della prestazione odierna del Perugia, una tra le peggiori, se non la peggiore della stagione.

Oddo, dopo essere stato tatticamente perfetto a Crotone, dove però il centrocampo aveva sofferto molto l’onda d’urto degli squali proprio a causa, a nostro parere, della contemporanea presenza di Balic e Carraro, entrambi adatti più a costruire che a interdire, li ha riproposti contro il Cittadella e Venturato ne ha subito approfittato piazzando il giovane, talentuoso D’Urso tra la linea di centrocampo e quella di difesa dei grifoni, con lo stesso D’Urso (una perla il suo gol) che ha potuto mettere in difficoltà, a suo piacimento, la difesa del Perugia, risultando alla fine di gran lunga il migliore in campo.

E’ ormai appurato che Carraro e Balic non possono coesistere e che vicino all’ex atalantino debbano giostrare due mezzale in grado di saper fare le due fasi (in attesa del rientro di Kouan, Falzerano e Nicolussi, quest’ultimo incredibilmente proposto ieri dal tecnico come trequartista con pessimi risultati).

Ma anche in attacco si è avuta l’ennesima conferma dell’impossibile coesistenza di Iemmello e Falcinelli, con quest’ultimo letteralmente involuto rispetto al giocatore ammirato a Perugia nell’anno di Camplone.

La sconfitta di ieri ha confermato, al di là della prestazione tutto cuore di Crotone che, soprattutto grazie alle paratone di Vicario, aveva portato all’importante successo dello “Scida”, che il Perugia stenta maledettamente sul piano del gioco, ammirato raramente e a sprazzi in questo primo terzo di campionato, col Frosinone, una ventina di minuti col Pisa e a La Spezia.

Per il resto, per i diciannove punti conquistati sono stati decisivi i cinque rigori a favore e le grandi parate di Vicario.

Diciannove punti che sembrano tantissimi solo per la pochezza tecnica di questo campionato perchè con l’attuale media punti del Grifo di 1,58, nessuno è mai arrivato nelle prime quattro posizioni, quelle che garantiscono la Serie A diretta, le prime due e i playoff da favoriti, la terza e la quarta, con un’unica eccezione che conferma la regola, proprio quella del Perugia che, con Bucchi in panchina, arrivò quarto con una media di 1,54 (l’anno scorso solo la forte penalizzazione del Palermo a campionato finito trasformò il quinto posto del Pescara, con una media di 1,53, in quarto).

E la sconfitta di ieri ha infatti fatto scivolare il Perugia, in attesa delle gare odierne di Chievo e Salernitana, dalla seconda posizione nuovamente alla sesta, quarta per punteggio ma sesta per la peggiore differenza reti rispetto a Pordenone e Pescara, con uno scarno bottino conquistatto nelle ultime dieci gare, quelle dalla chiusura del mercato (parliamo degli ultimi due mesi e mezzo, non di quindici giorni) di soli tredici punti, ad una media di 1,30 che risulterebbe la peggiore di questi sei anni in B.

E queste considerazioni, anche se possono non risultare gradite a qualche tifoso, un giornalista ha il diritto e, soprattutto, il dovere di proporle e di sottolinearle proprio nella speranza che a questi difetti società, tecnico e squadra pongano celermente rimedio per poter centrare quel grande obiettivo che sta a cuore a tutti, A NOI PER PRIMI, diventato anno dopo anno una sorta di chimera ma che mai come in questa stagione sembrerebbe alla portata se solo si riuscirà a proporre un gioco migliore e a dare continuità ai risultati.

Danilo Tedeschini