Grifo: anno nuovo, problemi vecchi

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Grifo: anno nuovo, problemi vecchi. Difesa disattenta e mal di gol: la società deve correre ai ripari

Grifo: anno nuovo, problemi vecchi. Difesa disattenta e mal di gol: la società deve correre ai ripari

Anno nuovo problemi vecchi. Il Perugia ricomincia come aveva finito, con una sconfitta netta contro il Brescia anche se più contenuta nel punteggio rispetto a quella rimediata a Cremona in chiusura di girone d’andata, con  l’aggravante che la sconfitta è arrivata al “Curi”.

Problemi vecchi, perchè la gara contro le rondinelle, gran bella squadra quella di Corini, ha impietosamente evidenziato, come quella di Cremona, tutti i difetti strutturali di questa squadra, come la mancanza di un terzino sinistro all’altezza, di uno stoccatore d’area, di un terzino destro che quantomeno possa alternarsi con Mazzocchi, che in queste ultime partite è migliorato molto ma in fase difensiva non è il massimo.

Insomma i famosi tre acquisti di spessore promessi spettacolarmente da Santopadre un mesetto e mezzo fa in tv ma che, con due terzi temporali di mercato ormai praticamente alle spalle, non sono ancora colpevolmente arrivati.

Sono stati presi due giocatori, il poco prolifico centravanti Sadiq, come quarta punta al posto di Bianchimano, ma che Nesta è stato costretto a mandare subito in campo per l’indisponibilità dell’infortunato Melchiorri e il basso minutaggio di Han, rientrato la sera prima dagli Emirati Arabi dopo aver giocato (male) la Coppa d’Asia e Falzerano, centrocampista o ala destra discreto ma che quest’anno non ha giocato molto e quando lo ha fatto quasi mai nel quattro-tre-uno-due caro a Nesta e, soprattutto, mai a sinistra, come invece è stato impiegato sia nella mezzora dell’amichevole di Empoli, sia nei pochi spiccioli di gara contro il Brescia, entrambe le volte al posto di Dragomir (non è che si pensa di cedere subito  il rumeno?).

Era chiaro a tutti che questa squadra andava rinforzata subito perchè il calendario, in apertura di girone di ritorno, poneva di fronte ai grifoni due impegni severi come la gara casalinga col Brescia e il delicatissimo derby dei Sibillini con l’Ascoli su un campo, quello del “Del Duca” sempre molto ostico ed invece si è ancora aspettato e la sconfitta col Brescia è diventata inevitabile, oltre che meritata.

La gara contro le rondinelle, che ha confermato come la difesa del Perugia, sia tra le peggiori come gol subiti, ben ventotto in diciannove partite, praticamente un gol e mezzo a partita subito, ha evidenziato ancora una volta, oltre alla pericolosa involuzione di Vido, la necessità di puntellare il reparto difensivo con un difensore centrale all’altezza.

Il giovane El Yamiq ha dimostrato anche ieri tutti i difetti della sua poca esperienza a certi livelli favorendo entrambe le segnature bresciane. Completamente fermo, insieme al compagno di reparto Gyomber, sul tap-in dell’indisturbato Torregrossa, sciaguratamente colpevole nell’avventato appoggio sbagliato che ha innestato la ripartenza a campo aperto per  il gol di Donnarumma.

Quanto a Gyomber avevamo già scritto in estate che si tratta di un buon giocatore ma che troppo spesso alterna buone cose ad errori, come accaduto in precedenza anche nel Bari e a Pescara.

Serve un difensore capace di saper leggere in anticipo determinate situazioni, cosa che né i due centrali titolari, né Cremonesi, non sembrano in grado di fare e se il giovane Sgarbi non è stato mai impiegato finora ci sarà, evidentemente, una ragione.

Col Brescia ha sbagliato anche il buon Nesta, colpevole di aver schierato a sorpresa Ngawa sulla fascia sinistra, rimasto in balia per tutto il primo tempo della catena di destra bresciana prima di essere tardivamente sostituito da Felicioli ad inizio ripresa.

La seconda sconfitta consecutiva fa uscire il Perugia dalla griglia playoff, i grifoni sono scivolati al decimo posto, augurandoci che l’Ascoli non vinca a Cosenza altrimenti sarebbero undicesimi.

Riteniamo perciò importante riproporre l’analisi aggiornata dell’andamento del campionato fin qui disputato dal Perugia che abbiamo diviso in tre tronconi.

Nel primo e nel terzo, entrambi di otto gare, il Grifo ha conquistato otto punti nel primo e nove nel terzo. Con un totale tutt’altro che esaltante di diciassette punti in sedici gare, una marcia da quintultimo, sestultimo posto.

A far lievitare fortunatamente la classifica è stato il terzo troncone, quello centrale di tre gare, vinte consecutivamente di misura contro l’ultima in classifica in casa, lo squinternato Padova, all’ultimo secondo, in trasferta contro la terzultima, l’ultima di allora, il Livorno, grazie alla sciagurata prestazione di Dainelli che  regalò praticamente tre gol e col Crotone penultimo, in casa, ma solo grazie a due autogol.

Da sottolineare poi come si sia incontrati il Livorno colabrodo di Lucarelli e non quello molto più equilibrato di Breda, il Crotone in caduta libera di Oddo e non quello, quantomeno decente di Stroppa.

E la differenza sulle diverse conduzioni tecniche l’abbiamo potuta notare ieri contro un Brescia, quello di Corini, completamente diverso da quello senza idee di Suazo, contro il quale rimediammo solo un punticino su rigore all’ultimo tuffo.

Che la società rifletta su questi dati e corra subito ai ripari  per evitare che il girone di ritorno non faccia diventare anonimo un campionato che ha già allontanato dal “Curi” troppi tifosi.

Danilo Tedeschini