Grifo da 8, Dainelli sprofonda all’Inferno

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Grifo da 8, Dainelli sprofonda all'Inferno. La vittoria di domenica sera permette ai Grifoni di mantenere un posto in Paradiso, il difensore livornese appare al capolinea della sua carriera. Nota di merito per Ascoli e Del Sole

Grifo da 8, Dainelli sprofonda all’Inferno. La vittoria di domenica sera permette ai Grifoni di mantenere un posto in Paradiso, il difensore livornese appare al capolinea della sua carriera. Nota di merito per Ascoli e Del Sole

Paradiso, Purgatorio ed Inferno di Dan.Te.

Paradiso

10 – Ascoli

L’Ascoli sbanca a sorpresa, ma con pieno merito, il “Ciro Vigorito” di Benevento”. Una vera impresa quella della squadra di mister Vivarini che in soli quattro giorni batte entrambe le grandi favorite della vigilia, il Verona in casa e il Benevento in trasferta, quest’ultimo addirittura in rimonta. E con questi tre punti i bianconeri agganciano la zona nobile con l’ottavo posto, condiviso col Brescia, a quota quindici.

9 – Ferdinando Del Sole

Il giovane fantasista del Pescara, con la sua fondamentale doppietta di ottima fattura nel finale della gara dell’“Adriatico-Cornacchia”, ancorchè favorita dalla doppia superiorità numerica, stende la resistenza di un Lecce mai domo, permettendo alla formazione di Bepi Pillon di confermarsi capolista solitaria a quota ventidue. Classe e personalità da vendere per il gioiellino del Pescara.

8 – Perugia

I grifoni, anche se con tanta fatica, in una gara ancora una volta infarcita da errori da ambo le parti, passano di misura sul terreno del modesto fanalino di coda Livorno, cogliendo il primo successo esterno e salendo al decimo posto della classifica con quattordici punti.

7 – Palermo e Venezia

Anche se con molta sofferenza il Palermo riesce a venire a capo proprio allo scadere della gara interna con il coriaceo Cosenza. A decidere la rete di Puscas che rafforza il secondo posto del Palermo con ventuno punti. Continua il momento di grazia del Venezia targato Zenga, otto punti in quattro gare per il bravo tecnico dei lagunari. A farne le spese la Salernitana, superata con una rete di capitan Domizzi nel primo tempo. Venezia che allunga sulla zona playout, raggiungendo Crotone e Cremonese a quota dodici, al sestultimo posto.

Purgatorio

6 – Cittadella, Brescia e Carpi

Il Cittadella ci prova, sfiora più volte la rete ma non riesce a vincere il sentito derby dell’”Euganeo” col Padova. Con il punto conquistato la formazione di Venturato raggiunge il Benevento e il Lecce al quinto posto, a quota sedici. Un Brescia mai domo rimonta per due volte il temibile Foggia, uscendo dallo “Zaccheria” con un punto pesante, che mantiene le rondinelle all’ottavo posto a quota quindici, anche se in condominio con l’Ascoli. Il Carpi torna a raccogliere punti pareggiando uno a uno a Crotone. Una piccola boccata d’ossigeno per la squadra di Castori, salita al penultimo posto a quota sei.

5 – Padova, Foggia, Crotone e Lecce

Il Padova non va oltre lo zero a zero nel derby casalingo con il Cittadella. La squadra di Bisoli, che ha anche rischiato di perdere, raggiunge il Cosenza al quintultimo posto con otto punti. Il Foggia si fa raggiungere ancora una volta in casa dall’avversario diretto, stavolta il Brescia. E visto il concomitante risultato positivo del Venezia, la salvezza diretta per la squadra di Grassadonia si allontana nuovamente a cinque lunghezze visti i sette punti del Foggia, terzultimo. Vittoria mancata per Massimo Oddo, all’esordio sulla panchina del Crotone, raggiunto nella ripresa dal Carpi allo “Scida”. Calabresi nel terzetto delle sestultime a quota dodici, insieme a Venezia e Cremonese, dopo questo imprevisto pareggio interno. Nonostante la sconfitta di Pescara inseriamo il Lecce nel Purgatorio perchè in Abruzzo la squadra salentina ha combattuto stoicamente per tutta la gara, rimontando il doppio svantaggio in dieci e arrendendosi solo nel finale a causa della seconda espulsione. Salentini nel terzetto delle quinte a quota sedici.

Inferno

4 – Verona, Salernitana e Cosenza

Con il pareggio interno contro la Cremonese si apre ufficialmente la crisi della squadra scaligera, in estate principale candidata alla promozione diretta. Una sola vittoria, anche fortunata, in casa col Perugia, due pareggi e tre sconfitte nelle ultime sei gare, questo lo “score” negativo delle ultime sei giornate della squadra di Grosso, tra i responsabili principali di questa inaspettata “debacle” del Verona, ancora terzo in classifica con diciotto punti ma solo grazie alla gara in più giocata rispetto a molte delle squadre inseguitrici. Sconfitte di misura per campani e calabresi, rispettivamente a Venezia e a Palermo. Sfortunata quella del Cosenza, che solo al novantesimo cede al “Barbera”, deludente quella della Salernitana che interrompe al “Penzo” la propria miniserie positiva. Campani scivolati al quarto posto con diciassette punti, silani raggiunti dal Padova al quintultimo posto a quota otto.

3 – Aleandro Di Paolo

Serataccia da dimenticare per l’arbitro dell’importante posticipo tra Pescara e Lecce, Di Paolo di Avezzano, non nuovo a queste “performance” negative, che, con la doppia espulsione dei salentini Calderoni e Meccariello, assolutamente esagerata la seconda del centrale difensivo leccese, ha involontariamente indirizzato la gara a favore dei suoi corregionali, danneggiando la formazione di mister Liverani.

2 – Benevento

Proprio nella giornata che doveva lanciare il Benevento nei piani alti della classifica la squadra di Bucchi cicca la grande occasione perdendo a sorpresa di misura, in casa, con Ascoli. Dopo questa sconfitta i sanniti vengono raggiunti insieme al Lecce, al quinto posto a quota sedici, dal Cittadella.

1 – Paolo Rossi (Presidente della Cremonese)

Premesso che Mandorlini non ci è per niente simpatico a causa della “storiaccia” della canzone razzista cantata dal tecnico ai tempi del Verona, l’obiettività ci impone di definire assurda e fuori luogo la decisione presa dal Presidente della Cremonese, che ha esonerato il tecnico grigiorosso (al suo posto è arrivato Massimo Rastelli) proprio all’indomani del bel pareggio di Verona, dove la squadra, falcidiata dagli infortuni in questo primo quarto di stagione, ha mostrato chiari segni di ripresa, salendo a quota dodici in compagnia di Venezia e Crotone.

0 – Dario Dainelli

Ancora una sconfitta, stavolta tra le mura amiche col Perugia, per il Livorno di mister Lucarelli, desolatamente ancorato all’ultimo posto della classifica con cinque punti. La sconfitta interna è stata determinata dai clamorosi errori del centrale difensivo Dainelli, protagonista in negativo in tutte e tre le reti dei grifoni. Il difensore amaranto, ormai sulla soglia dei quarantanni, assolutamente impresentabile per un campionato di questo livello, avrebbe fatto meglio ad imitare l’esempio di Totti, lasciando il calcio a trentanove anni ed evitando così di offuscare, con figuracce del genere, una dignitosa carriera trascorsa per tanti anni in Serie A con le maglie di Brescia, Fiorentina Genoa e Chievo.

Dan.Te.