Grifo grande con le “piccole” e piccolo con le “grandi”

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Grifo grande con le “piccole” e piccolo con le “grandi”. La squadra di Nesta conferma un trend non positivo con le formazioni di medio-alta classifica. E a gennaio serviranno veramente acquisti di spessore

Avete presente quegli studenti universitari che grazie al loro impegno riescono a sopperire alle lacune di base riuscendo, anche se con un po’ di fatica, a superare gli esami più facili ma che si bloccano sistematicamente davanti a quelli più difficili?

Ecco, il loro percorso di studi sembra ricalcare il percorso di questo primo terzo di campionato del Perugia che ci siamo appena lasciati alle spalle, vincente o quantomeno imbattuto con le squadre della parte destra della classifica, con l’eccezione che conferma la regola della sconfitta interna col Carpi.

Lo “score” cambia radicalmente, diventando completamente negativo, invece, quando si vanno ad esaminare le cinque gare affrontate contro le squadre attualmente occupanti il primo posto o la griglia dei playoff, dalle quali, ad eccezione del pareggino rimediato nella prima giornata a Brescia contro la gemella brutta della “leonessa” attuale di mister Corini, quella allora allenata dal carneade Suazo, il Perugia è sempre uscito battuto.

Un’ulteriore conferma, purtroppo, è arrivata ieri sera dal ”Ciro Vigorito” di Benevento, dove il Grifo, pur non demeritando e dimostrando anche una discreta personalità, è stato superato dall’attualmente  poco trascendentale squadra di Bucchi che sul campo ha confermato molte delle difficoltà di questo suo poco brillante momento.

La sconfitta brucia perchè arrivata al novantesimo e perchè da tredici minuti i grifoni erano stati costretti a giocare in dieci per un rosso diretto a Falasco apparso molto severo, anche se pochi minuti prima il signor Massimi aveva graziato un troppo nervoso Vido, meritevole del secondo giallo per un’evidente simulazione e sostituito, molto intelligentemente da mister Nesta, subito dopo.

Ma a fare la differenza in negativo, ancora una volta, sono state le lacune strutturali della formazione di Nesta. Ci riferiamo alla sofferenza continua sulle fasce laterali dove il miglior  esterno destro del campionato, Letizia, con Tello in aiuto, ha spesso avuto la meglio sullo spaesato Falasco e il suo sostituto El Yamiq e su quella sinistra dove uno scatenato Improta, ben supportato da Bandinelli, ha fatto letteralmente impazzire Ngawa.

Entrambi gli esterni sanniti sono entrati nelle azioni decisivi dei gol di Coda e di Bandinelli, anche con la colpevole collaborazione dei nostri centrali difensivi sul primo gol, con Gyomber in difficoltà sui cross degli esterni del Benevento, sia quando Asencio, indisturbato, ha fortunatamente spedito fuori da pochi metri il facile colpo di testa, sia quando lo stesso attaccante spagnolo, con una conclusione sporca ma insidiosissima, ha costretto Gabriel a metterci una pezza con una grandissima deviazione sulla traversa.

Gyomber, purtroppo, partita dopo partita, sta confermando di non essere quel grandissimo centrale difensivo, una specie di “crak” per la cadetteria, come molti avevano dipinto al momento del suo arrivo a Perugia.

L’altra lacuna strutturale dei grifoni, confermatasi anche a Benevento, è la mancanza di uno stoccatore, di un bomber d’area, come, per esempio, ha dimostrato di essere Coda. Melchiorri, giocatore generoso e tatticamente utilissimo non è un bomber e e lo si è visto quando ha sciupato in maniera sanguinosa l’occasione per portare in vantaggio il Perugia dalla stessa identica posizione nella quale il mai troppo rimpianto Di Carmine, lui sì bomber, aveva castigato il Palermo la sera prima.

Non è uno stoccatore Vido, seconda punta o trequartista tecnicamente valido ma poco prolifico e lo si sapeva (tre delle sue cinque reti sono arrivate su rigore), ultimamente diventato troppo nervoso ed  egoista. In due hanno segnato otto gol in dodici gare, tre su rigore, un bottino non eccelso per una coppia di attaccanti e meno male che nelle ultime gare un ritrovato Verre ha un po’ rimediato mettendo a segno quattro reti di ottima fattura, da spellarsi le mani quella realizzata ieri al “Vigorito” a coronamento di un’altra grande prestazione.

Ci auguriamo che i tre acquisti promessi in tv da Santopadre per Gennaio vadano a coprire proprio queste gravi lacune della squadra, anche se personalmente oltre ai due terzini e ad un bomber gradiremmo anche l’arrivo di un forte centrale difensivo, ma soprattutto che siano veramente di spessore, evitando “nomi” alla Bianchi.

Intanto fino a Gennaio si rimarrà con questo gruppo che a Dicembre nelle sei gare restanti, non poche, è atteso subito da altri tre scontri con tre delle prime otto, il Pescara, il Lecce e il Cittadella.

Si comincia domenica sera con il Pescara, se capolista o meno lo sapremo solo nel pomeriggio dopo che avrà giocato con l’Ascoli.

Riuscirà il Perugia, anche grazie al fattore “Curi” dove lo “score” è da alta classifica,  quattro vittorie ed una sconfitta, al contrario di quello in trasferta da playout, con i soli cinque punti conquistati in sette gare e l’unica vittoria esterna arrivata a fatica sul terreno del Livorno fanalino di coda, ad invertire di trecentosessanta gradi la rotta tenuta fin qui contro le “grandi” del campionato dimostrando di poter essere pronto per il salto di qualità o in caso contrario sarà costretto ad una classifica anonima, ma fortunatamente non sofferta (nel caso di vittoria del Crotone nel posticipo di  domani sera) solo grazie alla penalizzazione del Foggia?

Danilo Tedeschini