Grifoni: poca fiducia nei propri mezzi

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Grifoni: poca fiducia nei propri mezzi. La trasferta di Trapani, che lascia con l'amaro in bocca, porta a pensare che las quadra non creda totalmente in sè stessa. Quali le cause?

Grifoni: poca fiducia nei propri mezzi. La trasferta di Trapani, che lascia con l’amaro in bocca, porta a pensare che la squadra non creda totalmente in sè stessa. Quali le cause?

Fiction della gara di S. Stefano.

Titoli di testa con l’inno del Perugia, poi inquadratura da lontano.

Pochi, ma risoluti tifosi-Eroi che s’imbarcano per Trapani lasciando le famiglie, i bimbi piangenti, la galantina, le Bestie e le tombole di S. Stefano, sciroppandosi un migliaio di kilometri, per tifare Grifo.

Inquadratura soggettiva.

I Grifoni, grati e rispettosi degli Eroi che li hanno seguiti in Sicilia, in campo danno il massimo – implacabili e concentrati – e strapazzano i padroni di casa, festeggiando la bella vittoria con i propri tifosi.

Scorrono i titoli di coda, con “O Fortuna” dei Carmina Burana di Carl Orff.

Ecco: questa è solo la sceneggiatura di una fiction, o – meglio – quello che avremmo voluto succedesse a Trapani.

La realtà è stata del tutto diversa.

A voler vedere sempre e per forza l’aspetto positivo (“difetto” degli innamorati) ce n’è solo uno: il “Falcio” che s’è sbloccato.

E s’è sbloccato, grazie al bellissimo gesto di “King Peter”, il quale ha rinunciato al 16mo centro stagionale – dopo aver appena siglato il 15mo – a favore del collega di reparto, cedendogli la battuta del secondo penalty.

Le positività si esauriscono qui, con la pessima prova, l’infortunio di Falcinelli e quello di Di Chiara.

In realtà la gara di ieri si può esaurire in poche battute.

Il Perugia – terzo in classifica con Frosinone e Cittadella – incontra la penultima in classifica con ben 12 punti in meno.

Per gran parte del primo tempo, però, il Grifo non tira mai in porta.

Vanno addirittura in vantaggio i siciliani e per un po’ il Perugia sembra in grande difficoltà.

È privo delle energie per reagire.

Poi il colpo di scena: rigore per il Grifo ed espulsione del trapanese Strandberg per fallo da ultimo uomo.

In un sol colpo il Perugia pareggia e si trova in superiorità numerica.

«Dai, che si fa la goleada!»   Ed invece no: immediatamente va ancora in vantaggio il Trapani.

E la seconda in classifica – in 11 – ricomincia ad inseguire la penultima, in 10.

Altro rigore per il Grifo per fallo di mano!

«Eddai che si riaddrizza la gara!»

Ma Gyomber si fa espellere per proteste con il quarto uomo…

Ristabilita la parità numerica e partita praticamente finita già al 85mo sul 2-2.

E non oso pensare cosa sarebbe potuto succedere se Falcinelli avesse sbagliato il rigore…

Io incredulo davanti alla TV, mentre un amico di fuori città che stava guardando la partita con noi, commenta: «Ma siete proprio dei “polli”!!».

Istintivamente siamo in tanti ad aver avuto questo pensiero, ma il Grifo merita una disamina più approfondita: più di testa che “di pancia”.

Ai fini della classifica, per fortuna, poco è successo.

Siamo sempre lì a pochi punti dalla promozione diretta e nulla è compromesso.

Abbiamo preso un punto in una trasferta difficile, lontana.

In un campo dove il Grifo ha sempre raccolto pochino.

Ed abbiamo, comunque sia, mosso la classifica.

Tutto sommato un punto da non disprezzare.

Purtroppo – dopo i segnali di crescita visti nella sconfitta di Cremona e concretizzatisi nella bella vittoria casalinga con l’Entella – abbiamo vissuto l’ennesima involuzione di questo girone d’andata.

Ed allora qual è il vero Perugia?

Quello delle belle e convincenti vittorie con Chievo, Frosinone, Entella, ecc.

Oppure quello che ha “rianimato” Spezia, Ascoli, Cremonese, Trapani, ecc.?

Ecco: più che “polli”, se proprio volessimo trovare una similitudine ai Grifoni sarebbe quello di “crocerossini”, dato che ogni volta che incontriamo una squadra in difficoltà, che ha bisogno di punti, la rianimiamo.

In realtà credo che questa sia una squadra che non crede in sé stessa.

È una squadra che ha potenzialità, che ci ha fatto vedere a sprazzi cosa può fare, ma non ha fiducia nei propri mezzi e perciò non riesce a darsi continuità.

Al primo alito di vento contrario, alla prima difficoltà, si confonde e cade.

Manca di tenacia e di cattiveria agonistica.

E ciò non dipende da carenze di organico (in ogni caso presenti).

Dipende, invece, da tutto l’ambiente che sta intorno e gestisce la rosa: lo staff tecnico e la Società.

Evidentemente tutti coloro che lavorano sul Gruppo non sono stati capaci di infondere loro fiducia nei propri mezzi.

E per tornare alle discussioni sulla scarsa affluenza al Curi, com’è possibile che una squadra che – per prima – non crede in sé stessa, possa pretendere che ci credano gli spettatori e vadano allo stadio?

Non dipende dai risultati (comunque in classifica siamo lì davanti), né dal gioco, ma solo dall’atteggiamento.

Più che sulle gambe, sulla tecnica e sulla tattica, quindi, è quanto mai urgente lavorare BENE sulla testa dei Grifoni.

Consapevoli, però, che la base, il materiale umano c’è e non va “buttato il bambino con l’acqua sporca”.

Avv. Gian Luca Laurenzi