Il Grifo ha reso ‘omaggio’ a Giulietta

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Il Grifo ha reso ‘omaggio’ a Giulietta. Complimenti a Grosso per la vittoria al Curi, ma Nesta ci ha messo del suo. Perugia ancora ko con le grandi. 8 marzo indigesto

L’otto Marzo, “Giornata Internazionale della Donna”, non sembra portar bene al Perugia. Sarà perchè il Grifo, maschio per eccellenza, tende gentilmente ad omaggiare gli avversari di sesso debole che incontra in questa giornata.

Era già successo in quello strano pomeriggio del Liberati del 1992, quando nella gara farsa contro la Ternana il Perugia perse partita e faccia per quella maledetta parabola da lontano di D’Ermilio che regalò il successo alla fera, simbolo femminile dei rossoverdi. E’ successo ieri sera, stavolta però in una partita vera, con il gentile omaggio offerto da mister Nesta a Giulietta, storica icona femminile della città di Verona, con il deficitario innesto iniziale di Kingsley, al posto dello squalificato Sadiq, in attacco a sostegno di Melchiorri.

Che Nesta non avrebbe fatto giocare né Vido, né Han lo avevamo intuito e affermato in sede di presentazione della gara all’interno della nostra trasmissione Web “Sportperugia Tv” di giovedì ma pensavamo che, come terza opzione, Nesta avrebbe schierato in avanti Falzerano, più adatto di Kingsley, centrocampista puro, per assistere Melchiorri, magari lasciandolo libero di spaziare con la sua velocità e la sua fantasia su tutto il fronte dell’attacco.

Ma ridurre agli errori di Nesta, errori perchè poteva far entrare Han molto prima, quanto meno sullo zero a uno, visto che l’ingresso tardivo del nordcoreano ha ravvivato non poco la manovra biancorossa, le cause della sconfitta sarebbe fuorviante e ingeneroso nei confronti del bravo tecnico romano che, come tutti i mortali, può anche sbagliare.

Occorre poi riconoscere i giusti meriti a Fabio Grosso e al suo Verona che, nonostante le assenze per infortunio di ben quattro titolari del calibro di Vitale, Di Gaudio, Munari e Matos, oltre a quelle di rincalzi di lusso come Crescenzi e Ragusa, ha disputato una grande partita sul piano del palleggio, pressando sempre alto i grifoni e mettendo costantemente in difficoltà il centrocampo, il reparto di solito migliore del Perugia.

La quarta sconfitta casalinga nelle ultime cinque gare, subita ancora una volta contro una squadra che ci precede in classifica, conferma la nostra tesi che portiamo avanti da tempo che questo Perugia riesce ad essere forte con i deboli e debole con i forti perchè strutturalmente manca qualcosa per riuscire a fare il salto di qualità, terzino sinistro, difensore centrale esperto e stoccatore d’area.

I soli sei punti conquistati, una vittoria tre pareggi e ben sei sconfitte nelle dieci gare disputate con le altre sette sorelle della griglia playoff ne sono la testimonianza tangibile. Vederemo già nel tardo pomeriggio, dopo le gare casalinghe dello Spezia col Padova e del Cittadella col Pescara se il Perugia conserverà o meno il suo posto, settimo od ottavo che sia, nella griglia playoff.

Il problema della sconfitta di ieri è invece quello che, se unita all’eventuale vittoria casalinga del Lecce nel derby col Foggia, anche se mancano ancora dieci partite si scaverebbe un distacco sensibile, di cinque, sei punti, rispetto alle posizioni importanti, le prime sei, che potrebbero nuovamente relegare i grifoni a quel preliminare in trasferta che sa tanto solo di contentino, se non addirittura ad un’anonima posizione nel limbo del centro classifica.

Per evitare questo, visto che il Perugia, come accennato, si dimostra forte con le deboli, servirà che nelle prossime tre gare, quelle di Padova, col Livorno in casa e di Crotone, partite che all’andata si conclusero con il “full” di tre vittorie sulle quali si è costruita la discreta classifica dei grifoni nella prima parte del torneo, si riesca a portare a casa almeno sette punti.

Danilo Tedeschini