Il modo migliore per onorare la memoria di Luciano Gaucci

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Il modo migliore per onorare la memoria di Luciano Gaucci. Il Grifo sbanca Castellammare e torna a vedere la A. Ma occorre più cinismo sotto porta!

Ieri, 02-02-2020 era un giorno palindromo e i giorni palindromi, si sa, sono giorni particolari, che capitano raramente, l’ultima volta era accaduto otto anni fa, il 21 Febbraio del 2012.. Ma oltre ad essere un giorno palindromo, che fosse una giornata particolare per il Perugia di Cosmi, impegnato sul difficile terreno della Juve Stabia, lo si era capito dalla sera prima, quando è arrivata la tristissima notizia della scomparsa di Luciano Gaucci, storico presidente del Grifo per ben quattordici stagioni.

E il Perugia ha saputo onorare nel migliore dei modi la memoria di “Big Luciano”, andando ad espugnare il “Menti” e tornando alla vittoria in trasferta dopo ben tre mesi. E il nocchiero di questo Perugia non poteva che essere l’allenatore più affezionato a Gaucci, quel Serse Cosmi, proiettato direttamente e con ottimo profitto, proprio da Gaucci, dalla C dell’Arezzo al palcoscenico più importante del calcio italiano, la Serie A, agli inizi della sua carriera.

Ma tutta la squadra ha saputo recepire al meglio, non solo le indicazioni, ma anche il dolore vero del proprio allenatore, gettando il cuore oltre l’ostacolo sull’insidioso sintetico del “Menti”, riuscendo a portare a casa un successo di inestimabile valore, che rilancia i grifoni, nonostante la settima posizione determinata dalla peggiore differenza reti rispetto alle coinquiline Salernitana e Cittadella, a soli due punti da quel secondo posto, attualmente occupato del Pordenone, che garantirebbe la promozione diretta e ad appena una lunghezza dal terzo del Crotone e dal quarto del Frosinone, appaiate a quota trentaquattro.

Nonostante un mercato di Gennaio tutt’altro che scintillante, tra l’altro a Castellammare non erano presenti Greco e Benzar e il solo Rajkovic, partito dalla panchina, ha giocato solo l’ultima piccola porzione di gara, la squadra è scesa in campo con un altro piglio e un’altra determinazione, sapendo soffrire in alcuni momenti nella prima frazione, nella quale la Juve Stabia poteva anche passare in vantaggio e facendo valere il miglior gioco e il migliore tasso tecnico nella ripresa.

L’unico neo della gara sono state le tante occasioni mancate per chiudere la partita, due da Iemmello e una da Mazzocchi, che hanno tenuto in bilico il risultato fino alla fine, anche se la difesa del Perugia non ha concesso nulla agli attaccanti stabiesi dopo il secondo vantaggio. Nel primo tempo la difesa, schierata molto alta, aveva, invece, sofferto un paio di riparenze con relative imbucate per il velocissimo Canotto, una tramutatasi nel gol del pareggio e l’altra fallita fortunatamente dallo stesso guizzante attaccante delle vespe.

Bravo Cosmi, intuito il pericolo, ad abbassare un po’ la sua squadra nella ripresa, giovatasi anche dell’ingresso di Carraro al posto di un dinamico ma a volte troppo impreciso Konate, tra l’altro ammonito. I grifoni sono subito tornati a comandare il gioco, pervenendo al raddoppio con un secondo rigore e non concedendo più nulla alla Juve Stabia, se non un paio di conclusioni da fuori, terminate a lato.

Dicevamo delle occasioni sprecate. Ecco, sono proprio i pochi gol segnati, non su rigore, da questa squadra, Iemmello a parte che ne ha fatti otto, il fattore negativo del Perugia. Solo due a testa, infatti, ne hanno realizzati Melchiorri, Capone e Bonaiuto, con Falcinelli ancora a secco e uno Di Chiara, Kouan e Falasco, troppo pochi. Non si può pensare che ti fischino sempre rigori a favore, sono già dieci, tutti realizzati, nove da Iemmello e uno da Falcinelli e, per andare in Serie A direttamente, occorrerà un migliore cinismo sotto porta, visto che rispetto ad Oddo, con Cosmi le occasioni vengono create.

E’ un’occasione troppo ghiotta per non sfruttarla, quella di quest’anno, visto l’equilibrio in basso regnante in questo campionato. Non era mai successo, infatti, in Serie B, che la seconda in classifica viaggiasse ad una media così bassa, 1,59 punto a partita, che porta attualmente la proiezione dei punti necessari ad andare in Serie A a soli sessantuno. E per questo servirà assolutamente migliorare lo “score” dei gol su azione, il più deficitario della maggior parte delle squadre della cadetteria.

A cominciare dalla difficilissima partita del “Curi” di sabato contro lo Spezia, la formazione più in palla del torneo, alla luce dei diciotto punti totalizzati nelle ultime dieci gare che le hanno permesso di passare dalla zona retrocessione, prima e da quella playout della prima parte del torneo, ad occupare l’ottavo posto, in zona playoff, ad un solo punto dai grifoni, tra l’altro con una partita, quella casalinga con la Cremonese, da recuperare la prossima settimana.

E se i liguri non dovessero perdere a Perugia e dovessero poi vincere il recupero, relegherebbero in teoria i grifoni all’ottavo posto. Ecco perchè sarà fondamentale battere lo Spezia, altrimenti martedì prossimo, quando la classifica sarà tornata completa, anche col risultato del posticipo odierno tra Pescara e Cosenza, il Perugia potrebbe addirittura ritrovarsi fuori dalla zona playoff, visto che dopo lo Spezia si andrà a far visita al lanciato Frosinone dell’ex Alessandro Nesta.

Danilo Tedeschini