Il pagellone di fine anno: Nesta bravo maestro, Verre l’alunno modello

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Il pagellone di fine anno: Nesta bravo maestro, Verre l'alunno modello. Tecnico e trequartista i più positivi di questa stagione, ma sono tanti i rimandati

Il pagellone di fine anno: Nesta bravo maestro, Verre l’alunno modello. Tecnico e trequartista i più positivi di questa stagione, ma sono tanti i rimandati

Le pagelle di fine stagione. A cura di Nicolò Brillo

PORTIERI

GABRIEL 6,5: Qualche errore di troppo soprattutto nel girone d’andata, ma per il resto si dimostra un portiere di assoluta affidabilità. In più di una gara salva il risultato o permette al Grifo di rimanere in partita. Il migliore dei Grifoni nel preliminare play-off di Verona. Andrebbe riconfermato…

LEALI sv

PERILLI sv

BIZZARRI sv

DIFENSORI

GYOMBER 6-: Parliamo di un buon difensore per la Serie B, ma nulla di più. I piedi son quel che sono nonostante spesso sia costretto ad impostare la manovra, mentre i tempi negli interventi non sono di certo un suo punto di forza. Troppo irruento, spesso in maniera del tutto ingiustificata. Un gol all’attivo, ma pesante, in casa contro il Pescara.

EL YAMIQ 6+: Utilizzato a singhiozzo anche a causa di qualche infortunio di troppo. A volta viene traghettato anche sulla corsia destra. Si dimostra senza dubbio un elemento di buona affidabilità, anche se alcune sbavature non sono mancate.

CREMONESI 6: All’inizio, quando le certezze erano ben poche, si prende sulle spalle il peso della retroguardia e la guida in una prima parte di campionato davvero difficile con un Grifo nuovo al 90% e con un tecnico tutto fuorché esperto. Mette in serie delle buone prestazioni, poi da Verona in poi arrivano degli errori di troppo e soprattutto arriva un infortunio che lo tiene fuori giusto il tempo di perdere la maglia da titolare. Nel girone di ritorno quasi sempre fermato da problemi muscolari, favorisce l’esordio di Sgarbi.

SGARBI 6: Viene mandato nella mischia solo nel match di Carpi a febbraio. Poi però diventa titolare inamovibile anche grazie ai problemi fisici di El Yamiq e Cremonesi. Le qualità ci sono, ma si può e si deve migliorare.

ROSI 6-: Arriva nei primi giorni di febbraio in qualità di svincolato di lusso. Riesce ad entrare veramente in condizione solo nelle ultime gare di campionato. Sicuramente un buon elemento da cui ripartire, anche se in questa sua prima esperienza perugina non ha fatto vedere cose eclatanti.

MAZZOCCHI 6-: Destra o sinistra? Questo è il dilemma. E no, non si tratta di un qualcosa a sfondo politico, ma delle due corsie di difesa in cui il ragazzo viene smistato quasi ad intermittenza vista l’assenza di un vero terzino sinistro. A volte è autore di buone prestazioni, altre volte compie degli autentici disastri. Ma anche in questo caso parliamo di un giovane (classe ’97).

FALASCO 5,5: Alla fine dà l’idea di possedere più le caratteristiche di un centrale di difesa che di un terzino. Lo testimoniano i piedi davvero poco raffinati e la scarsa velocità. Quando viene chiamato in causa da Nesta fa quel che può. Gli errori non sono mancati. Meglio nel girone d’andata dove mette a segno anche un paio di gol decisivi contro Padova e Crotone. Siamo di fronte al classico mestierante, nulla di più.

NGAWA 5,5: Partiamo col dire che il ragazzo è dotato di un senso di sacrificio e di generosità enorme. Non è facile essere spostati tra le due fasce ogni due per tre quando il tuo ruolo non è di certo quello di terzino. Nei momenti di difficoltà prova a mettere toppe come può, ma alcune reti sono però riconducibili alla sua responsabilità. Tra i pochi a non raggiungere la sufficienza. Poi a gennaio l’approdo al Foggia.

FELICIOLI 5: Nel girone d’andata viene fermato da problemi di natura muscolare. Si vede poche volte e fa intravedere qualcosa di buono. Poi però nella seconda parte di stagione, quando nelle prime gare del 2019 viene tirato in ballo, combina dei disastri. E da quel momento non si rivede più se non nelle liste dei convocati di Nesta alla vigilia delle partite.

PAVLOVIC sv

CENTROCAMPISTI

BIANCO 5,5: Tanta abnegazione ma poca tecnica. Senza dubbio è un gladiatore, un mastino del centrocampo, ma a Nesta serviva altro. Così a gennaio arriva la scommessa Carraro e, a partire dal match di Venezia in poi, il capitano del Perugia si rivede poco e a singhiozzi. Poco adatto ad un calcio propositivo e palla a terra. Troppo falloso: si becca una quantità industriale di cartellini gialli.

CARRARO 6,5: Che bella scoperta. Da esubero a Foggia a titolare al Grifo. Non sarà un fulmine di guerra, ma dà ordine e sicurezza alla mediana biancorossa. Spesso è costretto a giocare a ridosso della difesa perugina per dare una mano ad un reparto in difficoltà. Mette a segno una rete di testa contro la Salernitana.

BORDIN 6: Spolverato solamente ad inizio dicembre per il match col Pescara causa assenza di Bianco. Sforna una prestazione di tutto rispetto per un giovanotto di 20 anni all’esordio stagionale. Riproposto da Nesta anche a Lecce, Cittadella e Cremona. Dimostra di possedere una buona tecnica di base e personalità. Forse poco incisivo quando ha avuto delle buone possibilità per andare al tiro. Con l’arrivo di Carraro sparisce dai radar.

DRAGOMIR 7: Preso in estate a costo zero. Comincia da perfetto sconosciuto, ma Nesta ripone in lui da subito gran fiducia. E il classe ’99, da mezz’ala di qualità, corre, suda, lotta e fa intravedere numeri da giocatore di grande prospettiva. Tira la carretta fino a fine stagione saltando davvero pochissime partite. Le pecche? Non vede molto la porta. Un solo inutile gol all’attivo nella disfatta di Palermo (4-1). Ma per essere la prima stagione tra i professionisti va più che bene.

KINGSLEY 7: La prima parte di stagione sarebbe quasi da 8, poi con l’arrivo di Falzerano e di problemi fisici non meglio specificati, finisce quasi nel dimenticatoio. Viene rispolverato a Crotone e a Pescara, ma sembra il fratello gemello della mezzala ammirata tra agosto e dicembre. L’esperienza perugina rimane comunque positiva nel complesso.

MOSCATI 5: Tornato a Perugia a fine giugno per la gioia di tutti. Tifosi, società e addetti ai lavori. Nella mente avevamo ancora il ragazzo in grado di fare la differenza in C e trascinare il Grifo in cadetteria. Ma la realtà è stata tutt’altra. Parte titolare, ma soprattutto causa la contemporanea esplosione di Dragomir e Kingsley, finisce per mettere le radici in panchina. L’errore dal dischetto col Carpi rappresenta in pieno la sua parabola. A gennaio rimane al Grifo probabilmente solo per l’assenza di proposte concrete. E quando Nesta lo ritira in ballo lui non fa molto per “redimersi”. Col Cosenza arriva anche il fallo da rigore che di fatto consegna la vittoria ai calabresi. Le aspettative erano altre, forse anche troppo eccessive… Peccato, davvero.

KOUAN 6,5: Viene chiamato in causa in poche occasioni, ma lui risponde sempre presente e alla grande. Quando subentra dalla panchina dà sempre una grossa mano. Col Foggia, a dicembre, arriva poi una fantastica doppietta. Si ripete nell’ultima gara di campionato segnando un gol importantissimo, il momentaneo 2-1 ai danni della Cremonese che consegnerà al Grifo la possibilità di giocarsi il preliminare grazie all’estromissione del Palermo. Disciplinandosi maggiormente dal punto di vista tattico potrà diventare un giocatore di tutto rispetto. Chiude con un’espulsione inesistente nel preliminare play-off di Verona.

FALZERANO 6,5: Forse mezzo voto in più sarebbe stato più corretto. Ma non sarebbe nemmeno stato giusto dargli 7 come i ragazzi che hanno tirato il Grifo fuori dalle difficili situazioni di inizio anno (vedi Dragomir e Kingsley). Dimostra di essere all’altezza della sua fama. Tecnica e visione di gioco non mancano. Contro il Lecce arriva un gol bellissimo. Lui è uno di quegli elementi dai quali si deve ripartire.

VERRE 9: Gli aggettivi sono finiti. Semplicemente fenomenale. Chiude con 12 gol all’attivo (per un centrocampista un qualcosa di pazzesco). Senza di lui il Perugia chissà dove sarebbe finito. Nell’ultima parte del girone di ritorno cala un po’ in maniera fisiologica, ma soprattutto perché gli avversari lo hanno studiato bene e gli allenatori gli hanno quasi sempre messo non uno, ma due uomini in marcatura. Il migliore in assoluto. Complimenti.

RANOCCHIA 6: Fa il suo esordio contro il Livorno e sfiora il gol da predestinato. Si rivede nel preliminare play-off ma a giochi ormai fatti. Il futuro può essere tutto suo.

ATTACCANTI

TERRANI sv

MUSTACCHIO 5,5: Chiamato ad interpretare un ruolo da gregario, fa quel che può come punta quando c’è da sostituire Melchiorri. Troppo macchinoso per il gioco predicato da Nesta. Quando va in campo mette sempre tanto cuore, ma non può bastare. A gennaio se ne va a Carpi.

VIDO 6+: La partenza a razzo con tre reti ai danni di Brescia e Ascoli, lo aveva identificato come punto di riferimento del Perugia. Poi, causa anche la sua giovane età, dimostra di avere ancora bisogno di crescere sotto il profilo della continuità e della personalità. Si ravvede nel finale di stagione quando dalla gara di Pescara in poi torna a segnare e raggiunge la doppia cifra. Nell’ultima gara stagionale a Verona permette al Grifo di arrivare quantomeno ai supplementari con una rete su rigore.

MELCHIORRI 6,5: I problemi al ginocchio lo costringono troppo spesso ai box. Peccato, perché nella maggior parte delle volte che è sceso in campo ha dato l’idea di poter ancora fare la differenza. Nel girone di ritorno non si vede molte volte, giusto il tempo di siglare due reti importantissime contro Carpi e Spezia.

HAN 6+: Stagione altalenante tra infortuni e prestazioni sottotono. Lui però mette in campo uno spirito battagliero e ne esce da vincitore. Forse non sarà un fenomeno del calcio mondiale come ha dato l’idea di esserlo nelle prime gare dell’era Giunti, ma sa il suo mestiere. Si iscrive al tabellino dei marcatori per quattro volte.

SADIQ 6: All’inizio sembra un copro estraneo all’interno degli schemi di Nesta, poi piano piano riesce ad inserirsi. Certo, non è un attaccante di razza. Decisamente no. Quanti errori sotto porta… L’impegno è però innegabile, così come la generosità. Unico a dare un po’ di peso all’attacco biancorosso con sponde e sportellate con gli avversari. Sigla tre reti più un assist che vale come un gol nella gara di La Spezia.

BIANCHIMANO sv

NESTA 7-: Autore di un percorso di crescita favoloso sotto il punto di vista tecnico e mediatico. In questa stagione completa prima del previsto il suo percorso di apprendistato e trascina una squadra con tante lacune (non appianate nel mercato di gennaio) fuori dalla zona calda anzitempo portandola a ridosso dei play-off. Predica un gioco propositivo e moderno, il 4-3-1-2 è il suo cavallo di battaglia. Bravo e coraggioso ad inventarsi alcune soluzioni come Verre trequartista, El Yamiq terzino destro o Mazzocchi terzino sinistro. Le qualità ci sono, peccato per il divorzio di fine anno che lascia intendere delle visioni gestionali differenti con la società per la programmazione dell’annata che verrà.

SOCIETÀ 5: In estate la dirigenza decide di ripartire da zero con una rosa completamente nuova allestita negli ultimi giorni di mercato. A dicembre il presidente Santopadre sottoscrive l’arrivo di tre pezzi importanti nel mercato di gennaio che non si sono visti, eccezion fatta per Falzerano che però non va a tappare una falla in un ruolo dove il Grifo era già sostanzialmente coperto con Kingsley e Kouan. Alle prime avvisaglie di play-off ritornano però prepotentemente i soliti slogan ed appelli all’unità per centrare la massima serie. E puntualmente il Perugia incappa in una serie negativa. A fine anno si scopre poi di dover essere costretti di andare alla ricerca di un nuovo allenatore. Dei migliori di questa stagione, poi, in pochi rimarranno. All’anno zero difficilmente seguirà un anno uno. Bisognerà ricominciare da capo o quasi come ogni anno. Programmazione? No, grazie.