La squadra ha onorato il preliminare: ma i centravanti veri segnano, le plusvalenze no

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La squadra ha onorato il preliminare, ma la musica non cambia. Il Grifo di Nesta ha provato ancora una volta ad andare oltre i limiti della rosa che sono però ancora riaffiorati contro il Verona. E il

La squadra ha onorato il preliminare: ma i centravanti veri segnano, le plusvalenze no. Il Grifo di Nesta ha provato ancora una volta ad andare oltre i limiti della rosa che sono però ancora riaffiorati contro il Verona. E il “Nedved del Perugia” stavolta chiama in causa la società

Dispiace perchè a Verona poteva finire in un altro modo.

Dispiace perchè la squadra ha giocato una partita gagliarda, molto buona nella prima frazione, leggermente meno nella seconda, per poi sparire dopo il secondo gol dell’Hellas nel primo supplementare, colpita nel morale e nelle gambe.

Dispiace perchè a metà ripresa una decisione quantomeno severa e molto dubbia di Pezzuto ha lasciato il Perugia in inferiorità numerica.

Dispiace perchè, anche in dieci, grazie al “regalone” di Henderson a due minuti dalla fine, il Perugia aveva rimesso in piedi la qualificazione.

Dispiace perchè Gabriel aveva tenuto in piedi la baracca con tre parate strepitose.

Dispiace perchè Sadiq si è divorato ancora una volta un gol clamoroso che avrebbe potuto subito far pendere l’ago della bilancia dalla parte dei grifoni.

Dispiace perchè ancora una volta la nostra fascia sinistra è stata terra di conquista per gli esterni avversari condizionando, come tutto l’anno, la buona prova della squadra.

Dispiace perchè il nostro grande mister Nesta, nonostante la rosa monca a disposizione, era riuscito per tutto l’anno, compreso ieri sera, a mostrare la buona e piacevole organizzazione di gioco della sua squadra.

Dispiace perchè il Tribunale prima e la Lega di B dopo, forzando la mano non attendendo l’esito dell’Appello del Palermo, avevano consentito al Perugia di accedere in extremis al preliminare, non meritato sul campo col nono posto.

Ma soprattutto dispiace che questo nono posto, poi trasformato in ottavo dall’alto, sarebbe potuto essere decisamente migliore, regalando, a quel punto, concrete speranze di centrare la promozione in una stagione dove i playoff non hanno un padrone e il livello non è eccelso.

Ed invece, al tirar delle somme, nonostante la bravura di mister Nesta e l’impegno mai mancato di tutti i giocatori, dopo aver chiuso la stagione con un poco esaltante nono posto, migliore soltanto, sia come piazzamento sia come punti conquistati (i cinquanta punti, nella proiezione delle quarantadue partite, equivalgono a cinquantotto) di quello del decimo colto con Bisoli, tra le ultime cinque stagoni di B, con l’aggravante che quest’anno, a concorrere c’erano solo diciannove squadre e non ventidue, siamo ancora una volta usciti al primo turno.

A determinare tutto, come abbiamo da sempre sottolineato, l’incompletezza della rosa, orfana di un terzino sinistro all’altezza per tutto il campionato, di un terzino destro competitivo fino a venti giorni fa, quando Rosi è finalmente entrato in condizione dopo il suo tardivo arrivo e, soprattutto, di un vero stoccatore.

Anche ieri sera si è notato chi in attacco aveva un centravanti vero, anzi due, e chi dall’altra solo un onesto corridore che di gol ne ha fatti solo tre, pochissimi, come in tutta la sua carriera, sprecandone al contempo una quantità industiale.

E alla fine questo conta perchè i centravanti veri segnano, le plusvalenze no.

E’ chiaro il riferimento a Di Carmine, l’anno scorso in rete ventidue volte con la maglia del Grifo, con Santopadre che, al termine dello scorso campionato, dichiarava che la forte punta sarebbe andata via da Perugia solo per una squadra di Serie A.

Ovviamente è poi successo tutto il contrario e non è un caso che a buttarci fuori sia stato proprio il Verona di Di Carmine, autore di un gol bellissimo.

Ma se il paragone col Verona potrebbe non calzare del tutto vista la notevole differenza di budget iniziale, calza invece a pennello quello col Cittadella, squadra di una cittadina di provincia, ultima nella classifica dei budget ma che da anni porta avanti un serio progetto, mantenendo lo lo stesso allenatore, Venturato, e che, anche grazie all’ingaggio di Moncini (tredici gol segnati da Gennaio), centravanti che avrebbbe fatto tanto comodo al Perugia (lo scrivemmo anche in sede di mercato) e dal non impossibile stipendio, è arrivata ancora una volta meritatamente alle semifinali playoff, espugnando Il “Picco” di La Spezia.

Inutile poi ripetersi sui terzini, sugli arrivi fuori tempo massimo di Rosi e, soprattutto di “chi l’ha visto” Pavlovic.

Ma è l’anno zero, diceva dall’inizio la società, ma a Perugia è stato sempre, più o meno, l’anno zero, visti i continui cambi di tecnici e smantellamenti di rose, anche vincenti, succedutisi negli ultimi cinque anni.

Se il Perugia di Santopadre non è mai riuscito a superare il primo turno degli spareggi, tre volte il preliminare e due, compreso quello di Lega Pro, la semifinale playoff, non si può parlare sempre di sfortuna.

E le responsabilità della società sono evidenti, visto il grande rimescolamento di allenatori e giocatori succedutisi, con i soli Santopadre e Goretti sempre presenti in questi anni.

E proprio le parole di Nesta, ma soprattutto di Goretti, rilasciate al termine della gara, inchiodano Santopadre in vista del prossimo anno.

“Se il prossimo sarà l’anno uno? – ha detto il Direttore dell’Area tecnica – Questo lo dovrà dimostrare la società nei prossimi due mesi”.

Quello che succederà lo scopriremo in questo lasso di tempo e, per dirla alla Nedved, chi vivrà, vedrà.

Danilo Tedeschini