Lavagna tattica: l’importanza della tecnica in B

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Lavagna tattica: l'importanza dell'abilità tecnica in B. A Cittadella per il Grifo solo buona volontà e poca abilità nell'eludere il pressing avversario e nel colpire Paleari 

Lavagna tattica: l’importanza della tecnica in B. A Cittadella per il Grifo solo buona volontà e poca abilità nell’eludere il pressing avversario e nel colpire Paleari

Tempo fa sentivo il presidente dell’Assoallenatori, Renzo Ulivieri, raccontare quasi con vergogna un episodio della sua lunga carriera da allenatore: prima di una gara, per timore del pressing feroce degli avversari, disse ai suoi giocatori di regalare direttamente la palla all’altra squadra lanciando lungo per evitare di perderla vicino all’area di rigore.

La partita di ieri, Cittadella-Perugia, mi ha ricordato questo aneddoto: tanti palloni per area, rinvii sistematici di Paleari e dei difensori del Grifo, pressing asfissiante, difficile e complicato fare tre passaggi di fila.

Le conseguenze? Tre occasioni nel primo tempo frutto di tre ingenuità: prima Sgarbi, poi Adorni (che peccato Iemmello!!!) e infine Rosi.

La ripresa si è aperta ancora con un’altra ingenuità, un altro rigore e poi tanta buona volontà.

Volontà, non tecnica, quella purtroppo manca in maniera assolutamente evidente in questa squadra.

E qui vorrei sfatare il solito tabù della serie B, ove tutti convengono sul fatto che l’aspetto fisico prevalga su quello tecnico.

Come se il Benevento abbia la peculiarità principale nella corsa e non nella personalità e nelle qualità dei giocatori, stessa cosa dicasi per il Crotone e l’Empoli…

Le qualità tecniche sono essenziali anche in serie B, perché con la tecnica eviti il pressing asfissiante degli avversari, con la tecnica fai girare la palla quando serve rifiatare, con la tecnica risolvi le gare anche quando non si mettono nel verso giusto.

Prendiamo per esempio le due giocate di Buonaiuto, tra l’altro entrato bene in partita e considerato un giocatore con abilità tecniche: nella prima ha strozzato il pallone, nella seconda con il petto poteva sicuramente fare meglio, tenere il pallone sotto controllo e spedirlo in rete.

Ma nessuna delle due occasioni è andata a buon fine e… sarebbero bastate quelle.

Fabio Orlandi