L’impresa è del Cosenza, Palermo sempre più all’Inferno

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Grifo-Cosenza: se Atene piange, Sparta non ride. Per entrambe le formazioni, che sabato si affronteranno al Curi, è bollettino di guerra tra squalifiche ed infortuni

L’impresa è del Cosenza, Palermo sempre più all’Inferno. Gli uomini di Braglia espugnano Crotone nel derby di Calabria, ancora ombre sulla situazione societaria-economica dei rosanero

Paradiso, Purgatorio e Inferno di Dan.Te.

Paradiso

10 Piero Braglia 

L’impresa della tredicesima giornata è del Cosenza di Piero Braglia, andato a vincere allo “Scida” il derby di Calabria col Crotone. Il navigato tecnico grossetano sta pian piano pilotando fuori dalle sabbie mobili il suo Cosenza, arrivato a quota undici al quintultimo posto per la miglior differenza reti rispetto al coinquilino Padova. E visto il rendimento del Verona chissà quanti rimpianti avrà Braglia per non aver potuto giocare sul campo quella gara interna con gli scaligeri, persa 0-3 a tavolino. Vero mago di provincia!

9 Francesco Di Mariano

Realizza la fondamentale doppietta che schianta la resistenza del Brescia e permette al Venezia, in inferiorità numerica per oltre un’ora, di riportarsi, con quindici punti, in una zona più tranquilla della classifica L’attaccante siciliano sembra tornato ai livelli di quando, nella “Primavera” della Roma, veniva considerato considerato più che una grande promessa. Bentornato!

8Carpi

Il Carpi espugna con merito il terreno dell’“Euganeo” di Padova e torna prepotentemente in corsa per la salvezza salendo al terzultimo posto, a quota dieci, in compagnia del Foggia, ad una sola lunghezza dallo stesso Padova. Sette vite!

7 Lecce e Benevento

Il due a zero casalingo sulla Cremonese lancia la formazione di Liverani al terzo posto assoluto della classifica con ventidue punti, ad una sola lunghezza dal Pescara, che occupa attualmente quella seconda posizione che vale la promozione diretta. Che siano proprio i salentini a rappresentare la solita matricola che ogni anno riesce nel doppio salto di categoria? Voluta, sudata, fortunata e, al novantesimo, arrivata. E’ la vittoria del Benevento sul Perugia, superato di misura al “Vigorito” grazie ad una rete nel finale dell’ex Bandinelli. Tre punti che rilanciano i sanniti al quarto posto con venti punti, in compagnia di Salernitana e Cittadella ma che, soprattutto, puntellano la panchina di mister Bucchi. 

Purgatorio

6Ascoli, Cittadella, Palermo, Foggia

Bel pareggio esterno dell’Ascoli in casa dell’ex capolista Pescara. Marchigiani a quota quindici insieme alla Cremonese. Il Cittadella impatta a reti bianche a Livorno rischiando anche la sconfitta e rimane al quarto posto, in compagnia di Salernitana e Benevento, a quota venti. Il Palermo torna da Verona con un punto che permette ai siciliani di mantenere la testa della classifica con venticinque punti anche se la squadra di Stellone avrebbe meritato qualcosa in più. Il Foggia torna dal “Picco” con un punto prezioso, per di più conquistato in inferiorità numerica per il doppio giallo ad Agnelli nella ripresa. Satanelli ancora penultimi ma a quota otto e con la certezza che a breve gli saranno restituiti uno o due punti dalla pesante penalizzazione.

5Pescara, Livorno, Verona, Spezia

Il Pescara non va oltre il pari casalingo con l’Ascoli e perde l’occasione di ritornare in vetta. Abruzzesi secondi con ventitre punti, a due lunghezze dal Palermo capolista. Un buon Livorno, penalizzato dal sig. Baroni che gli nega un rigore solare, impatta in casa per zero a zero con il Cittadella e rimane sempre più solo in fondo alla classifica con sei punti. Un brutto Verona,  a tratti dominato in casa dal Palermo, riesce grazie al bel gol di Di Carmine a riagguantare un prezioso pari che, comunque, non impedisce agli scaligeri di scivolare al settimo posto con diciannove punti. Lo Spezia manca la grande occasione di rientrare in zona nobile facendosi imporre lo zero a zero in casa dal Foggia. Liguri noni col Perugia a quota diciassette.

Inferno

4Cremonese, Perugia

La Cremonese resiste per più di un’ora al Lecce ma è costretta ad arrendersi nella ripresa alle reti di Falco e La Mantia che costringono i lombardi a tornare a mani vuote dal Salento. Cremonese  dodicesima, con quindici punti, insieme al Venezia. Il Perugia torna ancora a mani vuote da una trasferta, stavolta Benevento, contro le grandi del campionato. I grifoni non hanno demeritato ma la solita difesa ballerina condanna alla sconfitta la squadra di Nesta, in dieci nell’ultimo quarto d’ora per un rosso troppo severo a Falasco, che con diciassette punti scende al decimo posto per la peggior differenza reti nei confronti dello Spezia.                                                                                                           

3 Enrico Alfonso

La papera del portiere del Brescia sul secondo gol dei lagunari condanna le rondinelle alla sconfitta di misura contro il Venezia. Un infortunio, quello dell’estremo difensore del Brescia, che fa scivolare le rondinelle all’ottavo posto, sempre a quota diciannove.

2Padova

Il Padova si rimangia subito il bonus guadagnato con la vittoria di Ascoli perdendo in casa con il Carpi uno dei tanti scontri diretti per la salvezza a causa di un altro grossolano errore di uno dei suoi portieri, stavolta Perisan. Brutto esordio casalingo per mister Foscarini che vede la sua squadra sempre pericolosamente ferma al quintultimo posto con undici punti.

1Crotone

Il tonfo casalingo nel derby casalingo del “Monday Night” aggrava la posizione del Crotone, ora sestultimo da solo a quota dodici, con una sola lunghezza di margine sulla zona playoff. La “cura Oddo” non sta dando i frutti sperati e il ruolino di marcia del tecnico pescarese, un solo punto racimolato tra le due gare interne con Carpi e Cosenza e la trasferta di Perugia, è addirittura peggiore di quello del suo predecessore Stroppa. Grande delusione!

0 Vicenda fallimento Palermo

“La sentenza che nella stagione scorsa evitò il fallimento del Palermo sarebbe stata pilotata grazie ad uno scambio di favori”. Questa l’ipotesi della Procura di Caltanissetta che ha sospeso per un anno il giudice fallimentare Sidoti e l’ex presidente del Palermo Giammarva, con la Guardia di Finanza piombata negli Uffici del Tribunale fallimentare del capoluogo siciliano. Ci mancava solo questa brutta storia, qualora venisse confermata, a gettare ulteriori ombre su questo zoppo campionato di B di questa stagione, già martoriato nei tre mesi precedenti da ricorsi e controricorsi sul format a 19! 

Dan.Te.