Nel Paradiso della B c’è Coda, Grosso all’Inferno

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Nel Paradiso della B c’è Coda, Grosso all’Inferno. L’attaccante del Benevento sigla una fantastica tripletta e spedisce il Verona nel posto più basso della nostra rubrica

Paradiso, Purgatorio ed Inferno di Dan.Te.

Paradiso

10 – Massimo Coda

Coda uno, Coda due, Coda tre, la tripletta è servita. E con i tre gol del suo centravanti, arrivato a quota diciotto nella classifica marcatori, secondo con Mancuso dietro solo a Re Donnarumma, il Benevento sbanca il “Bentegodi” e accorcia sul Palermo, terzo, confermandosi saldamente al quarto posto della graduatoria con cinquantatre punti. Il forte attaccante campano sta probabilmente attraversando l’annata migliore della sua carriera. Implacabile!

9 – Lecce e Cremonese

Successo di misura importantissimo del Lecce sul terreno del Perugia. I salentini approfittano del contemporaneo pareggio casalingo del Palermo per portarsi a più tre dai siciliani, annullando l’handicap della giornata di riposo che devono ancora osservare al penultimo turno. Al “Curi” ancora in gol bomber La Mantia, imitato dall’ex dell’incontro, Falco. Lecce secondo con sessanta punti in attesa dell’assalto alla capolista Brescia nella gara di domenica sera al “Via del Mare”. La Cremonese non si ferma più. Da quando è rientrato dall’infortunio il gioiellino Castrovilli la squadra di Rastelli ha inanellato una striscia positiva di quattro vittorie e tre pareggi nelle ultime sette gare, l’ultima delle quali, quella di Cittadella, vinta alla grande con un formidabile tre a uno che consente alla Cremonese di tornare a sperare nel preliminare, distante adesso solo tre lunghezze dal suo dodicesimo posto a quota quarantadue.

8 – Ernesto Torregrossa

La capolista strapazza la Salernitana al “Rigamonti”, sale a quota sessantare portando il vantaggio sulla terza, il Palermo, a sei punti ed è ad un passo dalla promozione nella massima serie. Il tre a zero sui campani è impreziosito dal gol capolavoro di Ernesto Torregrossa, giunto a quota dodici reti, forse il più bello dell’intera annata della cadetteria. Insieme a bomber Donnarumma forma una coppia d’attacco micidiale.

7 – Cosenza, Ascoli e Padova

Vittorie casalinghe di misura, sudatissime, per il Cosenza e l’Ascoli, rispettivamente contro lo Spezia e il Venezia. Le due compagini raggiungono quota quarantadue insieme alla Cremonese, avvicinandosi alla griglia playoff. La classifica avulsa premia al momento l’Ascoli decimo, davanti al Cosenza, undicesimo e alla Cremonese, dodicesima. Mezza impresa del quasi retrocesso Padova che va a cogliere un punto meritato sul campo del Palermo, con i veneti che hanno perfino sbagliato il rigore della possibile vittoria. Padova, però, sempre in fondo alla classifica con ventisei punti insieme al Carpi, che relega la squadra di mister Centurioni all’ultimo posto per gli scontri diretti.

Purgatorio

6 – Livorno

Il Livorno, sotto di due gol all’intervallo, riesce miracolosamente a pareggiare nella ripresa lo scontro diretto di Foggia, mancando, però, clamorosamente il colpaccio fallendo un rigore allo scadere con Giannetti. La formazione di mister Breda interrompe la striscia negativa di quattro sconfitte consecutive e, con il punto conquistato allo “Zaccheria”, si mantiene al quartultimo posto proprio grazie ai migliori scontri diretti nei confronti dei satanelli, anche loro a quota trentuno.

5 – Foggia, Carpi e Pescara

Incredibile Foggia. In vantaggio di due gol si fa recuperare in casa dal Livorno, getta alle ortiche il rigore del possibile successo a pochi minuti dal termine e, all’ultimo secondo, viene salvato dal proprio portiere Leali che para un rigore a Giannetti. Carpi e Pescara si dividono la posta al “Cabassi”. Un punto che serve a poco agli emiliani, penultimi con ventisei punti solo grazie agli scontri diretti migliori col coinquilino Padova ma anche ai pescaresi che approfittano solo parzialmente delle sconfitte di tutte le dirette concorrenti al loro quinto posto a quota cinquanta.

Inferno

4 – Palermo e Spezia

Clamoroso al “Barbera”. Il Palermo si fa bloccare sul pari dal fanalino di coda Padova rischiando anche la sconfitta, perde due punti fondamentali rispetto al Lecce secondo e il Direttore Generale Rino Foschi decide di esonerare il tecnico Roberto Stellone a sole quattro giornate dalla fine, col Palermo terzo a quota cinquantasette ma potenzialmente secondo con il Lecce, visto che i salentini, che lo sopravanzano di tre lunghezze, devono ancora riposare. A sostituire Stellone sulla panchina rosanero dovrebbe essere Delio Rossi. Lo Spezia cede di misura a Cosenza, probabilmente a causa dell’inferiorità numerica provocata dall’espulsione di Mora nel primo tempo in occasione del rigore, poi parato poi da Lamanna a Tutino. Liguri, comunque, sempre settimi con quarantasei punti.

3 – Venezia e Salernitana

Il Venezia perde uno a zero ad Ascoli e non approfitta del turno di riposo del Crotone, per poterlo quantomeno agganciare al sestultimo posto. La squadra di Serse Cosmi rimane quintultima con trentatre punti. La Salernitana rimedia un pesante tre a zero in casa della capolista Brescia e resta ferma a quota trentotto, al quattordicesimo posto, molto vicina alla salvezza ma anche irrimediabilmente fuori dalla zona nobile.

2 – Perugia

Ancora una sconfitta casalinga per il Perugia, la settima stagionale, record assoluto nella storia moderna della società, addirittura la sesta nel girone di ritorno. A passare al “Curi” stavolta è il Lecce che approfitta dei soliti errori difensivi dei grifoni e della scarsa prolificità degli attaccanti biancorossi anche di fronte ad una difesa, quella salentina, priva di ben sei pedine tra titolari e riserve. Il Perugia resta nono per la peggior differenza reti nei confronti del Cittadella che, con gli umbri, condivide quota quarantacinque.

1 – Cittadella

Brutta sconfitta casalinga del Cittadella, meritatamente battuto dalla Cremonese per tre a uno. La formazione di mister Venturato, che aveva una delle difese meno battute del torneo, ha subito nelle ultime due gare ben sette gol. Un passivo parziale allarmante che potrebbe pregiudicare la qualificazione al preliminare, al momento ancora salva grazie al risicato ottavo posto per la migliore differenza reti nei confronti del coinquilino Perugia a quota quarantacinque.

0 – Verona

Tonfo del Verona che rimedia un umiliante tre a zero a domicilio dallo scatenato Benevento nell’importantissimo scontro diretto del “Bentegodi”. La formazione di mister Grosso, che, comunque, incassa ancora la fiducia del presidente Setti, non vince da ben sei gare, dal due a uuo di Perugia di un mese e mezzo fa e scivola pericolosamente al sesto posto con i suoi quarantotto punti, posizione assolutamente deludente alla luce degli ambiziosi obiettivi dichiarati dalla società scaligera fin dall’inizio della stagione.

Dan.Te.