Nesta: non è tradimento, ma la probabile scelta di un progetto

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Nesta: non è tradimento, ma la probabile scelta di un progetto. L'ex tecnico del Grifo si è accasato al Frosinone. Quali le reali motivazioni dietro a questa decisione?

Nesta: non è tradimento, ma la probabile scelta di un progetto. L’ex tecnico del Grifo si è accasato sempre in B ma al Frosinone. Quali le reali motivazioni dietro a questa decisione?

Alessandro Nesta al Frosinone. E la notizia in se potrebbe non toccare più l’ambiente perugino.

Ma se Cristian Bucchi aveva lasciato il Grifo perchè corteggiato dalle sirene della A (Sassuolo), l’ex difensore di Milan e Lazio ha scelto un’altra piazza di cadetteria per ripartire dopo una stagione in cui è riuscito comunque a farsi apprezzare. Perchè?

Fughiamo prima di tutto qualsiasi dubbio dei più maligni: Nesta, al momento della scelta di non proseguire il proprio rapporto col Perugia, non aveva alcun accordo col Frosinone o altre società.

Il tecnico romano si è trincerato dietro al silenzio riguardo i reali motivi del suo addio al capoluogo umbro dopo il preliminare play-off col Verona.

Scartata l’ipotesi delle questioni familiari e considerando il fatto che non se ne è andato sbattendo la porta, rimane una sola risposta possibile: Nesta non avrebbe ricevuto quelle garanzie tecniche necessarie per dare il via almeno ad un accenno di programmazione in vista di quello che dovrebbe essere “l’anno 1”.

Cosa che invece evidentemente avrebbe trovato in Ciociaria attraverso i colloqui con il presidente gialloblù Maurizio Stirpe.

Probabilmente Nesta, da navigato uomo di calcio, aveva capito in anticipo che al Grifo avrebbe dovuto affrontare con gran probabilità l’ennesima rivoluzione estiva, con i migliori dell’ultimo anno ai saluti, una o due plusvalenze da digerire e tanto da ricostruire, appoggiandosi maggiormente su giovani atleti animati da buone intenzioni che su gente esperta della categoria.

A Frosinone invece l’impianto della squadra è già ben delineato, anche se serviranno degli accorgimenti per dare all’ex Campione del Mondo una rosa adatta al suo 4-3-1-2 “palla a terra”.

In sostanza l’ex tecnico biancorosso avrebbe preferito la continuità di un progetto tecnico sempre ambizioso all’ennesima mezza rivoluzione di un club che, per come continua ad operare, per ora non riesce ad avere una portata maggiore rispetto ad una qualsiasi squadra di media Serie B.

E così non è semplice tenere a bada le legittime ambizioni di una tifoseria che, visti i trascorsi, sogna di poter pensare più in grande.

I proclami di massima serie e gli appelli all’unione difficilmente hanno l’effetto sperato se poi ogni stagione il film si ripete con interpreti diversi ma stesso copione.

Perchè, è bene ricordarlo, “quando sei trasparente, sei inattaccabile”.

Nicolò Brillo