Ora basta! Qualcuno si assuma seriamente le responsabilità …

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Perugia: deferiti Santopadre e Goretti. Sotto la lente d'ingrandimento del procuratore federale le cessioni all'Atalanta di Gianluca Mancini e Alessandro Santopadre

Ora basta! Qualcuno si assuma seriamente le responsabilità. Il tracollo del Perugia in campionato pone la società di fronte ad un bivio: investire o vendere?

Ora basta! Il tracollo casalingo del Perugia contro l’Empoli chiude malamente il peggior girone d’andata del Perugia degli ultimi dodici anni della sua storia, riproponendo seri e preoccupanti interrogativi sul futuro di questo campionato e non solo. La misura è probabilmente colma e i numeri impietosi pongono Breda, Goretti e soprattutto Santopadre di fronte alle proprie responsabilità.

Una squadra che si presentava ai nastri di partenza tra gli strombazzamenti della società, con Santopadre che parlava in estate di voler migliorare il quarto posto dello scorso anno e con Goretti che al termine della campagna acquisti estiva definiva l’organico a disposizione il migliore da quando lui è il Responsabile dell’Area Tecnica.

Ed invece al giro di boa questo gruppo si ritrova con soli ventiquattro punti nel carniere, fortemente impelagato nella lotta per evitare i play-out, la cui zona è appena un punto sotto mentre la zona retrocessione diretta è solo tre lunghezze dietro e senza il miracoloso “rigorino” dell’ultimo minuto nel derby del “Liberati” con l’Unicusano Ternana sarebbe stata realtà concreta.

Trentasei gol subiti in ventuno partite da una difesa imbarazzante, mal protetta da un centrocampo nettamente al di sotto delle aspettative, sesta difesa più perforata del campionato ad una sola rete, tanto per rendere l’idea, da quella del Pescara di Zeman. L’unica nota positiva riguarda il reparto offensivo, trascinato dal fantastico Di Carmine, autore di ben dodici gol, dei quali solo due su calcio di rigore.

A questi numeri vanno doverosamente aggiunti quelli dei due allenatori scelti da Santopadre. Quelli del debuttante tecnico Giunti, esonerato dopo undici gare contrastanti, ottime le prime sei, assolutamente negative le altre cinque, che ha chiuso la sua avventura perugina con i tredici punti conquistati, tutti nelle prime sei gare, con una media di 1,18 punto a partita.

Incredibilmente peggiori quelli del subentrante Roberto Breda, tecnico più esperto ma dal curriculum assolutamente modesto, che in dieci gare ha realizzato undici punti, media di 1,1 a partita, con una andamento più lineare, ma nella mediocrità, del suo predecessore.

Con i suoi continui cambi di formazione e il quattro-quattro-due proposto nelle ultime gare ha oltretutto emarginato i migliori giocatori del Grifo sul piano del rendimento, Bandinelli, Colombatto ed Han.

E proprio i numeri di Breda, uniti a quelli di Giunti, inchiodano la società alle sue grandi responsabilità:

1) Perchè si è fatto passare come forte un organico ancora una volta monco, vista l’assenza di un terzino sinistro di ruolo e con giocatori, Rosati, Del Prete, che non offrivano garanzie, sul piano tecnico il portiere, su quello fisico il difensore?

2) Perchè in estate, pur nutrendo grandi ambizioni, si è ancora una volta affidata la panchina ad un allenatore esordiente che, dopo un’ottima partenza, con un piacevolissimo gioco mostrato, alle prime difficoltà non ha avuto l’esperienza necessaria per gestire una situazione complicatasi sempre di più col passare delle giornate?

3) Perchè si è colpevolmente scelto un tecnico come Breda, bravissima persona, forse anche troppo, sul piano umano ma dal curriculum modesto, quando tutta la piazza si aspettava il ritorno del tecnico perugino Serse Cosmi, libero e disponibilissimo a tornare sulla panchina biancorossa?

4) Perchè si continua ancora ad insistere, dopo molti anni, sulla coppia di Direttori Goretti-Pizzimenti, contestati platealmente dalla Curva Nord al termine della gara di ieri sera?

Responsabilità che pesano come macigni sull’andamento del campionato ma anche sul vistoso calo di presenze al “Curi”, favorito dal gioco scadente espresso con Breda ma anche dalla frattura tra società e gruppi della Curva, argomenti che ci ripromettiamo di approfondire nei prossimi giorni.

Santopadre, arrivato al più alto momento di impopolarità della sua esperienza presidenziale, è a questo punto di fronte ad un bivio.

Cambiare totalmente registro ad iniziare dall’imminente mercato di riparazione, ingaggiando finalmente un allenatore esperto (purtroppo Serse Cosmi non è più disponibile essendo andato ad Ascoli dove, chiaramente, sta facendo bene ma, ad esempio, Roberto Stellone è ancora libero) mettendogli a disposizione rinforzi mirati investendo oculatamente quelle notevoli plusvalenze realizzate con le cessioni di Di Chiara, Zeblì,  Drole e Mancini, spese in estate solo in minima parte per l’acquisto di un solo giocatore, Bianco, rivelatosi tra l’altro, una mezza delusione, oltre alla fondamentale conferma del richiestissimo Di Carmine.

L’alternativa potrebbe  essere quella di passare la mano, cercando di cedere la società ad un equo prezzo di mercato a persone serie che siano in grado di proseguire quanto di buono fatto da Santopadre in questi anni, sia sul piano sportivo, anche se infarcito da molti errori, ma soprattutto sul piano economico, dove gli va giustamente riconosciuto di aver sempre mantenuto i conti a posto.

Danilo Tedeschini