Ora tocca anche a noi tifosi

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Ora tocca anche a noi tifosi. La campagna acquisti del Grifo si è chiusa con i

Ora tocca anche a noi tifosi. La campagna acquisti del Grifo si è chiusa con i “fuochi d’artificio”, ma adesso la squadra merita tutto l’affetto della città

Con il Grifo a pieni punti dopo la seconda giornata, si è chiuso anche il calciomercato estivo biancorosso.

E si è chiuso con i fuochi d’artificio.

Già s’era capito dall’inizio che quest’anno il trend sarebbe stato diverso dalle altre stagioni, con i “colpi” di Iemmello ed Angella, i ritorni di Di Chiara e Bonaiuto ed altri arrivi di spessore (Nzita, Fernandes, Capone, ecc.).

Ma il meglio è stato lasciato – come di consueto – in fondo.

Le ultime ore di mercato hanno visto approdare a Pian di Massiano il regista croato Andrija Balic e il mediano valdostano Hans Nicolussi Caviglia: due talentuosissimi giovani mandati a Perugia per “farsi le ossa”.

Ma soprattutto il colpo di mercato che ha infiammato tutti noi tifosi è stato il ritorno in biancorosso di Diego Falcinelli.

Uno degli attaccanti più forti visti al Curi negli ultimi anni.

Ma soprattutto un “frego” di Perugia che, prima di calcare da professionista il terreno di gioco del Curi, frequentava la Curva Nord.

Per la prima volta dal 2014 la gestione del mercato del Perugia ha dato l’impressione di avere la priorità di “fare” la squadra ed accontentare – per quanto possibile – il tecnico, piuttosto che equilibrare le entrate con le uscite.

Subordinando le prime alle seconde.

Il che può avere diversi significati.

Innanzitutto mi pare che Roberto Goretti – il quale disse che dopo lo “anno zero” (la stagione scorsa) ci sarebbe dovuto essere lo “anno uno” – sia stato ascoltato e dotato dei mezzi economici.

L’attuale rosa biancorossa, infatti – quantomeno sulla carta – è indubbiamente da “anno uno”.

In secondo luogo se c’è qualcuno che ancora pensa che non sia intenzione del Presidente Santopadre tentare a tutti i costi la promozione in A mi pare che il mercato abbia fugato i dubbi dei pochi scettici che rimanevano legati a quell’idea balzana.

Abbiamo, infatti, ogni ruolo coperto da almeno due giocatori.

Una difesa che – come abbiamo potuto vedere nelle prime due gare – finalmente degna di questo nome.

Forti giocatori di ruolo sulle fasce.

Un centrocampo di grande quantità e qualità, che si può adattare a diversi moduli.

Un attacco che si può tranquillamente definire per la B “stellare”, con Iemmello, Falcinelli e Melchiorri.

Una tra le migliori 3 rose di questa B.

E finalmente in panchina un ottimo tecnico d’esperienza, come Oddo e non il “solito” esordiente.

È lapalissiano che non siamo già in A (sto facendo tutti i possibili scongiuri, mentre scrivo) ed è altrettanto lapalissiano che la promozione non si conquista sulla carta, solo con un’ottima rosa.

Se così fosse, infatti, già saremmo nella massima serie dalla stagione 2017-18, con quell’ottima rosa che partì a razzo, salvo poi perdersi improvvisamente, finendo la stagione con l’indecorosa partita di Venezia.

In serie A, invece, ci si va quando una rosa diventa una Squadra.

E giocando tutte e 42 le partite (non solo le prime 2), conquistandosi ogni punto con costanza, sacrificio, tenacia, dedizione e capacità di soffrire, cercando di non lasciare nulla per strada.

In terzo luogo, nemmeno noi tifosi abbiamo più alibi.

Il sottoscritto fa parte di quella minoranza che sottoscrive l’abbonamento a “scatola chiusa”, quando ancora non si sa che squadra verrà costruita e che annata si prospetta.

Tanti altri sono come me.

Questo è vero amore, quello incondizionato.

Ma io non sono di quelli che impongono come debba essere il VERO tifoso.

E chi non è come me non è tifoso.

Per me va bene anche il tifoso “scettico”, quello che attende come sarà la rosa ed addirittura, come va la squadra le prime gare, prima di venire allo stadio.

L’importante, però, è che venga!

Perché il Grifo si merita di sentire l’affetto di tutta la città e non solo dei soliti.

E allora facciamo questo campionato tutti insieme e spingiamo il Perugia, come vada, vada!

Concludo questa mia disamina con un grazie sincero a due ragazzi che hanno lasciato Pian di Massiano.

Raffaele Bianco, uno dei pochi ad aver tenuto la “barra dritta” in quella sciagurata stagione di due anni fa ed il Capitano dello “anno zero” a far da chioccia a tutti quei ragazzi, nella stagione scorsa.

Le belle parole che ha avuto nel salutare la squadra e la città, sono sintomatiche dell’alto spessore dell’Uomo, a cui auguriamo ogni bene.

Quanto a Marchino Moscati, purtroppo il gradito ritorno al Grifo dell’eroe del 4 maggio 2014 non è stato fortunato, come la prima volta.

Marchino non è riuscito ad esprimersi come – sono sicuro – lui voleva e come tutti noi speravamo, finendo piano, piano, fuori dal progetto biancorosso.

Ed ha fatto male vedere un vero Grifone come lui, non riuscire ad esprimersi al meglio, per poterlo acclamare al Curi.

Auguriamo anche a lui ogni bene.

In ogni caso questa sarà sempre casa sua ed avrà sempre un posto speciale nei nostri cuori.

Avv. Gian Luca Laurenzi