Partita nervosa e difficile per Di Martino di Teramo

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Partita nervosa e difficile per Di Martino di Teramo. Discreta la prestazione dell’arbitro abruzzese in una gara resa complessa dagli episodi

La partita:

I lagunari reduci da due sconfitte di fila, si sono trovati davanti il peggior Perugia della stagione, e senza entusiasmare sul piano del gioco la squadra di Dionisi sfruttando l’unica vera occasione da rete nell’arco dei 90 minuti più recupero ha espugnato il “Renato Curi”. Come anticipato nel titolo la partita per la quaterna arbitrale, designata da Morganti, è stata complessa sia dagli episodi sia da un nervosismo latente che ha coinvolto le due squadre. L’episodio che, comunque, ha dato fuoco alle polveri è stato certamente l’entrata con il piede a martello di Nzita, al 21’ del primo tempo, da cui è scaturita la conseguente ammonizione, l’espulsione per proteste di un componente della panchina del Venezia, il gol dalla punizione successiva e l’ammonizione di Falasco per proteste sulla rete. Da quel momento in poi il buon Di Martino ha dovuto utilizzare tutte le sue capacità per tenere in pugno una partita che rischiava di sfuggire. Direi che lo ha fatto abbastanza bene.

La prestazione:

La performance del direttore di gara teramano è da ritenersi positiva anche se non eccellente. Positiva perché tutto sommato ha avuto la freddezza e la bravura di prendere le giuste decisioni sugli episodi che potevano condizionare la partita. Non eccellente, a parer mio, in quanto da un arbitro come lui (con il Presidente AIA Nicchi in tribuna ad osservarlo) mi sarei aspettato di più a livello di personalità. Per personalità, senza scendere troppo nel dettaglio, intendo il riuscire a evitare qualche cartellino giallo con qualche richiamo verbale in più. Non brillantissima la prova dei due assistenti Vincenzo Soricaro di Palermo e Domenico Palermo di Bari, in quanto sia il primo che il secondo hanno commesso un errore di valutazione sul fuorigioco a testa.

Analisi episodi:

Utilizzeremo questo spazio per analizzare 2 episodi certamente importanti per la partita. Il primo è l’entrata, al 21’ minuto del primo tempo, di Nzita con il piede a martello.

Di Martino ha deciso per il colore giallo e ci può anche stare. Attenzione, però, non ci sarebbe da stupirsi per niente che un altro arbitro potesse usare il rosso in quanto è un tipo di entrata (senza senso a centrocampo) che rischia di ledere in modo concreto l’integrità fisica dell’avversario.

Il secondo episodio è l’intervento aereo di Rosi all’altezza della testa di Maleh.

In questo caso l’arbitro di Teramo non ha avuto dubbio estraendo subito il rosso. Senza dubbio giusta la decisione in quanto, ricollegandomi al discorso precedente, indipendentemente dalla volontarietà o meno si rischia di compromettere la salute del Maleh di turno.

Luca Fiorucci