Perugia: “Un briciolo di volontà pesa più di un quintale di giudizio”

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Perugia: “Un briciolo di volontà pesa più di un quintale di giudizio”. Una della frasi più celebri di Arthur Shopenhauer sembra calzare a pennello per descrivere il momento dei grifoni

Arthur Shopenhauer, uno dei più importanti filosofi dell”800, affermava che “un briciolo di volontà pesa più di un quintale di giudizio”. E di briciole di volontà il Perugia nella partita casalinga contro il Crotone ne ha messe in mostra moltissime, sopperendo al poco giudizio mostrato in alcuni frangenti ripetendo colpevolmente i soliti errori, in attacco e, soprattutto, in difesa, che potevano pregiudicare la sofferta vittoria contro i calabresi, la terza consecutiva dei grifoni, che lancia finalmente il Perugia nella zona nobile del campionato (in quale posizione lo sapremo solo domenica sera, al termine del dodicesimo turno di campionato).

Un Perugia dai due volti, quello convincente, a tratti anche elegante del primo tempo, anche se con qualche sbavatura in difesa e quello timoroso della ripresa, che ha subito di più la pressione della formazione calabrese, squadra tecnicamente valida anche se lenta e prevedibile, ma che proprio con la forza di volontà è riuscito a venire a capo di un incontro la cui preziosissima vittoria stava per sfuggirgli di mano.

Ci ha pensato il tanto criticato Gabriel a togliere le castagne dal fuoco ai compagni di squadra con un paio di ottimi interventi, il primo su Firenze nel primo tempo e il secondo su Simy allo scadere, determinati dai soliti errori difensivi, gravissimo quello di Mazzocchi nella seconda, decisiva parata del portiere brasiliano.

E ci ha pensato anche la poca scaltrezza degli attaccanti del Crotone nel non approfittare dei consueti errori della difesa, protagonista nella ripresa di alcuni strafalcioni che potevano costare caro, puerile fallo da rigore di Gyomber del momentaneo pari compreso. In attacco poi le due occasioni per chiudere la contesa, sciupate nel finale da Melchiorri e Dragomir, anche per la bravura del portiere avversario, potevano costare care. Ma come accennato la volontà di vittoria non è mai venuta meno nella ripresa e anche grazie ad un pizzico di fortuna per il clamoroso autogol che ha deciso la gara, questa volontà ha avuto il meritato premio. Sarebbe stato un peccato non portare a casa il successo dopo il bel primo tempo disputato dai grifoni, con un Verre in grande spolvero, che ha confermato di trovarsi a meraviglia nel ruolo di trequartista, supportato da un Kingsley onnipresente che, giornata dopo giornata, sta dimostrando di essere diventato una pedina fondamentale ed irrinunciabile nel centrocampo biancorosso, l’emblema della forza di volontà espressa della squadra nella ripresa quando la sofferenza era tangibile.

Serata non all’altezza dei suoi precedenti, invece, per Vido mentre Melchiorri è stato come al solito generosissimo anche se poco concreto in fase conclusiva. Ancora insufficienti le prestazioni dei terzini, in particolare di Mazzocchi, con Falasco che ha comunque il merito di aver calciato bene la punizione dalla quale è scaturita la decisiva autorete di Simy. Di Gabriel abbiamo già parlato e aggiungiamo solo che la sua bella prestazione zittisce la bocca ai supercritici delle ultime partite. Finito il ciclo di partite con squadre che stazionano al di sotto della classifica non eccelsa, fino a ieri sera, dei grifoni, inizia il ciclo terribile del campionato che vedrà il Perugia affrontare consecutivamente cinque squadre che occupano stabilmente le posizioni migliori.

Si comincerà dopo la sosta con la trasferta di Benevento, per proseguire con la gara casalinga contro il Pescara, per andare poi a Lecce, ricevere lo Spezia e andare a far visita al Cittadella all’antivigilia di Natale. A queste impegnative gare aggiungeremmo anche quella successiva col Foggia al”Curi”, formazione, quella di Grassadonia, che senza la forte penalizzazione aveva totalizzato, almeno fino a ieri, più punti dei grifoni.

Proprio dal numero di punti che il Perugia riuscirà a conquistare in questo miniciclo di sei gare si potrà sapere a che tipo di campionato potrà aspirare la formazione di Nesta e, nel caso fossero dai dieci, undici punti in su, puntare ad un posto nei playoff non sarebbe un’utopia. Ma per riuscirci occorrerà assolutamente evitare il ripetersi degli errori difensivi perchè, con squadre di questo calibro che non ti perdonano al minimo errore, come già accaduto a Verona e a Salerno, si rischierebbe di rimanere con un pugno di mosche in mano pur giocando buone gare.

Danilo Tedeschini