Record di sconfitte al ‘Curi’ e quei ‘cento passi’ dal PalaBarton …

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Record di sconfitte al ‘Curi e quei ‘cento passi’ dal PalaBarton. Quella contro il Lecce ha segnato il peggior score di sempre del Grifo tra le mura amiche. Sir e Perugia, così vicine, così lontane …

“I cento passi” è il titolo del bellissimo film di Marco Tullio Gordana che racconta la storia di Peppino Impastato, giornalista assassinato quarantanni fa.

E cento passi sono invece quelli che a Pian di Massiano attualmente separano nello sport il bello delle vittorie dal brutto delle sconfitte, il “PalaBarton” dal “Renato Curi”, scenari, nella serata di ieri, di due importanti partite di pallavolo e di calcio, terminate con esiti diametralmente opposti.

Il “PalaBarton” è il tempio del volley perugino, dove ieri sera la Sir Perugia ha conquistato, con un’epica rimonta, un’importantissima vittoria contro Modena, fondamentale per sperare nell’ennesima finale scudetto e dove, in questi ultimi anni si sono consumati i successi a ripetizione che hanno portato la società del Presidente Sirci, partendo dalla Serie B1, a conquistare un fantastico ‘triplete’ nella scossa stagione.

Il “Renato “Curi”, è invece il tempio storico del calcio, uno stadio che ha visto il Perugia disputare con grande onore la Serie A per ben tredici campionati e conquistare, per primo in Italia, un incredibile record di imbattibilità, disputare con onore, in campo Europeo, due Coppe Uefa e vincere con grande merito un Trofeo Intertoto.

Il “fortino” del Perugia, come a ragione veniva considerato dai tifosi del Grifo, ieri sera, due ore dopo il trionfo della Sir, è stato violato, nello specifico dal Lecce, per la settima volta in questa stagione, con la squadra di Santopadre e Nesta che, con appunto sette sconfitte casalinghe nello stesso campionato, stabilisce il nuovo record negativo assoluto del Perugia dell’era moderna, cancellando il precedente di sei che apparteneva in condominio al Perugia dello stesso Santopadre, di Giunti e Breda della scorsa stagione (Nesta guidò il Grifo in due trasferte) e a quello della stagione 2007-2008 di Silvestrini, Cuccureddu e Matrecano.

Un totale sconcertante di ben tredici sconfitte interne in trentassette partite nelle due ultime stagioni che, tra l’altro, devono ancora completarsi, sono un record avvilente che gli sportivi perugini non meritano e che ha trasformato il “fortino Curi” in facile terra di conquista.

La sconfitta col Lecce, tra l’altro la sesta del girone di ritorno, altro record negativo assoluto, è maturata con i soliti clichè, gli errori difensivi e di finalizzazione, figli, lo ripetiamo ormai da quasi un anno, delle carenze strutturali iniziali della rosa di questa squadra, rimasti inalterati dopo il mercato di riparazione.

Il buon Nesta ha poche colpe, costretto com’è, dopo ben trentaquattro partite, a mandare in campo una squadra senza un terzino sinistro all’altezza, con un terzino destro arrivato in ritardo da svincolato e dal rendimento assolutamente deludente e, quel che più conta, senza uno stoccatore.

Per migliorare la rosa del Perugia non occorrevano certamente i grandi investimenti che, a cento passi dal “Curi” sono stati fatti del Presidente Sirci che, portando a Perugia i migliori giocatori del mondo, Leon e Atanasievic e un tecnico formidabile come “Lollo” Bernardi”, hanno dato il la ai trionfi in serie della Sir Safety.

Al Perugia Calcio, in questo modestissimo campionato nel quale il Grifo, nonostante tutto, grazie ai continui passi falsi delle dirette concorrenti, ha ancora le possibilità per arrivare al preliminare da settimo od ottavo, anche se con tutti gli svantaggi determinati dalla posizione, per aggiustare la rosa e puntare alle posizioni più importanti dei playoff, accessibilisssimi in questa stagione, sarebbe bastato mettere a disposizione di Nesta, anche a Gennaio, DUE TERZINI, destro e sinistro PRONTI, anche provenienti dalla C, e UNO STOCCATORE D’AREA, un Moncini, tanto per fare un nome, perchè anche ieri sera il Perugia, pur non demeritando sul piano del gioco, oltre a commettere le solite gravi ingenuità difensive non ha saputo approfittare di una difesa del Lecce priva di ben tre titolari su quattro e di altrettante riserve, a dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, della scarsa abitudine al gol dei vari Sadiq, Melchiorri, Vido e Han che, sommando i loro gol, raggiungono appena quota venti.

A quattro partite dalla fine, tutte importanti e difficili per il Perugia, visto anche che la gara dell’ultima giornata con la Cremonese si è complicata perchè i grigiorossi, insieme all’Ascoli e al Cosenza, sono nuovamente piombati a sole tre lunghezze dal preliminare, arriva sabato il decisivo scontro diretto del “Picco” contro lo Spezia, formazione che precede i grifoni di una lunghezza. Se un ulteriore passo falso nel Golfo dei Poeti risulterebbe decisivo in negativo, anche un pari potrebbe non essere sufficiente a suffragare le ambizioni del Perugia che, al contrario, sarebbero, clamorosamente rilanciate da un successo pieno al “Picco”.

Danilo Tedeschini