Serse, aiutaci a capire se possiamo sognare

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Serse, aiutaci a capire se possiamo sognare. Lettera aperta a mister Cosmi del nostro Tifoso Gian Luca Laurenzi

Serse, aiutaci a capire se possiamo sognare. Lettera aperta a mister Cosmi del nostro Tifoso Gian Luca Laurenzi

Nonostante non abbia il piacere di conoscerLa personalmente, mi permetto di chiamarLa per nome, dato che abbiamo diverse cose in comune.

Siamo, infatti, entrambi “gente del Ponte”.

Io di un Ponte più a monte (Felcino), Lei più a valle (S. Giovanni).

Ma comunque siamo entrambi “uomini di fiume”.

Siamo gente rude – qualcuno dice addirittura “grezza” – e ci prendono in giro dicendoci che usiamo “l’ breccion del Tev’re come borotalco”.

Ma siamo anche gente schietta, limpida, diretta e sincera.

E soprattutto ci accomuna il Grifo che abbiamo tatuato nel cuore.

Lei, infatti, ancor prima di essere – con Mazzetti e Castagner – uno degli allenatori più vincenti della storia ultracentenaria del Grifo, è un vero tifoso del Perugia.

Potrà, quindi, immaginarsi quanto abbiamo bramato in questi anni – soprattutto nei momenti più bui – di rivederLa sulla panchina del Curi (quella verso nord…).

Di poter rivivere i fasti di quei primi anni del secondo millennio, quando le nostre furie rosse brandizzate “Galex” imperversavano, guidati da Lei – con voce roca e cap – che minacciava fratture a chi non dava l’anima in campo.

Tanto che la Sua imitazione – fatta da Crozza a “Mai dire gol” – divenne famosa in tutta Italia e ci rese orgogliosi di Lei.

E quale rimpianto sia stato vederLa sedersi, invece, sull’altra panchina: quella degli ospiti.

Lei ospite a casa Sua…

Già, perché Pian di Massiano è (e sempre sarà) casa Sua.

Io ero seduto sugli spalti del Curi proprio dietro di Lei quel maledetto 16 giugno del 2004, quando Gaucci – scenografico come sempre – scese dalla Tribuna e si mise dietro alla Sua panchina.

Personalmente dell’esito di quell’assurdo e male organizzato (dal “Palazzo”) spareggio non gliene ho mai fatto una colpa, proprio perché ero a pochi metri da Lei e mi ricordo perfettamente le Sue genuine espressioni.

La Sua sincera rabbia e – quando come tutti noi, Lei capì che eravamo “segnati” – il Suo altrettanto sincero sgomento ed, alla fine, la profonda tristezza e delusione.

Per come sono poi andate le cose l’anno successivo, abbiamo capito che anche Lei era inconsapevolmente finito in quel perverso ingranaggio che avrebbe stritolato il Grifo, condannandoci a 2 fallimenti e 10 anni di purgatorio.

Proprio per tutto questo, proprio perché Lei – ancor prima di essere un dipendente del Perugia Calcio – ne è tifoso ed ha sofferto con noi, Le chiedo di aiutarci a capire.

Noi tifosi siamo, infatti, abbastanza disorientati.

Amiamo incondizionatamente il Grifo e mai questa passione scemerà.

E siamo sinceramente grati al Presidente Santopadre per averci finalmente riportati in serie B.

Ma in queste ultime stagioni, l’entusiasmo, l’abbrivio che ha caratterizzato i primi anni della gestione Santopadre sembra essersi fermato, arenato davanti ai vari progetti incompiuti che si sono succeduti.

Per una ragione o per l’altra, ogni stagione un “vorrei, ma non posso”.

E noi lì, con l’assurda speranza che “st’altr’anno sarà quillo bono”.

Speranza indotta sicuramente dal nostro cieco amore per il Grifo, ma anche da velleitarie dichiarazioni societarie.

Una gestione societaria che se dal punto di vista dell’oculatezza economica, del “passo secondo la gamba” è del tutto encomiabile, sotto il profilo sportivo si stenta a comprendere, dando l’impressione che si “viva alla giornata”, senza un minimo di programmazione pluriennale.

Lei, caro Serse, è infatti l’ottavo allenatore del Grifo in 5 anni.

Tranne Camplone che è rimasto sulla panchina biancorossa dal novembre 2012 al giugno 2015 – e forse proprio per questo ha conquistato l’unico trofeo della gestione Santopadre: la promozione in B – da allora ogni stagione un tecnico nuovo, con nuovi schemi.

E non sto a contare, poi, tutti i giocatori che sono passati per il Curi.

Non solo tra di loro non c’è più una “bandiera”, ma non ce n’è nemmeno uno che abbia passato un po’ di tempo a Pian di Massiano.

Il tempo minimo sufficiente per assimilare lo spirito indomito del Grifo e trasmetterlo ai nuovi.

Quello spirito che ha fatto scrivere a Francesco Totti nella sua autobiografia che tutte le grandi squadre avevano timore di venire al Curi.

Come si può sperare che questo massiccio turn over in campo ed in panchina; questo ricominciare quasi da zero ogni stagione, possa mantenere l’essenza del Grifo?

Non possiamo pertanto dolerci se la squadra di quest’anno – al pari di quelle del recente passato – sembri non avere un’anima.

Quindi: ora che progetto c’è?

Arrivare a Maggio e vedere come va?

Se così fosse, cosa ci sarebbe di diverso dalle altre stagioni?

Vorremmo, inoltre, capire da Lei cosa succederà in questo mercato di gennaio.

Se verranno fatti quegli innesti di qualità, soprattutto in difesa e centrocampo, quanto mai evidenti e necessari, mantenendo intatto l’attacco: unico reparto all’altezza.

Oppure se Lei è stato chiamato solo per accontentare (tacitare?) noi tifosi e si spera che con il solo Suo “tocco magico” (quello di Trapani, Ascoli e Venezia) si riesca a far diventare – così com’è – il brutto anatroccolo in cigno.

Con il timore, poi, che – anziché innesti – vediamo invece qualche cessione eccellente…

Caro Serse, in definitiva: possiamo sognare o no?

Noi fiumaroli potremmo anche essere rozzi come ci dipingono i “cittadini”, ma – oltre alle “scarpe grosse” – abbiamo anche il “cervello fino”.

E quindi sono sicuro che anche Lei possa aver avuto il sospetto che richiamarLa proprio ora sia un vero e proprio paracadute per la Società.

Per rinnovare l’entusiasmo di una piazza che sta diventando sempre più fredda e distante.

Se poi andasse bene (come tutti ci auguriamo) sarebbe merito del Perugia Calcio che ha avuto il coraggio di chiamarLa.

Se invece andasse male (e sto facendo tutti i possibili scongiuri), le colpe saranno tutte sulle Sue spalle (e sto continuando con gli scongiuri), lasciando indenne la Società, che più di prendere Cosmi – accontentando finalmente i tifosi – cosa doveva fare?

In buona sostanza, siamo graniticamente sicuri che Lei darà tutto sé stesso per il Grifo e getterà il cuore oltre l’ostacolo.

Ma Lei ci può assicurare che lo farà anche la Società?

In ogni caso, siamo molto, molto felici del Suo ritorno.

E quindi in bocca al lupo, caro Serse: comunque vada noi saremo al Suo fianco, al fianco dei Grifoni e vi sosterremo!

Sempre forza Grifo!

Avv. Gian Luca Laurenzi