Svincolati? Chi meno spende…

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Svincolati? Chi meno spende… Da Italiano e Lanzafame a Rosi e Pavlovic: quando gli innesti a parametro zero difficilmente pagano

Venerdì sera siamo rimasti onestamente un po’ delusi nel constatare che un giocatore dell’esperienza e della caratura di Aleandro Rosi, arrivato ormai all’ottava apparizione in maglia biancorossa, non sia riuscito ancora ad andare oltre il classico compitino.

In fase di spinta l’ex Roma e Crotone si è visto poco, senza poi tralasciare qualche sbavatura quando c’è da difendere.

Nel momento in cui scriviamo possiamo tranquillamente dire che l’innesto dello svincolato Rosi, avvenuto in febbraio, fino ad ora non ha portato grossi giovamenti, tantoché l’annoso problema dei terzini continua ad attanagliare mister Nesta.

Senza poi considerare che l’altro svincolato, il terzino sinistro Pavlovic, a 5 gare dalla fine della ‘regular season’, rimane ancora ai box (nella scorsa settimana ha riscontrato anche un problema fisico).

Sia Rosi che Pavlovic hanno in comune il fatto di esser stati lontani dai campi di gioco per quasi un anno prima di arrivare al Grifo.

Ma storicamente, gli svincolati arrivati al Perugia non hanno mai portato grossi giovamenti. E alla lunga il bilancio delle loro esperienze è stato quasi sempre negativo.

Senza andare chissà quanto lontani nel tempo, nell’era Santopadre si è partiti con Vincenzo Italiano, arrivato nel marzo 2013 in Lega Pro ed utilizzato col contagocce solo nel finale di stagione da Andrea Camplone.

Si sono susseguiti poi gli arrivi di Marco Rossi e Michele Franco nell’annata successiva. Non parliamo certo di protagonisti della storica promozione conquistata il 4 maggio 2014 ai danni del Frosinone (Franco ha lasciato a fine anno, mentre Rossi è rimasto per altre due stagioni alternando prestazioni discrete ad altre molto meno incoraggianti).

Stagione 2014/2015. Arrivano Davide Lanzafame, reduce dalla squalifica per calcioscommesse, e Marco Amelia. Il primo è riuscito a far intravedere qualcosa, salvo poi rivelarsi un flop nel campionato successivo, mentre il portiere campione del mondo si è reso protagonista di una sola apparizione in quel di Latina.

Senza poi dimenticare Rodrigo Taddei, ingaggiato a parametro zero nel luglio 2014 e rivelatosi un fallimento sia sul piano tecnico che soprattutto economico.

Nell’anno successivo troviamo poi Stefano Guberti: reduce da un lungo periodo di inattività, l’esterno, in un anno e mezzo di Grifo, ha brillato solo ad intermittenza (e in poche occasioni).

Ci sarebbero anche altri esempi (magari qualcuno lo dimentichiamo pure). Da Massaudu Alhassan fino ai più recenti Paolo Dellafiore (buon giocatore ma reduce da un infortunio e infortunatosi anche col Grifo), Damiano Zanon e Alessandro Diamanti

C’è anche un’eccezione (che conferma la regola): si tratta di Gianluca Nicco, arrivato nel gennaio 2013 dopo un lungo periodo di inattività ed in grado di integrarsi subito negli schemi di mister Camplone divenendo un titolare inamovibile.

Ma più in generale possiamo dire che la storia del Perugia di Santopadre insegna che gli svincolati, nella maggior parte dei casi, non hanno quasi mai fatto le fortune del Grifo.

Confermando così lo ‘stucchevole’ ma sempre veritiero detto che “chi meno spende, più spende”.

Dunque, in questo finale di stagione, si continuerà a fare di necessità virtù. Con buona pace di mister Nesta che le ha provate quasi tutte per mascherare l’assenza di terzini di spessore (non ce ne vogliano Mazzocchi e Falasco, incriticabili sotto il profilo della professionalità e dell’impegno).

Nicolò Brillo