Un Grifo “del peso”

508
Un Grifo

Un Grifo “del peso”. Nesta, Verre ed il resto della banda fanno ricredere chi una settimana fa li aveva eccessivamente criticati. Standing ovation per i gruppi e per tutta la Nord

Che la calda domenica sarebbe stata speciale si è capito subito dalla fantasmagorica coreografia creata dai freghi della Nord.

Una coreografia già entrata nell’olimpo biancorosso, al pari del galeone e della silhouette cittadina di qualche anno fa.

Immensa gratitudine a questi ragazzi, tanti dei quali – seppur sotto D.A.Spo – si sono lo stesso spesi per renderci orgogliosi di questa stupenda Curva Nord.

Resta una punta di amaro in bocca per non aver permesso ad alcuni diffidati di entrare al Curi la mattina per mettere a punto l’organizzazione e piazzare il bandierone, nonostante avessero assicurato di allontanarsi dallo stadio ben prima di 3 ore dall’inizio della gara.

Peccato: sarebbe stato un bel segnale distensivo in una bella domenica di sport, ma dura lex sed lex.

E la commozione di chi ama il Perugia – già provocata dalla stupenda coreografia – si è rinnovata con lo striscione per il compianto Antonello Rossi, il bastiolo gran tifoso del Grifo, sempre presente in Curva, purtroppo scomparso qualche anno fa.

In ogni caso il gigantesco Grifo “sbattuto in faccia” agli ex amici – ora acerrimi rivali – di Salerno, ha fatto subito capire che non gli avremmo fatto sconti in campo ed avremmo fatto di tutto per “vendicare” la gara d’andata.

E così è stato.

Il Perugia che ci aveva fatto paventare una pericolosissima involuzione solo una settimana fa, sembra ormai un lontano ricordo.

E giù sui Social i meritatissimi elogi alla squadra ed al “Maggico” Nesta, quando solo una settimana fa, qualcuno ne chiedeva addirittura l’esonero.

E con la posizione in classifica, saldamente all’interno dei play off, a 7 punti dalla promozione diretta, si ricominciano a leggere sogni di gloria ed aspettative magniloquenti.

Ma d’altronde questo è essere tifosi.

Assorbire e vivere appieno tutte le emozioni, sia in positivo, che in negativo.

Scendere facilmente, quanto immediatamente nella depressione più nera e risalire altrettanto facilmente e velocemente nell’entusiasmo.

Esaltarsi per l’ottimo autunno del Grifo.

Deprimersi per il pessimo inverno, condito da pesanti sconfitte e prove indecorose.

E ricominciare ad esaltarsi per questo preludio di primavera – iniziato a Venezia e proseguito al Curi con la prima vittoria interna del 2019 – con la squadra tornata garibaldina e divertente.

Inutile provare a cambiarci, siamo così.

Per fortuna esistono bravi giornalisti ed altrettanto bravi tecnici che riescono a vedere le cose in un ottica più neutra ed oggettiva, mantenendo l’equilibrio.

Le ultime due vittorie, condite da altrettante ottime prove corali, ci consegnano un Perugia che non può fare a meno di alcuni elementi, su tutti Verre, il quale è l’anima di questo Grifo, nonché il raccordo tra centrocampo ed attacco.

Al di là del “solito” svarione difensivo, che ha provocato l’unico gol amaranto, tutti i Grifoni hanno offerto un’ottima prova, con Verre e Falzerano che hanno primeggiato sui pur ottimi compagni.

Anche se c’è da dire che l’azione del gol campano era viziata da un macroscopico fallo su Sadiq, non rilevato dall’arbitro Francesco Guccini.

L’omonimo del cantautore bolognese – seppur il Grifo quest’anno abbia collezionato sotto la sua direzione ben 7 punti, mai perdendo – ancora una volta ha provato a penalizzarci.

Già dall’andata vittoriosa con l’Ascoli, quando – dopo aver espulso Kingsley – cacciò anche Nesta, facendogli la “lezioncina”, giustamente mal digerita dal tecnico romano.

E dal pareggio esterno a Cittadella, quando fu molto fiscale con noi, ma molto meno con i padroni di casa, che avrebbero meritato almeno un’espulsione per il gioco durissimo.

Fino a domenica, quando – dopo non aver visto un palese fallo su Sadiq, permettendo la ripartenza che ha portato al gol di Casasola – ha espulso il Nigeriano, lasciandoci in dieci per quasi 40’.

Già… Sadiq… croce e delizia.

Se criticarlo ogni volta nei miei articoli, servisse a farlo segnare la partita successiva, lo farei senza alcun problema, fino alla fine del torneo, anche se giocasse partite impeccabili.

Domenica ha fatto cose pregevoli: un’ottima prova, valorizzata dal bellissimo gol (da posizione difficile), risultato poi decisivo per la vittoria finale, messa in sicurezza dalla terza marcatura di Han.

Ma ha anche fatto una stupidaggine da dilettante, commettendo a pochi minuti dalla prima ammonizione un altro fallo – fotocopia del primo – che gli è costato il secondo giallo, l’espulsione (lasciando dal 53mo il Grifo in 10) e la conseguente squalifica per la gara con il Verona.

Per vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, come il rigore tirato contro il Palermo l’ho voluto leggere anche come sintomo di coraggio e personalità del ragazzo.

Pure i due falli in attacco di domenica, li voglio vedere come l’impegno, la grinta del Nigeriano, di non permettere eventuali ripartenze amaranto, aiutando il centrocampo.

E se qualcuno – probabilmente anche con ragione – ne evidenzia l’inesperienza e l’ingenuità, mi permetto di ricordargli un certo Pavel Nedved (non certo un giocatore ingenuo ed inesperto…) che preso dalla furia agonistica nel 2003 commise in semifinale di Champions uno stupido, quanto inutile fallo a centrocampo contro il Real Madrid, con la Juventus tranquillamente già in finale.

Fallo che gli costò l’ammonizione, la squalifica per la finale con il Milan (sarebbe stata la prima e l’unica finale disputata dal Ceco) e – probabilmente – costò alla Juve la Champions.

Ciò significa che è facile “sparare” sentenze sui giocatori in campo, comodamente seduti nelle nostre poltrone.

Tutt’altro, invece, è scendere in campo con 10.000 o più (ma sicuramente qualcuno mi farà notare che domenica erano di meno) persone che ti urlano nelle orecchie e riuscire ad essere sempre freddo e calcolatore.

Ciò, però, non significa di aver definitivamente “sdoganato” Sadiq, ma riconoscere che il ragazzo ha delle qualità ed ha imboccato la strada giusta, avendo capito che è questo che vogliamo da lui.

Ma abbiamo ancora 11 partite da giocare, ognuna di esse una finale.

Ed ognuna di esse sarà un esame per Sadiq (e per i suoi compagni).

A cominciare già da venerdì prossimo con il Verona.

Avv. Gian Luca Laurenzi