Un Perugia così merita un seguito maggiore

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Tra i giochi di carte il poker è senza dubbio quello più appassionante e popolare e proprio il punto del poker, anche se non è il più importante del gioco, ma comunque secondo solo alla scala reale, è certamente difficile realizzarlo e, per riuscirci, mettendo in fila quattro carte dello stesso valore, occorre molta abilità e quel pizzico di fortuna che non guasta mai. E anche nel calcio è così, perché mettere insieme quattro vittorie consecutive non è proprio una rarità ma neanche una cosa di tutti i giorni. Stavolta, a riuscirci, è stato il Perugia di Bucchi che, proprio con molta abilità e quel pizzico di fortuna che non guasta mai, ha realizzato meritatamente il poker di vittorie battendo addirittura l’ex capolista Cittadella, dopo aver fatto la stessa cosa con Spal e Avellino in casa e a  Frosinone. Una vittoria, quella ottenuta contro l’ex capolista, che proprio con questa sconfitta ha perso il primato a favore della “corazzata” Verona che, per inciso, oltre ad essere molto forte, finora ha potuto godere oltremisura di alcune decisioni arbitrali favorevoli, che consente ai grifoni di salire addirittura al quarto posto della graduatoria in compagnia dell’Entella, dietro soltanto al già citato Verona, allo stesso Cittadella, che occupa il preziosissimo secondo posto solo tre punti più su, e al Carpi, prossimo avversario dei grifoni al “Curi” nel turno infrasettimanale del martedì successivo all’insidiosissima trasferta di sabato a Benevento, appena scavalcato in graduatoria da Di Carmine e compagni. Già, Samuel Di Carmine, proprio l’attaccante fiorentino è stato ancora una volta il protagonista di questo successo mettendo a segno da vero centravanti entrambi i gol che hanno steso la resistenza della squadra di Venturato che, fino ai primi minuti del secondo tempo aveva dimostrato con il gioco espresso di meritare la posizione in classifica. Proprio per questo la vittoria assume un valore molto alto visto che i veneti venivano da ben sei vittorie consecutive in trasferta, quattro quest’anno in B più due nel campionato di Lega Pro dello scorso anno vinto alla grande e non perdeva fuori casa da dodici partite. MIster Bucchi, che si sta dimostrando un sagace nocchiero di questi ragazzi, ha compito un piccolo capolavoro contro i veneti perché ben sapendo come le ripartenze fossero il loro punto di forza, dopo una folata iniziale, ha atteso i veneti, costringendoli a tenere inusualmente il pallino del gioco in mano, per poi colpirli nella ripresa quando la condizione fisica della squadra di Venturato cominciava a calare dopo il dispendioso primo tempo. D’altro canto, e qui sta il motivo del pizzico di fortuna che non guasta mai accennato all’inizio, dopo l’Avellino, presentatosi al “Curi” con ben otto assenze, anche i veneti erano in piena emergenza, soprattutto in difesa, dove sono venuti a mancare entrambi i centrali e nell’azione delle due reti di Di Carmine se ne è avuta la conferma. Ma la fortuna, si sa, aiuta gli audaci e il bravissimo Bucchi audace lo è da sempre e in questo quarto posto c’è tanta farina del suo sacco. Il tecnico ha saputo trovare la quadra in difesa con l’innesto di Monaco al fianco di Volta, a centrocampo, confermando ormai quel trio che possiamo considerare titolare, formato da Dezi, Zeblì e Brighi e preferendo Di Carmine a Bianchi al centro dell’attacco, scelta ripagata con moneta sonante, cinque gol nelle ultime tre gare, dall’attaccante toscano. Senza dimenticare le sostituzioni quasi sempre azzeccate, con Acampora e Bonaiuto che sono da considerare dei titolari aggiunti e che, quando entrano, rivitalizzano la squadra. L’unica nota negativa di questo Perugia viene dal pubblico, non quello presente al “Curi”, ma quello che manca dal “tempio” del calcio umbro. Ieri, dopo tre vittorie consecutive e considerando che al “Curi” scendeva la capolista del torneo, ci si aspettava un affluenza molto più significante degli ottomila scarsi tifosi del grifo presenti, al netto di quelli del Cittadella. Il calo, camuffato in precedenza dalle quasi tremila presenze totali dei tifosi di Ternana, Avellino, Bari e Spal, e dai soliti duemilacinquecento tifosi perugini in più che vengono solo al derby, è evidente e, se in futuro dovesse proseguire, ci auguriamo di no perché questo Perugia merita una platea ampia, proveremo ad andare alla ricerca ed eventualmente a spiegare le ragioni che possono averlo determinato.

 Danilo Tedeschini