Vincere ad Ascoli sempre un piacere, adesso ognuno faccia il suo …

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Vincere ad Ascoli sempre un piacere, adesso ognuno faccia il suo … Il successo di Ascoli rilancia il Perugia. Nesta però ha bisogno di rinforzi e la società non si deve sempre nascondere dietro l’oculatezza di gestione

Per l’ennesima volta ho sensazioni post gara del tutto contrastanti.

Da una parte la soddisfazione del tifoso, perché “bastonare” l’Ascoli, per di più al Del Duca, con una prova di gran carattere è una gioia immensa.

E soprattutto pensare che in questo torneo siamo a punteggio pieno sui Piceni, mi consola un po’ da altre delusioni patite quest’anno.

Delusioni da “vendicare” in questo girone di ritorno, ma ci penseremo al momento.

Ora dobbiamo guardare l’insieme, pensare alla nostra classifica ed alle prospettive future, più che alle singole “vendette”.

D’altra parte, però – nonostante la bellissima ed esaltante vittoria esterna – mi rimane una punta di amaro in bocca.

Innanzitutto perché abbiamo vinto con una squadra oggettivamente non irresistibile, concedendo loro tutto il primo tempo.

Sicuramente i “Picchi” sono più forti dell’andata, ma anche il Grifo non è più quell’incompiuta che era il 2 settembre 2018.

L’Ascoli visto ieri è una squadra muscolare, grintosa (a volte anche troppo), ma anche lenta, con evidenti problemi davanti e dietro.

Probabilmente tutte le preoccupazioni (anche mie) della vigilia erano legate a fattori più ambientali che tecnici, essendo il Del Duca, comunque sia, sempre un campo difficile.

Ma legate anche alle incertezze tecniche evidenziate dal Grifo nella disfatta interna con il Brescia.

In buona sostanza l’Ascoli non è riuscito a bloccare efficacemente – come il Brescia, ad esempio – il nostro gioco per le vie centrali.

Anche il “ritorno all’antico”, con di nuovo Cremonesi ad affiancare Gyomber centralmente con ElYamiq spostato sulla fascia, appare un po’ cercare di fare il gioco delle “tre carte” cercando di sfruttare al massimo quello che si ha.

Lo stesso ElYamiq che – affiancando nel finale del girone d’andata Gyomber – ci aveva fatto sperare di aver finalmente trovato la “quadratura del cerchio” in difesa, fino alla goleada di Cremona ed alla disfatta interna della scorsa settimana.

La mia punta di amaro, quindi, è la paura che incontrando prossimamente squadre più strutturate dell’Ascoli – ad iniziare dal Palermo tra 15 giorni – si possa ripetere il cliché con le Rondinelle, se non quello col Cremona.

Ma il motivo delle mie preoccupazioni non ritengo che sia la nostra guida tecnica o l’impegno dei ragazzi.

I Grifoni ci stanno mettendo il cuore ed il “Maggico” Nesta sta spremendo il massimo da quello che ha a disposizione.

Anche sabato ha indovinato le sostituzioni – su tutti il rigenerato Han – che hanno dato quel cambio di marcia sufficiente a schiantare i Piceni.

Ma Nesta – che non è per niente uno sciocco – sa bene che solo il 10% delle marcature in B vengono da azioni manovrate, mentre ben il 50% da ripartenze con non più di 4 passaggi ed il 40% da calci da fermo.

Ed i 3 gol del Grifo di sabato sono il perfetto spaccato di queste percentuali.

Se, quindi, il “Maggico” continua ostinatamente a far giocare i Grifoni con possesso di palla, “tiki-taka” e gioco manovrato, non penso che sia per presunzione sulle proprie idee, o perché non sa fare altro, o perché se ne frega delle statistiche.

Ma semplicemente perché non ha alternative: questa rosa può giocare solo così.

Ed è stato già immensamente bravo a capirlo e farsi seguire dai ragazzi in questa strada.

Sta alla Società, quindi, fornirgli alternative.

Se il ritrovato Han potrebbe tornare ad essere quello stoccatore d’area che mancava all’attacco del Grifo, ad oggi siamo ancora assolutamente carenti sulle fasce.

Mentre una valida alternativa sulle fasce, quando il nostro gioco centrale viene bloccato (vedi Brescia) è assolutamente indispensabile.

Soprattutto con un “pennellone” come Sadiq al centro dell’area, il quale potrebbe diventare pericolosissimo di testa se ricevesse cross.

Ma scrivo questo, non perché non sia soddisfatto di quello che – fino ad oggi – ha fatto questo magnifico Gruppo.

Se il campionato finisse oggi, sarei comunque sia soddisfatto.

Ma semplicemente perché in questo torneo a 19 squadre, dove non c’è ancora una vera “ammazza campionato”.

Dove, nonostante i ns. numeri – alcuni impietosi (ben 28 gol subiti) – siamo ancora lì, in zona play off a solo 1 punto da Benevento, Cittadella e Verona (in attesa del “monday night” col Cosenza), alcune delle più quotate candidate alla promozione in A.

Ed a soli 6 punti dalla promozione diretta (ma questo l’ho visto solo con la coda dell’occhio, perché non voglio guardare la testa della classifica…).

Allora perché non provarci?

Da una parte, infatti, sono graniticamente convinto – come ho scritto la scorsa settimana – che la promozione non deve diventare un’ossessione.

Che ci dobbiamo accontentare della categoria.

Ma d’altra parte, con il calciomercato ancora aperto, sapendo che con un paio di terzini forti non solo rinforzeremmo la difesa, ma forniremmo una valida alternativa in fase offensiva ad una compagine che già esprime un bellissimo gioco.

Sarebbe sciocco non provarci.

Poi vada come vada, saremo contenti lo stesso.

Ma che non rimanga il rimpianto di quello che sarebbe potuto essere e non è stato, solo per non aver comprato un paio di buoni terzini.

E che non ci si nasconda dietro l’oculatezza di gestione e l’impossibilità di spendere.

Negli ultimi 3 anni il Perugia Calcio ha maturato più che consistenti plusvalenze, che gli permetterebbero di acquistare buoni terzini, senza svenarsi e sbilanciare l’assetto finanziario.

Ma anche se vi fossero limiti di budget, nel mio modo di vedere, prima si prende quello di cui la squadra ha veramente bisogno (i terzini, soprattutto a sinistra).

Poi – se avanza qualcosa – si prendono altri centrocampisti (Falzerano e Carraro) e l’attaccante (Sadiq).

Non il contrario.

Allora forza!

Che ognuno faccia il suo!

Avv. Gian Luca Laurenzi