Lavagna tattica: Grifo, l’unica ‘medicina’ è quella del coraggio

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Lavagna tattica: Grifo, l'unica 'medicina' è quella del coraggio. Perugia a trazione troppo difensiva. In attesa di gennaio perchè non tentare una soluzione tattica diversa? 

Lavagna tattica: Grifo, l’unica ‘medicina’ è quella del coraggio. Perugia a trazione troppo difensiva. In attesa di gennaio perchè non tentare una soluzione tattica diversa?

In un recente webinar con mister Mario Beretta, uno dei tecnici dell’Assoallenatori presieduta da Renzo Ulivieri, Fabio Caserta ha evidenziato le caratteristiche tecniche dei moduli utilizzati dal mister calabrese negli ultimi due anni.

In particolare nel 1-4-3-3 (come sottolineato in un precedente articolo il portiere è oramai parte integrante del gioco della squadra) Caserta ha spiegato come abbassare il play alll’altezza dei difensori centrali per costruire dal basso alzando i terzini in una sorta di 1-3-4-3, per cercare di poter costruire sugli esterni in superiorità numerica. Altra considerazione del mister riguarda l’importanza di studiare gli avversari, specialmente l’anno scorso serie B con la Juve Stabia, allorquando gli avversari manifestavano doti tecniche importanti.

Queste due sottolineature fanno da premessa alla deludente prestazione dei grifoni di ieri, prestazione terminata con uno scialbo e sacrosanto risultato ad occhiali. I miei timori, manifestati dopo lo stesso risultato del Cabassi (zero reti segnate nelle ultime due gare), hanno trovato purtroppo conferma evidenziando come la manovra offensiva del Perugia sia faticosa nel suo sviluppo e non supportata adeguatamente dai centrocampisti. Caserta, a dire il vero, ha provato a modificare qualche cosa; evidentemente anche lui aveva percepito queste difficoltà, ma i risultati sono stati modesti.

La prima mossa è stata l’inserimento di Minesso, volonterosa la sua prestazione ma abbastanza fumosa, che doveva fare da tramite tra centrocampo ed attacco.

La seconda mossa è stata la costante presenza dei quinti di centrocampo in fase offensiva, molto alti, per dare una mano ai due attaccanti in fase offensiva. (ripetendo quindi un canovaccio caro al mister).

Ma i grifoni hanno centrato lo specchio della porta solo con un colpo di testa di Sgarbi: un po’ poco per definire buona la prestazione, un po’ poco per una squadra superiore al Gubbio, un po’ poco per una squadra che deve assolutamente arrivare prima.

Oggi quasi tutte le squadre propongono almeno tre uomini offensivi nei propri schemi: 1-4-3-3 (tre attaccanti esterni), 1-4-3-1-2 (trequarti e due attaccanti), 1-4-2-3-1 (addirittura De Zerbi se la gioca con quattro giocatori offensivi); anche la Lazio che si presenta con uno 1-3-5-2 ha tra i propri elementi nel ruolo di mezzala un certo Luis Alberto che non è altro che un attaccante arretrato. Il Perugia invece con questo modulo mantiene un equilibrio difensivo eccellente, perfetto, mirabile.

Si perde però qualcosa in fase offensiva, nonostante la buona volontà di tutta la squadra, sia per lo schema proposto, sia per le caratteristiche degli interpreti.

Se poi ci si trova di fronte ad una giornata no di uno dei giocatori più importanti della squadra come Melchiorri (classe ’87 non va dimenticato, Roberto Arcangeli nell’ultima puntata di SportPerugiaTV ha correttamente sottolineato come forse il cigno di Treia sia stato spremuto sin troppo e nonostante questo se non si accende lui non si accende nessuno) diventa difficile per questa squadra proporre soluzioni offensive lineari, ficcanti, che mettano in difficoltà la squadra avversaria.

Visto che fino a gennaio la rosa rimarrà questa, ipotizzare un cambio di modulo almeno in corso gara non credo sia utopistico, per provare a dare una sterzata alla gare come quelle con il Gubbio che, detto per inciso, non ha rubato nulla, anzi ha dimostrato una tenuta difensiva molto buona..forse anche perché il Perugia davanti non l’ha vista mai. Deludenti, oltre quella di Melchiorri, le prestazioni di Moscati, di Favalli e di tutti i giocatori subentrati nella ripresa: questo è indicativo di come parecchi giocatori abbiano avuto un rendimento molto modesto.

Mi aspetto da Caserta che faccia la seguente riflessione: si può allentare un po’ l’equilibrio in basso della squadra per provare un cambio modulo anche a gara in corso senza rischiare di perdere la solidità difensiva della squadra?

Visto che siamo in serie C e che non deve studiare particolarmente gli avversari, la medicina (in attesa di quella più sostanziosa del mercato) per questa squadra si potrebbe chiamare CORAGGIO.

Fabio Orlandi