Leon: “Io numero uno? Sono in buona compagnia…”

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    Leon: “Io numero uno? Sono in buona compagnia…”. Lo schiacciatore della Sir: “Ho ancora molto da vincere, ma solo insieme al gruppo posso farlo. Perugia scelta importante, amo la città”

    Wilfredo Leon, schiacciatore cubano naturalizzato polacco della Sir Safety Conad Perugia, ha rilasciato un’intervista a Roberto Zucca di volleynews.it. Di seguito vi riportiamo un estratto.

    “Io numero uno del volley mondiale? Ringrazio sempre per l’etichetta di più forte, ma soprattutto in questo campionato sono davvero in buona compagnia. Non mi sento il numero uno. Mi sento importante, assieme ai miei compagni, quando vinciamo una gara, una gara importante. Quest’anno ad esempio era importante non perdere la bussola e siamo riusciti pur con tutti i blocchi, il Covid e il campionato a singhiozzo a trovare una continuità e a trovare tantissime vittorie importanti. Personalmente sono contento e appagato da questo. Io faccio un lavoro che è al pari di tutti gli altri giocatori in campo. Siamo una squadra, non sei individui che giocano solo per i propri obiettivi”.

    Passaggio poi su Perugia e sull’ambiente che Leon ha trovato nel capoluogo umbro dove ormai vive e gioca da quasi tre anni.

    “Mi piace tanto questa città, i tifosi e sin dal primo giorno ho trovato affetto e accoglienza nelle persone della società e dei tifosi. È stata una scelta importante e lo è tuttora. Poi siamo un bel gruppo, affiatato e si lavora molto bene con ognuno di loro. Il bilancio di questi anni è estremamente positivo”.

    L’asso della Sir Perugia si dimostra anche campione di umiltà e altruismo.

    “Sono stato educato al supporto. Vivevo in un paese dove spesso si faceva gruppo per aiutarsi e sostenersi. La generosità non è solo aiutare economicamente una persona, è anche prendersi cura di qualcuno con un gesto o una parola. A casa mi è stato insegnato semplicemente questo”.

    Ma Leon, a 27 anni, non si sente per nulla arrivato nonostante i tanti successi già conseguiti.

    “Con i club ho obiettivi molto alti. Vorrei arrivare a conquistare almeno un paio di scudetti e, se possibile, arrivare a otto Champions League. Con la nazionale polacca invece il sogno e l’obiettivo è la medaglia d’oro olimpica, ma anche un Mondiale. Come vede, ho ancora tanto da vincere, e devo lavorare ancora molto per ottenere tutto ciò che ho desiderato da questa carriera. È questo il motivo che mi spinge ad andare avanti con grinta e impegno”.

    Nicolò Brillo