Perugia: bene Burrai, ma servono fisicità, difensori e bomber

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Perugia: bene Burrai, ma servono fisicità, difensori e bomber. Il regista a Pordenone
foto: calciogrifo.it

Perugia: bene Burrai, ma servono fisicità, difensori e bomber. Il regista a Pordenone “protetto” da mediani fisicamente strutturati. Ma dal mercato urgono presto altre imprescindibili pedine

Mentre la grande amarezza per l’assurda retrocessione in Serie C non accenna a mitigarsi, e non potrebbe essere altrimenti, siamo arrivati ormai a solo quattordici giorni dall’inizio del campionato di Serie C.

Dopo la conferma della condanna per illecito di Bitonto e Picerno, con l’automatica mancata promozione dei pugliesi, al loro posto sale in Serie C il Foggia e la retrocessione in D dei lucani, molto probabilmente tra martedì e mercoledì verrà stabilito quale squadra sarà ripescata in luogo del Picerno, Bisceglie e Rende le papabili ma anche la Pianese spera, si andrà a stilare la composizione ufficiale dei tre gironi e si darà, infine, l’atteso via alla compilazione dei campionati.

Quattordici giorni all’inizio del torneo con il Perugia in grave ritardo per quanto riguarda il mercato, visto che fino ad ora è stata effettuata una sola operazione in entrata, quella del playmaker Salvatore Burrai dal Pordenone mentre sono tre le operazioni in uscita, con la cessione di Buonaiuto alla Cremonese, di Falasco al Pordenone e di Gyomber alla Salernitana. Da rilevare poi i rientri per fine prestito del difensore Salvatore Monaco, del centrocampista Marco Moscati e degli attaccanti Bianchimano e Manconi.

Il buon Fabio Caserta rischia seriamente di fare la fine del suo collega Alessandro Nesta, che si vide allestire la squadra intorno a Ferragosto con il campionato che iniziava una decina di giorni dopo.

Ma se Nesta doveva solamente puntare ad un buon piazzamento in zona playoff, obiettivo fallito anche a causa dei punti persi all’inizio (alla sesta giornata, anche se aveva già osservato il turno di riposo, il Perugia era tredicesimo con solo 5 punti in carniere, con il preliminare da ottavo, non il playoff, acciuffato solo a tavolino dopo la penalizzazione del Palermo), Caserta questo campionato di C è obbigatoriamente costretto a vincerlo da primo (i playoff di Lega Pro sono una vera e propria lotteria che premia solo una squadra su ventotto partecipanti dopo un estenuante torneo ad eliminazione diretta) e perdere terreno all’inizio non sarebbe certamente un buon viatico.

Rispetto a Nesta, Caserta, uno abituato a far più punti all’andata che al ritorno, può però contare al momento su molti giocatori della squadra vergognosamente retrocessa l’anno scorso, ma in quanti rimarranno a Perugia?

I vari Di Chiara, Falzerano, Rosi, protagonisti in negativo nelle scorso campionato e Monaco saranno confermati a dispetto del giudizio negativo dei tifosi? E Angella, Dragomir, Melchiorri e Mazzocchi resteranno in Serie C?

Un bel rebus che dovrà essere sciolto alla svelta se si vorrà recitare un ruolo da protagonista nel campionato che va ad iniziare, probabilmente quello del Girone B anche se, fino al momento che i gironi saranno ufficialmente stilati, il pericolo di finire nel più tosto Girone C rimane sempre dietro l’angolo.

E’ arrivato Burrai, trentatré anni e mezzo, allettato a scendere di categoria da un invitante triennale, proprio quando la sua ex squadra sta allestendo una squadra competitiva per il grande salto visto l’arrivo dell’attaccante Diaw e quello probabile del bravo portiere, ex grifone, Guglielmo Vicario.

Il giocatore non si discute, buona visione di gioco, piedi educati, tira bene tutti i calci piazzati ed in C può fare la differenza, ma a Pordenone, dove ha dato il meglio della sua carriera vincendo la C e arrivando quarto in B, era stato messo in condizione di operare al meglio dalla società e da Tesser che gli schierava vicino dei centrocampisti come Pobega e Mazzocco, dinamici, bravi tecnicamente e devastanti fisicamente.

Pobega un metro e ottantotto di altezza, Mazzocco uno e ottantasei, con lo stesso Misuraca sopra il metro e ottanta e il trequartista Gavazzi, a volte utilizzato anche in mediana, un metro e ottantacinque.

E la fisicità è stata l’arma vincente del Pordenone con Burrai che, protetto da questi marcantoni, poteva guidare la squadra con la sua tecnica.

Ma a Perugia questa fisicità al momento manca vista l’altezza dei vari Falzerano, uno e sessantasette, e Dragomir, uno e settantare, con lo stesso Kouan, il più roccioso e il più alto, che arriva al metro e settantotto e con il solo Moscati (se rimarrà), che supera di poco il metro e ottanta.

Un tallone d’Achille, quello della scarsa fisicità dei centrocampisti, che è stata una delle cause della retrocessione e che se non verrà sanato al più presto rischia di condizionare anche il campionato di quest’anno perchè tutti sanno come la fisicità, in C sia determinante, ancor più che in cadetteria.

Detto che in difesa servono come il pane due centrali forti perchè almeno uno tra Monaco, Angella e Sgarbi, non rimarrà, in avanti, sempre che rimanga Melchiorri, che comunque non garantisce un grosso bottino di reti, non sappiamo quante garanzie possa dare Bianchimano, solo 4 gol a Catanzaro, mentre riteniamo che Manconi sarà girato a qualche altra squadra.

Per vincere il campionato occorre una punta da almeno quindici gol che al momento non c’è.

Si vocifera di un forte interessamento per il quasi trentenne potentino Murano, nove gol in ventinove gare lo scorso anno, zero nelle tre gare giocate l’anno precedente: un curriculum non proprio da grande bomber con i dieci gol in trentuno gare segnati in C, tre anni fa, nel Trapani, nella sua migliore stagione.

Insomma Giannitti deve fare presto e bene. L’imperativo è partire con il piede giusto anche perchè i grifoni saranno attesi col coltello tra i denti da tutte le avversarie fin dalle prime gare.

Santopadre, che è voluto rimanere per forza a Perugia contro la volontà della maggior parte dei tifosi, in particolare quelli più “veraci” della Curva Nord, non può e non deve assolutamente permettersi ulteriori errori e passi falsi.

Se vorrà riconquistarsi un poco di credibilità, anche se sul piano della comunicazione, la nuova stagione sembra essere iniziata come era finita la vergognosa stagione precedente, con l’assurdo ostracismo nei confronti dei giornalisti della nostra testata che continuano, in maniera arrogante e scorretta, a non essere ammessi alle varie conferenze stampa tenute dai membri della società, l’unico modo sarà quello di riportare subito in B il Perugia!

Danilo Tedeschini