Perugia: il “fil rouge” è Minesso, ora lotta a cinque

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Lavagna tattica: squadra e gruppo molto buoni, un delitto non rinforzare la rosa. Contro la Feralpi i biancorossi hanno messo in campo coraggio, capacità di lettura e voglia di emergere. Tecnico e giocatori meritano ancora un paio di

Perugia: il “fil rouge” è Minesso, ora lotta a cinque. La buona prova del “folletto” di Cittadella mitiga parzialmente l’assenza di Melchiorri. Bravo Caserta, ma ci sono un paio di appunti… Intanto l’ultima giornata ha ridotto le pretendenti al primo posto

Il Grifo rispetta in pieno il proverbio “Non c’è due senza tre” e, dopo aver superato il Ravenna in casa e il Matelica in trasferta con il risultato di 3-1, si ripete contro la Feralpisalò nel ‘frigorifero’ del Curi.

Il “fil rouge” di queste tre vittorie è l’ennesimo gol di testa di Minesso, il quinto nelle tre gare e in assoluto del folletto biancorosso, fondamentale perchè riequilibrava, già nel primo tempo, una gara messasi subito pericolosamente in salita a causa di un altro errore di Fulignati, fotocopia di quello fatto a Trieste neanche un mese fa.

Un successo sicuramente meritato quello dei grifoni anche se la prestazione, pur valida, non è stata proprio scintillante.

Ci sono infatti voluti due calci di rigore in due minuti, attorno al quarto d’ora della ripresa, il primo fallito da Minesso ma ribadito in rete da Falzerano sulla respinta del portiere De Lucia, il secondo trasformato da Burrai, per aver ragione della formazione gardesana, anch’essa in gol nel recupero con un tap-in di Guerra sul rigore respinto da Fulignati che fissava il punteggio finale sul 3-2.

Mister Fabio Caserta, privo dell’infortunato Melchiorri, ha schierato un 4-3-3 mascherato da “albero di “Natale”, con il redivivo Falzerano e Minesso a ridosso di Murano.

Ma se Minesso, rigore sbagliato a parte, ha disputato una buona gara, altrettanto non si può dire di Falzerano che, tap-in vincente sul rigore a parte, non ha di certo brillato prima di essere sostituito da Moscati.

Neanche Murano è apparso all’altezza e l’assenza di uno stoccatore, acuita dall’infortunio di Melchiorri, si è sentita anche ieri, anche perchè anche la mezzora di gara giocata da Vano, al posto di Murano, non ha convinto.

Come non ha convinto, come accennato, il portiere Fulignati, trafitto come a Trieste da un tiro dalla distanza, stavolta di Ceccarelli, assolutamente parabile, al pari di quello dell’alabardato Boultan.

La respinta del rigore di Petrucci, poi ribadita in gol da Guerra, ha solo mitigato in parte la prestazione negativa del portiere biancorosso che, per sua e nostra fortuna, ha il privilegio di avere davanti a sé una difesa forte, all’altezza anche ieri contro la Feralpisalò.

Oltre alla consueta buona prestazione del pacchetto arretrato, impreziosita dall’ottima gara di Elia e da quella dignitosa di Crialese, autore della “pennellata d’autore” che ha favorito il pareggio di Minesso, si è finalmente visto a centrocampo un Burrai in crescita, supportato dalla sostanziosa prova di Vanbaleghem mentre, purtroppo, altrettanto non si può dire di Moscati, opaca la sua gara, giustamente sostituito da Caserta con Sounas ad inizio ripresa.

Una vittoria del gruppo, quella di ieri contro la formazione di mister Pavanel, che ha confermato come mister Caserta, oltre che sul piano tecnico-tattico, dove non per sue colpe, ma a causa delle lacune dell’organico a sua disposizione, c’è ancora da fare, abbia svolto un ottimo lavoro nello spogliatoio, cementando l’unione tra i vecchi giocatori che dovevano partire e che invece sono rimasti e tra i nuovi che la società ha potuto reperire in sede di mercato estivo.

Due piccoli appunti al tecnico, però, riguardo alla gara di ieri, vanno fatti.

Quello di non essere intervenuto nell’occasione del rigore, voluto tirare, sbagliandolo, da Minesso, quando il rigorista della squadra è Burrai e quello della scelta iniziale di riproporre dopo molto tempo Falzerano come titolare, scelta che, alla luce della prestazione dell’ex veneziano, si è rivelata sbagliata.

Peccati veniali che non inficiano il giudizio su questo bravo tecnico che, con una rosa monca, manca una punta, un centrocampista fisico e, da ieri, forse anche di un portiere, tutti da reperire assolutamente in queste ultime due settimane di mercato, ha portato il Perugia al giro di boa al terzo posto, al momento ad un punto dalla capolista.

E’ vero che il primo posto attuale del Sudtirol potrebbe essere solo virtuale in quanto il Padova, che condivide quota trentasei coi grifoni, ad una lunghezza di distanza dai bolzanini, deve recuperare a Febbraio la gara casalinga col Carpi, motivo per cui precede il Perugia e il Modena in graduatoria e, sia in caso di vittoria che di pareggio (per lo scontro diretto vinto) si laureerebbe, anche se a scoppio ritardato, Campione d’inverno, ma il piazzamento del Perugia certifica il buon lavoro fatto dal tecnico che non aveva e non ha in mano una rosa adeguata per puntare al primo posto.

Il prossimo weekend inizia il girone di ritorno e i risultati di ieri, con la sconfitta casalinga della Sambenedettese col Padova e il pareggio a reti bianche tra Mantova e Triestina, praticamente autoeliminatesi dal gruppone delle possibili pretendenti visto il consistente ritardo dalla vetta, sia reale, sette e otto punti, che ipotetica, nove e dieci punti, sembra aver circoscritto la lotta per la prima posizione, l’unica a garantire la promozione diretta, a sole cinque squadre.

Il Padova, la squadra favorita, che potrebbe essere la capolista virtuale con trentanove punti in caso di vittoria col Carpi all’“Euganeo” nel recupero o con trentasette in caso di pareggio, il Sudtirol, attuale capolista reale a quota trentasette, il Perugia e il Modena, terza e quarta, appaiate a quota trentasei dopo il capitombolo casalingo dei canarini contro la Virtus Verona e il Cesena rivelazione, quinto con trentacinque punti, la formazione che gioca il calcio migliore e che ha in Bortolussi il capocannoniere del torneo, cosa non di poco conto.

Il Perugia dovrà quindi necessariamente continuare a correre per sfruttare un calendario favorevole che lo vedrà opposto prima al Fano, terzultimo, in trasferta e poi in casa con l’Arezzo, fanalino di coda, che ha appena esonerato mister Andrea Camplone.

Occorrerà fare poker a Fano e pokerissimo con gli amaranto al “Curi” per potersi presentare al delicato scontro diretto del “Manuzzi” col Cesena in una posizione di classifica ancora migliore e magari, anche, ma questo dipenderà solo dalla società, con una rosa all’altezza per puntare all’obiettivo prefissato, il primo posto finale.

Danilo Tedeschini