Un Perugia “spuntato” stecca contro una difesa organizzata

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Un Perugia

Un Perugia “spuntato” stecca contro una difesa organizzata. Infortuni e carenze tecniche hanno bloccato il Grifo sullo 0-0 a Fano. Nel mercato invernale è sempre la stessa musica

Basta una difesa decentemente organizzata per mandare in bianco lo spuntato attacco del Perugia.

E la parola spuntato, nella gara pareggiata 0-0 al “Mancini” contro il Fano, assume un doppio significato…

…sia quello riguardante la sterilità dell’attacco, sia quello figurato di ‘privo di punte’, avendo la squadra di Caserta perso per infortunio, oltre al difensore Crialese, prima Minesso nel primo tempo e poi Murano nella ripresa, ed essendo quindi costretta a fare affidamento, invano, su Vano e nel finale sul rientrante Bianchimano.

Un pari deludente che ricaccia indietro in classifica il Perugia, adesso quarto dietro al coinquilino Padova, fermato anch’esso a sorpresa sul pari ad Imola, perchè i veneti hanno una gara da recuperare, a tre lunghezze dalla capolista Sudtirol, vittoriosa al “Druso” sul Ravenna e a due dal Modena che ha superato due a zero il Gubbio al “Braglia”.

E meno male che il Cesena ha perso in casa contro la “castigagrandi” a domicilio Virtus Vecomp Verona che, dopo aver sfiorato il successo pieno al “Curi” è andata a vincere in soli sette giorni prima a Modena e poi a Cesena; altrimenti anche i romagnoli, ora quinti due lunghezze dietro, vincendo avrebbero scavalcato i grifoni.

Un vero peccato aver buttato al vento la favorevole occasione di rimanere, in compagnia del Modena, in scia ai bolzanini e davanti al Padova che, teoricamente, vincendo il recupero a Febbraio contro un Carpi in caduta libera, travolto 5-1 a San Benedetto del Tronto dopo aver perso 2-0, mercoledì a Macerata, il recupero col Matelica, aggancerebbe in vetta, a quota quaranta il Sudtirol, superandolo per lo scontro diretto vinto due a zero, nel girone d’andata, all’“Euganeo”.

Al “Mancini” il Grifo ha tenuto in mano il pallino del gioco per tutta la gara, ma al di là di due belle respinte nella ripresa del giovane portiere fanese Viscovo, la prima in tuffo su un colpo di testa di Murano, la seconda d’istinto su un altro colpo di testa, stavolta di Vano, nel recupero, non ha mai impensierito seriamente il numero uno dei padroni di casa, rischiando addirittura nel finale la sconfitta, la prima volta quando Fulignati, che aveva perso incredibilmente palla in tackle fuori area, è stato graziato da Ferrara, il cui rasoterra a porta vuota ha fatto la barba al palo, la seconda con un prodigioso recupero di Sgarbi quando due fanesi erano ormai lanciati a rete.

Sul terreno pesante di Fano, insomma, sono riemerse le lacune offensive di questa rosa, acuite dall’assenza di Melchiorri per infortunio, che sembravano scomparse nelle ultime tre vittoriose gare quando il Perugia aveva vinto segnando sempre tre gol.

Ma se si va ad analizzare bene contro chi il Perugia aveva segnato, dato che settimanalmente avevamo evidenziato, si nota come le difese delle tre squadre affrontate, Ravenna, Matelica e Feralpisalò, fossero difese troppo facilmente perforabili.

Il Ravenna affrontato al “Curi”, infatti, è penultimo con dodici sconfitte in altrettante trasferte e, con quarantadue gol subiti, è di gran lunga la peggiore difesa del campionato.

Il Matelica, superato in trasferta, con diciannove gol subiti nelle dieci gare casalinghe, praticamente due a partita, è la squadra più perforata nelle gare in casa, mentre, al contrario, la Feralpisalò, con diciotto gol subiti in dieci gare in trasferta, anche qui praticamente due a partita, subiti anche sabato dall’Arezzo ultimo e in dieci, è la quintultima difesa più battuta fuori casa.

Da considerare anche come un terzo dei nove gol segnati dal Perugia in queste tre gare siano arrivati su rigore o su una sua ribattuta.

Numeri incontrovertibili che condizionano la classifica poco soddisfacente del Perugia, penalizzata non dalle prime quattro gare, come si vuol dimostare adducendo l’alibi della ritardata preparazione (ritardata preparazione della quale, comunque, è colpevole la società che si è mossa con troppo ritardo in estate, al di là del ritardato e tristissimo epilogo della Serie B) visto che alla decima, dopo la vittoria contro il Padova, il Perugia era primo coi veneti e davanti per lo scontro diretto vinto.

A penalizzare la classifica del Perugia sono invece i punti persi dall’undicesima giornata ad oggi, ben quattro rispetto al Sudtirol e al Cesena, tre rispetto al Modena e zero, uno o tre, a seconda di come finirà il recupero casalingo contro il Carpi, rispetto al Padova.

E questo ritardo creatosi nei confronti delle quattro avversarie dirette è figlio delle sole sette reti segnate in sette di queste dieci partite (escludendo le tre disputate contro le tre difese colabrodo), tre delle quali, quelle di Carpi, col Gubbio e di Fano, conclusesi a reti bianche.

La società, come da noi ripetutamente sottolineato, aveva il dovere di muoversi subito sul mercato per rinforzare la squadra e invece, a parte l’arrivo dell’evanescente Vano, un gol su rigore in diciassette presenze quest’anno, una sorta di ripetizione di Sadiq in salsa Lega Pro, in venti giorni il nulla.

E’ di ieri sera la cessione di Dragomir all’Entella, ma essendo il rumeno un Under non libera la possibilità di prendere un Over, per cui, come consuetudine, il mercato del Perugia si riduce alle ultime battute visto che chiude tra sette giorni.

Intanto domenica all’ora di pranzo bisogna assolutamente conquistare i tre punti contro un Arezzo ultimo e che al “Curi” sarà più rimaneggiato di noi, viste le squalifiche della coppia dei difensori centrali, Sbraga e Cherubin e del mediano Arini.

Sembrerebbe solo una formalità ma le insidie di queste gare sono sempre dietro l’angolo anche perchè si conosce il tipo di gioco, estremamente fisico del tecnico amaranto Stellone che, ultimamente, quando incontra il Grifo si esalta.

Ma non superare la cenerentola del torneo, alla vigilia dello scontro diretto di tre giorni dopo del “Manuzzi” contro il Cesena, sarebbe gravissimo e non è nemmeno ipotizzabile.

Il treno davanti continua la sua corsa verso i settantotto punti finali che garantiscono la promozione diretta e i tre punti contro l’Arezzo sono fondamentali per rimanervici agganciati.

Danilo Tedeschini