Che confusione, sarà perché ti amo! Stavolta prendiamo a prestito il titolo della fortunata canzone portata al successo dai Ricchi e Poveri per due motivi. Il primo è che il meritato due a due colto dal Perugia a Pesaro è frutto di una buona prestazione a tratti, soprattutto nel primo tempo e nell’ultimo quarto d’ora, sporcata però, da tanta confusione soprattutto difensiva. La seconda è che in classifica, dopo due giornate, regna la massima confusione, con ben otto squadre, tra le quali il Perugia, in testa con quattro punti, con una sola lunghezza di vantaggio su altre cinque, a quota tre, in totale ben tredici squadre su venti raccolte in un solo punto. Più confusione di così!
Il Perugia ha disputato un buon primo tempo, andando meritatamente in vantaggio con un gol da esterno ad esterno, cross di Cavallini e testata vincente di Quirini, che a queste latitudini era parecchio tempo che non si vedevano. Personalmente ricordo di averle viste spesso in C nel Cesena di Toscano, con Adamo e Donnarumma e nell’Ascoli di Tomei, con Silipo e D’Uffizi. Solo per la statistica ricordiamo che a fine stagione sia il Cesena di Toscano, vincitore del campionato tre anni fa, sia l’Ascoli di Tomei, vincitore dei playoff dell’anno scorso, sono state poi promosse in Serie B.
Già nel primo tempo, però, in mezzo a tante cose buone, erano venuti fuori momenti di confusione in fase di interdizione e in difesa, culminati nel colpo di testa di Tonucci, lasciato colpevolmente solo a pochi metri dal portiere, sul quale Zelezny ha compiuto un miracolo. Durante l’intervallo si pensava che al rientro il Perugia avrebbe fatto tesoro di questo e preso le dovute contromisure ed invece, pronti via, dopo meno di dieci minuti la Vis aveva già ribaltato il risultato, sfruttando la mossa di mister Gennari di spostare Di Paola sulla sinistra, imprendibile per Quirini e autore dei due cross trasformati in gol di testa da Nicastro e dal piccolo Gambino, con la complicità di Tozzuolo.
Il Perugia di Diana però possiede carattere e dopo il secondo “cooling break”, anche grazie alle azzeccate sostituzioni del tecnico bresciano, la musica è cambiata. Fondamentale soprattutto l’ingresso di Cortesi, autore di una prestazione che ha restituito vivacità alla squadra, impreziosita dal tiro da fuori respinto corto dal portiere marchigiano e ribadito in gol da Sabbatani, piombato come un falco sulla respinta, anticipando l’avversario diretto. Un gol alla Giovanni Cornacchini per il nostro indomabile centravanti che, anche contro la Vis, ha disputato una gara di grande sacrificio e abnegazione, prendendo botte per tutta la gara ma ripartendo sempre. Bravo!
Anche Canotto è stato encomiabile sul piano dell’impegno ma poco preciso nelle conclusioni, anche se un paio sono uscite di un niente e a volte anche un po’ troppo egoista. Non ci è affatto dispiaciuto, invece, Carriero che, oltre a dare il là all’azione del primo gol, è andato vicino al secondo vantaggio, tra il primo e il secondo gol della Vis, con un diagonale velenoso, salvato in angolo, in tuffo, da Guarnone. Ladinetti non ha ripetuto la prova maiuscola offerta contro l’Ostiamare, soprattutto in fase di interdizione, mentre Kabashi è l’emblema del titolo del nostro editoriale. Tanta confusione ma anche tanto impegno per cui si fa voler bene.
Capitolo difesa: se il centrocampo filtra poco va in bambola, sia sugli esterni, Quirini e Cavallini, bravissimi come detto in fase offensiva, meno in quella difensiva, sia nei tre centrali, in particolare Tozzuolo, con Megelaitis e Riccardi che, almeno, ci hanno messo il mestiere. Ci auguriamo che Angeli, voluto fortemente dal tecnico Diana che lo conosce bene, anche ieri in panchina, sia in grado di giocare al più presto. Zelezny ha salvato il risultato nel primo tempo con una grande parata e non ha nessuna colpa sulle due ravvicinate conclusioni di testa vincenti, sulla seconda, tra l’altro, era anche arrivato a toccarla.
Si sono viste cose buone e altre no, c’è certamente da lavorare ma la strada intrapresa da mister Diana e dai suoi ragazzi in sole tre settimane, sembra quella giusta. Ora la palla, fino a martedì, passa ad Alessandro Gaucci che deve completare al meglio in questi ultimi due giorni di mercato il buon lavoro svolto nelle prime due settimane dal suo arrivo. Servono una punta e un difensore centrale forti, per permettere all’organico di poter fare il salto di qualità.
Intanto, dopo due giornate è importante stazionare nel folto gruppo delle prime, in attesa della gara casalinga contro il Pineto di domenica prossima. Gli abruzzesi sembrano meno forti dell’anno scorso, quando vinsero entrambi gli scontri diretti, soprattutto davanti, ma i due pareggi fin qui ottenuti dalla formazione del nuovo tecnico Barillari, a Latina e col Livorno, senza subire gol, raccontano che non sarà facile “bucarli” e conquistare quei tre punti importantissimi per proseguire la corsa in perfetta media inglese.
Danilo Tedeschini






























