Piero Braglia sembra più sereno. La prima settimana di contatto pieno con la squadra gli ha restituito maggiori certezze. Sa che non sarà facile risollevare il Grfio, ma attutito il traumatico impatto con la nuova realtà biancorossa, il tecnico toscano è pronto a dare battaglia.
“È stata la mia prima settimana piena e sono contento di aver visto l’impegno giusto da parte dei ragazzi. Abbiamo lavorato tanto per quello che ritenevamo giusto, ora però è la risposta del campo che conta. Sono fiducioso che possiamo cambiare qualcosa a livello di prestazione e atteggiamento. Fai un risultato e prendi fiducia, sono ancora convinto che questa squadra ha i mezzi per tirarsi fuori dai guai”.
Il ritiro indetto dalla società è coinciso anche con alcune scelte importanti. Dalla fascia di capitano affidata al giovane Giunti fino alla scelta di reintegrare in rosa Paolo Bartolomei.
“Di Giunti me lo ha detto Meluso, è stata una decisione della società. Il leader non è solo chi porta la fascia. Qui c’è Angella e nessuno gliela toglie, è un gesto per scuotere lo spogliatoio, per far capire che ci sono ragazzi che spingono e si comportano bene. Io l’ho letta così, poi ognuno la legge e la valuta come vuole. Su Bartolomei è stata una mia precisa richiesta. Perchè è uno positivo, quando parla non dice mai cavolate e sempre cose interessantI. Si è messo a disposizione. Da quando ci sono io, lui e Lisi non hanno mai creato un problema, mi spiace per Lisi ma in lista non c’è più posto. Non possiamo fare più niente fino a gennaio. I ragazzi ne sentivano la mancanza e io ero d’accordo con loro. Ha carisma, esperienza e personalità. Teniamo presente che in rosa abbiamo 2005, 2007 e 2008. Uno che li possa guidare credo serva tanto e ci può dare una grande mano in campo. Ora deve salire di condizione, non ha ancora mai fatto una partita, si è messo a disposizione su tutto e mi fa piacere”.
Insomma la ‘linea Braglia’ è passata, ora non resta che iniziare a raccogliere i primi frutti. A partire dalla trasferta di Carpi, contro un avversario da prendere con le molle.
“E’ una squadra che spinge tantissimo, anche coi difensori centrali. Ha qualità, sta facendo un campionato importante, giocano bene. Dobbiamo andare a controbattere in ogni zona del campo sulle cose che loro fanno. Io credo in questa squadra, stanno lavorando tanto, stanno curando tante cose, poi la risposta è quella e io in questa squadra ci credo, più vado avanti e la vedo lavorare e più ci credo. Fuori casa lo storico è agghiacciante, da un anno e mezzo. Voglio vedere l’attenzione e la determinazione che mettiamo in allenamento, poi sono convinto che questa squadra inizierà a fare un campionato diverso”.
Il Perugia si presenterà in Emilia con un alto grado di emergenza che riguarda il pacchetto arretrato. Senza Dell’Orco, Angella, Riccardi e Lewis, c’è il dubbio anche sulla disponibilità di Megelaitis.
“Linas viene via, si sta curando, non è grave. Vediamo con lo staff medico, semmai abbiamo anche altri giocatori e ci adattiamo. Siamo questi, è inutile piangersi addosso. Non porta a niente. Bisogna reagire con un certo tono ed è opportuno concentrarsi sui presenti. Il centrocampo? Penso di avere giocatori di personalità, sarò un pazzo ma vedo cose che voi fate fatica a vedere, credo in qualche ragazzo che sinora è stato messo da una parte e ci può dare una grande mano. Siamo preoccupati anche noi, non vivo in un altro mondo, ma ci dobbiamo dare delle risposte nell’atteggiamento, quello mi interessa perché è quello che porta i risultati. Nelle due partite che c’ero io siamo stati molli, prevedibili, lunghi, ora ho potuto lavorare una settimana e ho messo mano ad alcune cose”.































