Andrea Camplone conosce molto bene il campionato di serie C, tanto da averlo vinto sia da giocatore (ben due volte) che da allenatore. Nei primi anni novanta è stato tra i protagonisti del Perugia di Gaucci, guidato da Ilario Castagner, che riconquistò la cadetteria (1993-1994) dopo l’amaro spareggio di Foggia e anni bui tra C2 e campionati mediocri. Successo che il terzino abruzzese ha bissato anche qualche anno dopo in quel di Ancona (1996-1997). Da allenatore la vittoria è arrivata sempre a Perugia e al termine dell’indimenticabile cavalcata della stagione 2013-2014. Un vero e proprio testa a testa contro il Frosinone, culminato il 4 maggio con il gol di Moscati e una giornata che è rimasta nel cuore del popolo biancorosso.
Sono già passati più di dieci anni e oggi il tecnico pescarese sembra lontano dalle dinamiche del rettangolo verde. La sua attività in riva l’Adriatico lo tiene impegnato quotidianamente, ma il telefono sul fronte calcio è un po’ che non squilla.
“Mi hanno fatto smettere – ammette lo stesso Camplone – evidentemente non sono fatto per questo calcio, dove servono procuratori importanti, non scordarsi di fare gli auguri a Natale e Pasqua e dire sì quando conviene. È un pezzo che non alleno e se penso che lo scorso anno ci sono stati 35 esoneri, credo che per me serva un miracolo. Non capisco perché continuano a fare i corsi a Coverciano se tanto allenano sempre gli stessi: il giro alla fine è quello”.
Mastica amaro Camplone ma la sua attenzione verso il calcio è sempre alta. Soprattutto verso quelle categorie che, al di là di un comprensibile pessimismo, potrebbero presto restituirgli la voglia di indossare la tuta e tornare ad insegnare calcio.
IL PERUGIA – Il primo pensiero, chiaramente, è rivolto al suo amato Grifo. “Ho avuto modo di conoscere la nuova proprietà ma non campisco bene dove vogliono arrivare. Perugia è una piazza molto importante nel panorama calcistico italiano. Non si può vivacchiare. Per vincere serve una buona organizzazione ma anche degli investimenti. Questa sarà una stagione importante per capire cosa vuole fare da grande questa squadra. I tifosi, la piazza, meritano stagioni esaltanti e soprattutto di tornare quantomeno in serie B. La rosa non è male ma serve qualche buon innesto per rendere il Grifo competitivo per il vertice”.
CANGELOSI – “Tutti gli anni trascorsi con Zeman gli hanno consentito di acquisire un importante bagaglio di esperienza. Rispetto al boemo mi pare più prudente e meno intransigente a livello tattico. Nel calcio serve equilibrio e in certi casi duttilità tattica e di valutazione”.
LE ALTRE UMBRE – “Il Gubbio ha mantenuto la sua filosofia. È una società seria che riesce sempre a mettere insieme dei buoni campionati. Di Carlo potrebbe ulteriormente valorizzare questa filosofia. Sicuramente ha le possibilità per giocarsi un posto playoff. La Ternana invece è avvolta dai dubbi. In primis a livello societario e di gestione economica, per quanto si legge. Poi c’è da capire come assorbirà la botta della finale persa. Ripartire dopo certe amarezze non è mai facile”.
IL CAMPIONATO DI SERIE C – “Rispetto a quando giocavo io è tutto un altro calcio: il livello tecnico è sceso notevolmente. Ci sono tanti giovani da valorizzare e pochi altri giocatori di talento. Una volta in C scendevano giocatori dalla serie A. Oggi devi essere bravo a mettere insieme gioventù ed esperienza. Noi nel 2014 ci siamo riusciti. Avevo una squadra forte con tanti ragazzi bravi: sul campo e fuori”.
LE SECONDE SQUADRE – “Mi piace questa idea. Credo che per le società importanti sia un modo corretto per gestire i giovani talenti, non mandarli in giro e farli crescere in casa. La Juventus da questo punto di vista ha dato una traccia. Il Milan ha sbagliato approccio e ha pagato. Sono curioso di vedere cosa farà l’Inter e come si districherà l’Atalanta nel girone C”.
LE CARTE AL CAMPIONATO – “Il girone C resta il più tosto per qualità e forza delle squadre. La Salernitana a mio avviso parte con i favori del pronostico. Sono curioso di vedere cosa farà anche il Benevento. Poi occhio a Crotone e Catania. Sempre che non ci scappi la sorpresa come il Cerignola. Nel girone B vedo davanti a tutte l’Arezzo. Lo scorso anno ha fatto un buon campionato e in estate ha dato continuità alla rosa. Poi spero nel Perugia e non dimentico Vis Pesaro e Ascoli. Il girone A resta sulla carta il più agevole. Il Cittadella a mio avviso ha tutto per vincere. Il Vicenza non so se riuscirà a riprendersi dopo la delusione dell’ultima stagione.
IL COLLEGA DA SEGUIRE – “Ci sono tanti allenatori bravi in questa categoria. Sono molto curioso di vedere cosa farà Raffaele alla Salernitana. E’ un tecnico a mio avviso molto preparato, che ha fatto bene lo scorso anno”.






























