Caro Grifo, altro che primi cinque posti: qui c’è da evitare rischi grossi

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Sesta sconfitta consecutiva e classifica horror: difficile commentare una situazione del genere. A Pineto interrompere questo trend è un obbligo morale
 

Se dal Direttore Generale Borras una frase del tipo “Abbiamo una squadra forte” non ci ha meravigliato più di tanto essendo Borras uno poco avvezzo al calcio di Serie C italiano, il fatto che Piero Braglia, allenatore navigato e vincente in C, anche se con tre esoneri e una clamorosa eliminazione al primo turno dei playoff col Gubbio dopo la sconfitta in gara unica col Rimini al “Barbetti” che dette un colpo di spugna al buon quinto posto conquistato, si sia presentato affermando che la rosa del Perugia è da primi cinque posti, ci ha lasciato di stucco.

In sede di presentazione del torneo noi che siamo coetanei di mister Braglia e che di calcio, anche se non dalla panchina, ne abbiamo visto, come lui, anche troppo, collocammo il Perugia nella quinta fila dell’ipotetica griglia di partenza, ovvero nono-decimo posto. Al momento il campo racconta che eravamo stati fin troppo generosi visto che il Perugia dopo sei gare, è terzultimo da solo con appena tre punti, non ha mai vinto e, in tre gare in casa, quattro con quella col Pontedera di Coppa, ha segnato il primo gol soltanto ieri sera e solo grazie ad una fondamentale deviazione di un difensore della Samb sul tiro di Giunti e, senza la maxi penalizzazione del Rimini, sarebbe penultimo.

Il tutto perché la società, insieme al dg Meluso, in sede di mercato ha colpevolmente indebolito una squadra arrivata dodicesima solo grazie a mister Cangelosi, sesto nel periodo della sua gestione. Lo abbiamo ampiamente spiegato e documentato nel nostro editoriale di tre giorni fa ed è inutile ribadirlo. Mister Cangelosi ha pagato con l’esonero la sua signorilità e il suo aziendalismo, avendo accettato una rosa debole, il suo unico difetto e se la squadra poi fa solo tre punti in cinque gare perché la rosa è modesta, la società, che non ammetterà mai le sue grosse responsabilità, le scarica tutte sul tecnico e lo esonera.

E lo fa proprio prima del doppio turno casalingo con due squadre abbordabili (la Samb più della Pianese, lo abbiamo visto stasera) perché se poi Cangelosi, dopo aver incontrato, oltre al Bra, la prima, il Ravenna, la terza, l’Ascoli, la quarta, il Gubbio e la sesta, il Guidonia,  le avesse vinte tutte e due o, quantomeno, una, pareggiando l’altra, non sarebbe stato più esonerabile. Grave errore, oltretutto, esonerarlo prima di un turno infrasettimanale con due soli giorni a disposizione del nuovo tecnico. E’ una delle regole non scritte del calcio come, ad esempio, quella di non effettuare mai sostituzioni prima di un calcio d’angolo per gli avversari. Intendiamoci, il nuovo tecnico Braglia non ha colpe, se non quella di aver confermato il suo “vizietto” di farsi espellere spesso e volentieri.

                                                                                                                                         Il Perugia, quindi, dopo aver dovuto ballare il liscio in Romagna è stato costretto a ballare il “Samba” al “Curi”, perdendo due a uno la prima delle due gare casalinghe, sabato ci sarà quella con la Pianese, contro una Sambenedettese tutt’altro che irresistibile, che ha confermato al “Curi”, prima dei due regali del Perugia nell’ultimo quarto d’ora, tutta la sua pochezza: una sola gara vinta, quella all’esordio col Bra, ultimo sul campo, poi due pareggi e due sconfitte prima della vittoria “trovata” ieri sera.

Una noiosa partita da zero a zero, sbloccatasi ad un quarto d’ora dalla fine per un fallo di mano di Megelaitis, schierato da Braglia a centrocampo, con la confusionaria difesa che non era riuscita a rilanciare un pallone fuori dalla propria area prima della fatale carambola sul braccio del lituano. Rigore deciso dal controllo Fvs e trasformato da Sbaffo. Il Perugia reagiva più di nervi che col gioco e, dopo solo cinque minuti, pescava il jolly con una bella conclusione di Giunti, provvidenzialmente deviata da Pezzolla nell’angolino sinistro, fuori dalla portata di Orsini.

Quando almeno il giusto pareggio sembrava materializzarsi arrivava il secondo regalo del Perugia, confezionato da Calapai, uccellato su rimessa laterale dall’avversario diretto, in collaborazione con  il neo entrato Nwanege, subentrato da pochi minuti per l’ennesimo infortunio del trentasettenne Angella, troppo molle in marcatura sull’ex Eusepi, anche lui appena entrato al posto di Sbaffo, che assisteva di testa Candellori, lasciato libero di battere da appena dentro l’area, con Kanoute  colpevolmente in ritardo in chiusura che metteva il fiocco al regalo. Frittata fatta e Grifo, come detto, che acuisce la sua crisi rimanendo terzultimo da solo.

Neanche l’offensivo quattro-due-tre-uno proposto da Braglia ha sortito gli effetti sperati, con il gruppo che dimostra partita dopo partita la propria modestia e i propri limiti, anche mentali. Difesa ormai ridotta all’osso dagli infortuni, nuovi arrivati che deludono, a cominciare dai disastrosi Calapai e Nwanege, con il solito generoso Ogunseye, che, però, continua a non far gol, solo uno su  rigore, come nelle sue caratteristiche e lo si sapeva. Anche Megelaitis non ha convinto del tutto ieri sera  come centrocampista, tanto impegno ma anche tanta confusione.

Lasciamo perdere il quinto posto, caro mister Braglia, perché qui c’è solo da puntare al sestultimo, la salvezza diretta, distante ora tre lunghezze. Una delle tre sestultime, la Pianese, le altre due sono il Livorno e la deludente Vis Pesaro, sarà ospite al “Curi” nel tardo pomeriggio di sabato. Inutile sottolineare l’importanza di trovare il primo successo stagionale, anche se la Pianese, come la Samb, ha costruito la sua pur magra classifica proprio sulle gare esterne, nelle quali è imbattuta e con la porta inviolata grazie ai due pareggi per zero a zero, a Pesaro con la Torres e ad Ascoli, e al bel successo per due a zero di Sassari contro la Torres.

Come potrà riuscire a vincere il Perugia, che ha un attacco che in tre gare casalinghe, più una quarta di Coppa, ha segnato soltanto un gol, tra l’altro risultato inutile, grazie ad una deviazione, riuscendo a scardinare una difesa, quella della Pianese, che di gol in trasferta ne ha subiti ZERO,  si fa fatica ad immaginarlo. Sta solo a mister Braglia trovare le mosse e pescare gli uomini giusti per riuscirci, magari anche col reintegro dei due fuori rosa Bartolomei e Lisi, come neanche tanto velatamente ha fatto intendere il tecnico nel dopo gara di ieri. Sabato bisogna assolutamente conquistare i tre punti!

Danilo Tedeschini