Di male in peggio! Ieri c’erano tutte le condizioni per tornare a vincere una gara fondamentale e fare un bel balzo in avanti in classifica. L’avversario, il Pineto, orfano ormai dall’inizio di Gennaio della sua stella Bruzzaniti, ceduto al Catania, si presentava a Perugia dopo quattro sconfitte consecutive e senza gol segnati su azione da cinque gare, le due reti realizzate erano arrivate entrambe su calcio di rigore. Agli abruzzesi mancavano anche cinque giocatori, per lo più titolari, con mister Tisci che ha dovuto giocoforza mandare in campo quattro dei cinque diffidati.
In più il Perugia, avendo riposato nel turno scorso, aveva avuto a disposizione due settimane per preparare al meglio la gara, facendo recuperare una condizione migliore agli ultimi arrivati, Verre in primis. Tutto vanificato con il Perugia che ha inopinatamente, ma meritatamente perso uno a zero, al termine di una prestazione orrenda nella prima frazione, appena migliore nella ripresa, con il Perugia rimasto da solo adesso al penultimo posto della graduatoria con i suoi ventiquattro punti.
A penalizzare il Grifo ancora una volta le scelte di formazione sbagliate di Tedesco che ha lasciato in panchina i tre uomini più in forma, Manzari, Canotto e Nepi, per optare su un ritorno al quattro-tre-uno-due, con lo spento Tumbarello e il confusionario, non da ieri, Megelaitis, a fianco di un Ladinetti irriconoscibile. La difesa, priva dello squalificato Riccardi, sostituito da Stramaccioni è riuscita nell’impresa di prendere gol su azione partita da rimessa laterale, con Angella a fare la bella statuina e D’Andrea riuscito praticamente ad entrare quasi in porta col pallone.
L’attacco? Chi l’ha visto? Con un Montevago inconcludente e un Bacchin, a parte il bel tiro da fuori solo nel recupero deviato in angolo, nervoso e falloso, due duri interventi sugli avversari potevano anche essere da rosso diretto ma l’arbitro ha guardato da un’altra parte graziandolo. L’altro pericolo lo ha creato Verre, che si ripeterà anche nella ripresa, con un gran tiro da fuori, purtroppo sventato da Tonti con l’aiuto del palo, mai il Perugia è riuscito a rendersi pericoloso su azione manovrata e questo la dice lunga su come giochi, anzi, non giochi, il Perugia.
Dopo l’intervallo Tedesco mandava finalmente in campo Manzari e il talentuoso ex Monopoli coglieva subito un clamoroso palo su punizione e, con i successivi, ma tardivi, ingressi, di Canotto e Nepi, il Perugia riusciva quantomeno ad esercitare una pressione costante, Tonti alzava sopra la traversa un’altra gran conclusione di Verre, dopo aver inizialmente rischiato di subire il gol del due a zero su un’altra dormita della difesa su un cross leggibilissimo, con Gemello e un rimpallo fortunato vicino alla linea di porta che mettevano una pezza al colpo di testa ravvicinato di Giannini
I fischi finali dei pochi tifosi presenti, anche ieri meno di tremilaquattrocento, nonostante il bel pomeriggio atmosferico erano il giusto corollario ad una prestazione incolore, l’ennesima, che ha riportato il Perugia ad occupare il penultimo posto in classifica in solitaria. La gestione Tedesco, costellata di errori, si sta rivelando sempre più negativa, la sua media punti generale nelle diciotto partite disputate, un intero girone, con ventuno punti conquistati è di appena 1,16 punto a partita.
Ma quello che è allarmante, continuiamo a sottolinearlo, è il trend decisamente in caduta libera delle ultime tredici gare, con soli dodici punti conquistati, tre sole vittorie, tre pareggi e ben sette sconfitte, con una media punti inferiore al punto a partita, rispetto alle prime cinque gare con nove punti conquistati due vittorie e tre pareggi ed una media da alto playoff di 1,80.
In quelle cinque gare, però, Tedesco aveva, potuto usufruire dei primi effetti positivi della dura preparazione di Cangelosi, poi evaporati nel girone di ritorno e di alcuni episodi fortunati, due autoreti decisive, con il Livorno e a Sassari e la papera del portiere del Pontedera sul gol del pareggio direttamente da angolo. La Dea Bendata, però, quello che ti regala, prima o poi se lo riprende e i due legni colpiti ieri contro il Pineto ne sono la prova.
Sinceramente, dopo la sconfitta di ieri, ci saremmo aspettati o un passo indietro del tecnico, le dimissioni, che non c’è stato o una decisione forte della società, l’esonero, anche se tardivo, ma anche questa non si è verificata, complice anche l’immediatezza della prossima gara, quella di Livorno contro la squadra allenata da mister Venturato, il tecnico che avremmo voluto a Perugia, lo abbiamo sempre scritto, dopo le dimissioni di Braglia e che in diciassette gare ha portato un’armata brancaleone, quella allenata da Formisano, in piena zona playout, in zona playoff, a dimostrazione della sua bravura.
Come avete potuto notare abbiamo pubblicato l’editoriale con qualche ora di ritardo per avere il quadro completo della situazione con i risultati finali delle gare di Bra, in casa con la Pianese e del Pontedera, in trasferta a Pesaro. Due pareggi, entrambi per uno a uno, con i grifoni che vedono aumentare a due le lunghezze di ritardo dalla quintultima, il Bra che, al momento, sarebbe salvo. Il punto serve invece al Pontedera per rimanere dentro il perimetro degli otto punti, adesso sono sette, tra penultima e quintultima, al momento la Samb, che ha pareggiato zero a zero in casa col Livorno, per la migliore differenza reti sulla Torres, sconfitta a Forlì, perimetro utile per disputare il playout.
Poteva andare meglio, il Bra ha pareggiato al 95′, ma anche peggio, se una delle tre concorrenti alla salvezza diretta del Perugia avesse vinto. Se gli avversari non vanno forte, purtroppo il Grifo va peggio e la cosiddetta soluzione perugina, da molti approvata e caldeggiata con entusiasmo si sta rivelando un flop. Si va avanti, comunque, con Tedesco anche a Livorno, altra partita da vincere obbligatoriamente, ormai è diventato un must, contro una squadra in salute e con un bravo allenatore in panchina.
Basta attendere tre giorni e ne sapremo di più, intanto, oltre che aspettare, non ci resta che sperare ma, come diceva il grande Gale, a Perugia si usa troppo dire “speremo”, ci vogliono i fatti!
Danilo Tedeschini































