Il centrocampista spagnolo è uscito (inspiegabilmente?) totalmente dai radar
Con tre sconfitte consecutive, rimediate a seguito di tre bruttissime prestazioni, il Perugia è tornato a sprofondare. E se la classifica piange, con la salvezza diretta che ora dista 6 punti, il gioco latita. Come detto, 3 partite in cui gli uomini di Tedesco non solo hanno perso ma hanno faticato a fare gioco e a creare azioni pericolose degne di nota. Tra Juventus Next Gen., Ternana e Campobasso stentiamo a ricordare un intervento del portiere avversario, mentre per quanto riguarda le occasioni pericolose, togliendo il gol di Tozzuolo nel derby, ne registriamo solamente due: una di Giardino ad Alessandria e una di Montevago a Campobasso. Decisamente troppo poco. Ma il problema principale, ad avviso di chi scrive, non è tanto l’attacco, bensì il centrocampo, reparto più debole della rosa ma che è quello che ti fa vincere la maggior parte delle partite. Una mediana che spesso e volentieri è in sofferenza e che, per limitare i danni, si è stati quasi costretti a reintegrare Bartolomei. E quindi una domanda sorge spontanea: che fine ha fatto Joselito? Il giovane giocatore spagnolo, la passata stagione, anche se aveva peccato un po’ di continuità, aveva fatto vedere di avere nelle sue corde giocate di categoria superiore. Da vero regista, Joselito invocava sempre a gran voce la palla e dava una maggiore velocità alla manovra del Perugia, cosa che non fanno né Torrasi né Giunti (l’unico a prendere in mano il gioco biancorosso è Bartolomei ma i ritmi sono comunque differenti). In questo girone d’andata da incubo, Joselito ha collezionato solo 396 minuti in campo di cui 337 con Cangelosi (tra l’altro nel ritiro di Buenos Aires lo aveva provato anche sulla trequarti). Poi, e precisamente dalla sfida casalinga contro la Sambenedettese, utilizzando una – tristissima – metafora dell’Argentina si è trasformato in un vero e proprio ‘desaparecidos’: in 12 partite lo abbiamo visto in campo per soli 59 minuti. Il motivo? Visto che quando è stata posta questa domanda la società ha sempre glissato, non lo sappiamo con precisione e possiamo fare solamente alcune ipotesi. Tranne forse in un paio di occasioni, non ci risulta che il centrocampista sia stato infortunato, quindi non può essere questa la motivazione della sua esclusione. Più plausibile, invece, qualcosa a livello disciplinare. Sappiamo che il ragazzo, quando giocava a Verona, ha avuto dei problemi con la società scaligera, con tanto di denuncia sia alla FIGC che alla FIFA da parte del giocatore. Quindi, ci può stare che lo spagnolo sia una ‘testa calda’ o che abbia un carattere ‘forte’. Ma, ammesso che avesse ecceduto a livello comportamentale, ha commesso qualcosa di così grave da essere tenuto fuori così a lungo? E, soprattutto, quanto conviene a squadra e società tenere praticamente fuori rosa uno tra i pochi giocatori sopra la media? Di teste calde ne è piena la storia del calcio (Cassano, Balotelli, Gascoigne, Best solo per citarne alcuni): in settimana facevano disastri, magari spaccavano anche lo spogliatoio, ma poi quando andavano in campo e facevano vincere le partite tutto passava.
Mi.Me.
































