Quando un mese prima dell’inizio dei campionati escono i calendari la consueta dichiarazione a commento di gran parte degli addetti ai lavori è: “Conta poco, tanto prima o poi le avversarie bisogna incontrarle tutte”. Niente di più ipocrita perché il calendario conta e a seconda delle squadre può creare false illusioni. Prendete il Perugia, due vittorie e un pari, sette punti nelle prime tre giornate, pur non sciorinando un grande calcio, sufficienti a creare un entusiasmo eccessivo e a permettere di nascondere sotto il tappeto lo sporco, ovvero i difetti, che la buona, ma non completata, campagna acquisti ha evidenziato.
Prima giornata, tre punti sudati con la matricola Ostiamare, attualmente a tre punti, quelli conquistati grazie alla vittoria di Pesaro contro quella Vis contro la quale a Pesaro avevamo pareggiato, unico punto conquistato dai marchigiani, grazie ad un aiutino del portiere a pochi minuti dalla fine e che ieri sera è stata asfaltata per quattro a uno, sempre al “Benelli”, da un ‘altra squadra vera, la Reggiana di Tesser. Poi c’è stata la vittoria in rimonta sul Pineto, che ha un punto meno di noi, solo grazie all’eurogol di Kabashi nel recupero che ha completato l’illusione.
Ma ecco che il calendario è bruscamente cambiato e, dopo il facile inizio, ci ha messo di fronte due squadroni, il Ravenna e lo Spezia che hanno spostato il tappeto evidenziando tutto lo sporco che si nascondeva sotto. Due sconfitte per tre a zero pesantissime, immeritata sotto il profilo numerico quello di Ravenna dove l’arbitro ci ha messo lo “zampone”, umiliante quella di ieri sera con lo Spezia di mister Turati, l’avevamo detto che era bravo, che ha dato una lezione di calcio ad un Perugia, inguardabile in difesa, inesistente in attacco e in enorme difficoltà tecnica, ma soprattutto fisica, rispetto all’avversario, a centrocampo.
Morale, l’illusione di poter competere per le primissime posizioni era solo frutto del fatto di aver incontrato avversari più deboli di noi e, al momento, con una difesa alla quale, checchè ne dica Alessandro Gaucci, manca come il pane un centrale difensivo forte e carismatico, con un attacco che non riesce a tirare in porta e un centrocampo, reparto fondamentale della squadra, in grosse difficoltà di condizione, relega il Perugia a centroclassifica, posizione che, in questo momento probabilmente meritiamo, al netto dei più o meno gravi infortuni che hanno tolto di mezzo giocatori fondamentali come Megelaitis, Cavallini, Cortesi e Cisco, quest’ultimo rientrato ieri sera nella ripresa, una delle poche note positive della serata insieme al solito Zelezny.
Nell’illusione ci siamo caduti anche noi, non abbiamo difficoltà a riconoscerlo, anche se nel dopo Pineto sottolineammo come gli avversari incontrati fino ad allora non fossero proprio di prima fascia, anzi e che il miniciclo di cinque partite, molto tosto, ne mancano ancora tre, avrebbe inquadrato meglio il reale valore di questo Perugia. Alessandro a fine gara ha parlato di condizione al 20%. Non contestiamo questa affermazione perchè non ne abbiamo gli strumenti e le conoscenze per poterlo fare ma gli errori MARCHIANI della difesa, a nostro modesto avviso, con la preparazione al 20% hanno poco a che vedere.
E poi proprio i difensori, Tozzuolo, Riccardi e Stramaccioni, la preparazione, anche se con lo staff dello scorso anno, l’hanno fatta completa, al pari di Megelaitis, Ladinetti e Canotto, oltre al bravo Zelezny che l’ha fatta con la Roma. Parliamo di sei undicesimi della squadra scesa in campo contro lo Spezia, per cui crediamo che il problema della condizione fisica, che sicuramente esiste, è evidente, poco abbia a che vedere con gli errori difensivi e i limiti tecnici dei difensori che si ripetono costantemente dall’inizio del torneo.
A questo punto, in attesa del recupero degli infortunati e che la condizione fisica di metà dei titolari migliori, qualcosa occorrerà fare visto che difensori svincolati forti non ci sono e che, anche se ci fossero, per metterli in condizione si perderebbero due mesi e che la riapertura del mercato di Gennaio è lontana. Due potrebbero essere le soluzioni, la prima, quella più attuabile, adattare come centrale difensivo Bartolomei, che in passato questo ruolo lo ha già ricoperto, la seconda passare alla difesa a quattro, nella quale l’irriconoscibile Riccardi si trova decisamente più a suo agio.
Nel frattempo il famoso calendario non si ferma ad aspettarci e domenica ci proporrà la non facile trasferta di Grosseto contro la matricola rivelazione di mister Indiani, seguita dalla gara interna contro l’altra corazzata, la Reggiana, che non ha niente da invidiare allo Spezia e infine ci sarà l’insidioso derby di Gubbio. Un minimo sindacale di almeno quattro punti da queste tre gare occorrerà tirarlo fuori, per non ritrovarci dopo otto giornate, ben oltre un quinto di campionato, irrimediabilmente lontani, non solo dalla lotta per il vertice, una chimera, ma anche per partecipare ai playoff con qualche ambizione, almeno da quinti e non in una posizione più bassa, utile solo a fare atto di presenza.
Ecco allora che uscire con un risultato positivo dallo “Zecchini” di Grosseto domenica sera, oltre che necessario per tornare a muovere la classifica dopo questi due brutti stop, costituirebbe sicuramente una bella iniezione di fiducia!
Danilo Tedeschini































