La squadra di Cangelosi arranca contro matricole e fanalini di coda, mentre restano urgenti tre rinforzi per evitare un’altra stagione anonima

Prosegue sul campo neutro di Sestri Levante il deludente avvio di stagione del Perugia, che arpiona solo al dodicesimo minuto di recupero il due a due, grazie all’FVS, il cosiddetto Var a chiamata, che sanziona il rigore del pari per una trattenuta su Ogunseye, precedentemente non vista dal direttore di gara, con il nuovo grifone che trasforma poi dal dischetto col brivido, visto che la palla è passata, infatti, sotto la pancia del portiere piemontese Franzini che aveva intuito la direzione del tiro.
Prima del campionato, due settimane fa, era arrivato il faticoso passaggio del turno di Coppa Italia ai calci di rigore contro il Pontedera, giudicato frettolosamente una buona squadra solo in virtù delle tre palle gol create, contro zero, salvate tutte da uno strepitoso Gemello e che adesso, invece, dopo sole due giornate è il fanalino di coda del torneo con zero punti, zero gol all’attivo e quattro al passivo, segnale evidente che la loro difesa non era impenetrabile ma che è il Perugia ad essere una squadra modesta.
Sensazione, quella sulla modestia della rosa del Perugia, corroborata dai due deludenti pareggi arrivati contro due matricole assolute di questo campionato, quello in casa col Guidonia Montecelio e quello di ieri sul neutro di Sestri Levante, dove gioca le sue gare interne il Bra a causa dei lavori di adeguamento del proprio stadio. Sestri Levante che dista circa duecento km dalla cittadina della provincia Granda, con conseguente presenza di solo 200 tifosi al seguito, dei quali soltanto 38 abbonati (loro, come tutte le altre società, ad eccezione del Perugia di Faroni e Borras, gli abbonati li comunicano anche se sono pochissimi).
C’erano quindi tutte le condizioni, c’erano circa centocinquanta tifosi perugini, quasi la metà dei presenti, per provare a conquistare i tre punti contro una squadra non eccelsa ed invece per poco non ci lasciavamo le penne. L’anno scorso, nelle prime due gare, stesso andazzo, con due punti conquistati a stento, uno fuori casa con la matricola, non assoluta, Pianese, l’altro in casa con la Spal, una nobile decaduta, poi fallita a fine stagione e alla fine siamo arrivati dodicesimi, con una rosa più forte di quella attuale.
E anche domani sera, al termine della giornata, potremmo occupare, più o meno, l’identica posizione, al momento siamo noni insieme alla Vis Pesaro, perchè squadre come la Ternana, vincendo in casa contro l’Ascoli, una tra Pianese o Carpi e una tra Guidonia e Pineto, se i due scontri diretti non dovessero terminare in parità, potrebbero scavalcarci, ma una cosa è già certa: come lo scorso anno dopo sole due giornate siamo già più vicini al fanalino di coda, il “magico” Pontedera, ancora a zero punti, che alla capolista, l’Arezzo, distante quattro lunghezze, che viaggia a punteggio pieno, anche se domani sera potrebbe essere raggiunto dall’altra nostra favorita Ravenna.
Le lacune sia numeriche che qualitative della rosa sono apparse evidenti e gli ultimi arrivi, in attacco di Ogunseye, punta da sei-sette gol a campionato di media e della promessa mai veramente sbocciata Manzari, esterno di fascia, non sono sufficienti. Per il salto di qualità a questa squadra mancano tre elementi forti da reperire assolutamente entro domani sera alla 20, quando chiuderà il mercato: un esterno difensivo di fascia destra, un play di ruolo e un esterno d’attacco capace di creare superiorità numerica e di segnare sei sette gol a stagione.
Per quest’ultimo ruolo si fa il nome di Schimmenti del Potenza e sarebbe affatto veramente un bel colpo, ma dubitiamo fortemente che il Potenza, dopo aver venduto al Catania il centravanti Caturano tre giorni fa, si privi anche dell’altro pezzo pregiato dell’attacco Schimmenti. Nel caso improbabile che decidesse di farlo c’è da sottolineare come, su Schimmenti, ci sarebbero anche il Livorno e, soprattutto, il Vicenza di patron Renzo Rosso, per cui la vediamo molto, molto dura.
Senza l’arrivo di queste tre pedine, lo abbiamo visto anche ieri col Bra, saremmo condannati al solito campionato tra il sesto e il dodicesimo posto, posizioni che non lascerebbero nessuna speranza di promozione diretta ma, eventualmente, quasi nulle anche attraverso i playoff.
Se in tre gare ufficiali, con due matricole e il fanalino di coda, due delle quali giocate al “Curi”, hai segnato solo due gol, uno su rigore e uno con una deviazione decisiva, il primo di Sestri, se anche la difesa balbetta, Angella, Riccardi e Gemello che non è uscito, hanno dormito sul primo gol, Giraudo sul secondo e Nwanege ha rimediato un rosso diretto inutile, se il centrocampo continua a giocare in orizzontale e a non inventare sarà dura pensare in grande.
Il meno colpevole di questa situazione appare Cangelosi anche se pure lui comincia a risentirne e a commettere qualche errore, come insistere su Nwanege o mandare tardivamente in campo Ogunseye, ma per un allenatore avere una rosa incompleta e modesta per determinati obiettivi è certamente condizionante. Vediamo quale Perugia uscirà domani sera dal mercato anche perché sabato c’è il derby in trasferta di Gubbio, secondo con 4 punti, apparso bello pimpante nonostante il pari interno con la forte Sambenedettese.
Inutile dire che servirebbe una vittoria, con un pari andresti a tre punti e ti allontaneresti ancor di più dalle posizioni che contano, avvicinandoti al contempo a quelle pericolose. Un eventuale, malaugurato passo falso, invece, sarebbe devastante!
Danilo Tedeschini







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